Vescovi Ue: “Il futuro della Groenlandia deve essere deciso dal suo popolo”

Febbraio 4, 2026 - 14:00
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Vescovi Ue: “Il futuro della Groenlandia deve essere deciso dal suo popolo”

Il futuro della Groenlandia deve essere costruito nel rispetto della dignità, dei diritti e delle aspirazioni del suo popolo. È l’appello lanciato dai vescovi dell’Unione Europea in una Dichiarazione diffusa oggi dalla Comece, che interviene sui delicati equilibri politici, sociali e ambientali dell’Artico. Il documento esprime solidarietà alla popolazione groenlandese, richiama ai principi del multilateralismo e invita l’Unione Europea a rimanere fedele ai propri valori di pace, dialogo e cooperazione.

L’appello

“Il futuro della Groenlandia deve essere deciso dal popolo groenlandese stesso, nel pieno rispetto dei suoi diritti, della sua dignità e delle sue aspirazioni”. È quanto ribadiscono i vescovi dell’Unione Europea in una Dichiarazione pubblicata oggi in cui prendono la parola in merito ai “delicati negoziati che incidono sul futuro politico, sociale e ambientale della Groenlandia” e dell’intera regione artica. La presidenza della Commissione delle Conferenze Episcopali dell’Unione Europea (Comece) desidera innanzitutto “esprimere la propria solidarietà e vicinanza spirituale al popolo della Groenlandia, che oggi deve affrontare una crescente instabilità e incertezza geopolitica, oltre alle profonde conseguenze dei cambiamenti climatici e alle persistenti sfide sociali”. Nel ribadire quindi l’autonomia del popolo groenlandese, i vescovi Ue sottolineano anche “l’importanza di rispettare il diritto internazionale, i principi della Carta delle Nazioni Unite e l’integrità territoriale del Regno di Danimarca”. La Dichiarazione ricorda, a questo proposito, le parole di Papa Leone XIV, recentemente rivolte al corpo diplomatico: “Nel nostro tempo, preoccupa in modo particolare, sul piano internazionale, la debolezza del multilateralismo. A una diplomazia che promuove il dialogo e ricerca il consenso di tutti, si va sostituendo una diplomazia della forza, dei singoli o di gruppi di alleati”. “Queste parole – scrive la Comece – risuonano profondamente nell’attuale clima internazionale e richiedono un rinnovato impegno a favore di approcci pacifici e cooperativi alle sfide globali”. Da qui l’appello della Presidenza all’Ue: “Incoraggiamo quindi l’Unione Europea a continuare ad agire come una forza unita, responsabile, ferma e capace di creare fiducia, rimanendo radicata nei suoi valori fondamentali e impegnata a sostenere un sistema internazionale basato su regole e un multilateralismo efficace”.

La preghiera

La Dichiarazione si conclude con una invocazione alla pace: “Affidiamo la Groenlandia, la Danimarca, l’Europa e la comunità internazionale all’intercessione di Maria, Regina della Pace, e di Sant’Ansgario, Apostolo del Nord. Possa Dio concedere saggezza ai leader politici e a tutti coloro che ricoprono posizioni di responsabilità, affinché possano lavorare instancabilmente per il bene comune, la giustizia e la pace”. La Presidenza della Comece è composta da mons. Mariano Crociata (Italia), presidente; da mons. Antoine Hérouard (Francia), primo Vicepresidente; da mons. Czesław Kozon (Paesi nordici), vicepresidente; da mons. Rimantas Norvila (Lituania), vicepresidente e da mons. Nuno Brás da Silva Martins (Portogallo), vicepresidente.

Fonte Agensir

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