Vertice Ue dopo Ceuta: “Nessun migrante è entrato in Europa”. Spagna: “Contrari agli hub in paesi terzi, Italia riapra i confini”

04 Agosto 2026 - 22:45
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Vertice Ue dopo Ceuta: “Nessun migrante è entrato in Europa”. Spagna: “Contrari agli hub in paesi terzi, Italia riapra i confini”

Nella videocall dei ministri dell’Interno dell’Ue sulla crisi di Ceuta “è emersa una visione condivisa sulla necessità di continuare a combattere senza tregua il traffico di migranti, di potenziare i rimpatri, di rafforzare le frontiere dell’Ue, di instaurare partenariati solidi con i Paesi terzi e di migliorare la capacità di previsione”. A renderlo noto è il Consiglio Ue che ha aggiunto: “I ministri hanno sottolineato che la comunicazione dovrebbe essere più coordinata e più coerente, soprattutto per contrastare attori esterni malintenzionati impegnati nella manipolazione delle informazioni e nelle interferenze dall’estero”.

“Nessun migrante da Ceuta è entrato nell’area Schengen”

il commissario Ue agli Affari interni, Magnus Brunner, nella conferenza stampa al termine del Consiglio informale in videoconferenza sulla crisi di Ceuta ha spiegato che nessun migrante da Ceuta è entrato nell’area Schengen: “C’è stata piena solidarietà con la Spagna attorno al tavolo. La riunione è stata anche un’occasione molto utile per chiarire la situazione sul campo. Il ministro spagnolo Fernando Grande-Marlaska ha confermato che la situazione è sotto controllo, che nessuno si è effettivamente spostato sulla terraferma spagnola e che l’area Schengen non è stata colpita”.

Brunner ha poi aggiunto: “Oltre 70.000 persone, come sapete, hanno attraversato il confine in poche ore, alimentate da reti criminali di contrabbando e anche dalla disinformazione sui social media, l’integrità del nostro confine esterno è stata messa, ovviamente, a dura prova”.

Il commissario ha poi parlato dei decessi: “Il secondo fatto concreto: 75 vite sono andate perdute. Famiglie che non rivedranno mai più i loro cari perché i criminali mandano le persone in viaggi pericolosi, e questo è semplicemente inaccettabile. E oggi abbiamo discusso di come evitare simili incidenti anche in futuro. Ciò che ha funzionato all’inizio è stata la risposta. Innanzitutto, la Spagna oggi ha confermato di nuovo, come ho detto prima, che praticamente tutti coloro che sono entrati a Ceuta sono ora tornati indietro”.

Spagna contraria agli hub in Paesi terzi

Durante la videocall si è parlato della questione degli hub nei Paesi terzi con la Spagna che si è detta contraria. Il ministro dell’Interno spagnolo Fernando Grande-Marlaska ha sottolineato che la questione non è stata centrale nella conferenza tra ministri Ue aggiungendo che la Spagna ha “manifestato” la sua  “contrarietà” sulla misura. “In Spagna vengono rispettati i diritti fondamentali dei minori e degli anziani, di ogni persona. È uno dei nostri doveri e delle nostre priorità”, ha aggiunto.

“Roma riapra i confini”

Fernando Grande-Marlaska ha poi parlato del contrasto con il Governo Meloni: “Non ho compreso la chiusura di Schengen da parte dell’ Italia, mi è sembrata totalmente priva di necessità e proporzionalità. Vediamo che succede, se ci sarà un ripensamento. Non c’è stato alcun rischio di movimento secondario, avendo Ceuta un regime speciale. E la stessa Frontex ha riferito che lo spazio Schengen non è mai stato a rischio”. Il ministro dell’Interno ha poi aggiunto: “Noi riceviamo movimenti secondari di persone che dall’Est entrano in Spagna e non poniamo i controlli interni” nello spazio Schengen.

Il ministro dell'Interno spagnolo Fernando Grande-Marlaska
Il ministro dell’Interno spagnolo Fernando Grande-Marlaska (foto Ansa) – Blitz Quotidiano

Ue: “Valuteremo se stop a Schegen dall’Italia è proporzionato”

La decisione italiana di chiudere l’area Schengen è intanto sotto valutazione da parte della Ue. A dirlo è ancora Brunner che ha spiegato che sulla sospensione di Schegen da parte dell’Italia verso la Spagna “c’è una valutazione che dobbiamo fare. È una misura che deve essere proporzionata e deve essere temporanea. Ci stiamo occupando della questione. La situazione, ovviamente, si è anche evoluta negli ultimi giorni. Ora c’è più chiarezza. Il governo spagnolo ha confermato che alcune persone sono rientrate in Marocco. Non era così quando l’Italia ha in qualche modo presentato le sue idee e ora non ci possono essere più movimenti secondari, quindi vedremo, è una valutazione da fare. Ora le cose si sono evolute e ora sappiamo che le persone sono tornate. Questa è una buona notizia, il fatto che abbiamo il controllo su ciò che è accaduto lì al nostro confine esterno europeo”, ribadisce.

“Regolarizzazione migranti di Sànchez non è un buon segnale per l’Europa”

Per il commissario Ue agli Affari interni “la regolarizzazione” di oltre 600mila migranti decisa dal governo Sànchez “non è un buon segnale, assolutamente no. Non è un buon segnale per il resto d’Europa. Capisco che sia una competenza di uno Stato membro e capisco che la Spagna l’abbia fatto perché si tratta principalmente di latinoamericani che parlano la stessa lingua e condividono la stessa cultura, ma il segnale per il resto d’Europa non è un buon segnale”.

A dirlo è ancora il commissario Ue agli Affari interni, Magnus Brunner, nella conferenza stampa al termine del Consiglio informale Interni in videoconferenza sulla crisi di Ceuta. “Non se ne è discusso stamattina”, in quanto, “non ci sono state vere e proprie critiche perché al momento non riusciamo a vedere un collegamento diretto tra la regolarizzazione e gli incidenti di Ceuta”.

“Potenziare rimpatri e più coordinamento nella comunicazione nelle crisi”

Per Brunner, quella di finanziare gli hub di rimpatri con fondi europei, “è una questione che rientra nei negoziati per il prossimo quadro finanziario pluriennale. Credo che questa sia la strada da seguire, come ho già detto più volte: abbiamo creato il quadro giuridico per i centri di rimpatrio, anche nei regolamenti sui rimpatri, e restiamo ovviamente aperti a qualsiasi proposta. La nostra priorità è collaborare con i partner lungo il percorso, su diversi concetti, anche per quanto riguarda le domande di asilo presentate al di fuori dell’Unione europea e guardando al futuro in termini di finanziamenti, ovviamente, le discussioni sul prossimo quadro finanziario pluriennale forniranno il contesto giusto su come sostenere e come il sostegno alle azioni dei paesi terzi possa essere strutturato al meglio nell’ambito delle più ampie partnership migratorie dell’Ue”, ha concluso il commissario.

L'articolo Vertice Ue dopo Ceuta: “Nessun migrante è entrato in Europa”. Spagna: “Contrari agli hub in paesi terzi, Italia riapra i confini” proviene da Blitz quotidiano.

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