A Milano Investopia 2026, asse Italia-Emirati Arabi su investimenti, finanza e industria

Maggio 15, 2026 - 15:09
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Investopia 2026 rafforza l’asse tra Italia ed Emirati Arabi Uniti e rilancia Milano come hub strategico del dialogo economico internazionale in una fase segnata dalle tensioni geopolitiche globali. Dalla finanza all’industria, passando per infrastrutture, turismo e innovazione, l’edizione milanese dell’evento, ospitato a Palazzo Mezzanotte, ha riunito istituzioni, imprese e investitori con l’obiettivo di consolidare partnership economiche e costruire nuove opportunità di cooperazione tra Europa, Medio Oriente e Africa. A sottolineare il valore simbolico dell’iniziativa è stato Giovanni Bozzetti, presidente di Efg Consulting, che ha organizzato l’evento con il ministero dell’Economia degli Emirati Arabi Uniti, secondo cui la scelta degli Emirati di tenere a Milano la prima uscita internazionale dopo l’inizio del conflitto in Medio Oriente rappresenta “un segnale di grande vicinanza e amicizia” verso l’Italia. Bozzetti ha evidenziato come Investopia possa diventare uno strumento per rafforzare i rapporti commerciali e costruire un nuovo modello di cooperazione euro-mediterranea e africana anche attraverso il piano Mattei. Il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana ha rivendicato il ruolo centrale della Regione nell’economia globale, ricordando che rappresenta il 23 per cento del Pil nazionale e oltre un quarto dell’export italiano. Negli ultimi cinque anni, ha spiegato, la Lombardia ha registrato una crescita media del 35 per cento degli investimenti esteri nonostante il rallentamento globale dei flussi internazionali.

Anche il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha insistito sulla solidità dell’Italia nell’attuale contesto internazionale, sottolineando come il rapporto con gli Emirati assuma oggi “un’importanza particolare”. Giorgetti ha inoltre lodato la capacità degli Emirati di coniugare gestione delle crisi e visione strategica di lungo periodo, mantenendo stabilità e attrattività finanziaria. Sul fronte industriale, il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso ha rilanciato la prospettiva di un accordo di libero scambio tra Unione Europea ed Emirati Arabi Uniti, considerandolo un passaggio strategico sia dal punto di vista economico sia politico. Urso ha definito “fattibile” l’obiettivo di raggiungere 40 miliardi di investimenti emiratini in Italia, ricordando che negli ultimi anni il Paese ha migliorato il proprio posizionamento negli indici di attrattività internazionale, salendo dal ventitreesimo al sedicesimo posto globale.

Il ministro Urso ha inoltre affrontato alcuni dossier industriali nazionali. Sulla crisi Electrolux, che prevede 1700 esuberi in Italia, Urso ha attribuito le difficoltà del settore alla concorrenza cinese e agli effetti del Green Deal europeo, annunciando un tavolo con le regioni interessate. Per quanto riguarda Stellantis, il ministro ha rivendicato il ritorno della centralità produttiva dell’azienda in Italia e ha aperto alla possibilità di nuovi investimenti da parte di case automobilistiche straniere, comprese quelle cinesi. Grande attenzione anche al tema della finanza internazionale. Mauro Micillo, responsabile della divisione Imi Corporate & Investment Banking di Intesa Sanpaolo, ha evidenziato come nel primo trimestre del 2026 i volumi globali delle operazioni di fusioni e acquisizioni siano aumentati del 45 per cento su base annua, con una crescita dell’82 per cento negli Stati Uniti e del 34 per cento nell’area Emea. Secondo Micillo, gli Emirati possono giocare un ruolo decisivo nel mobilitare capitali verso Europa e Italia grazie a un ecosistema finanziario sempre più forte e a mercati dei capitali che hanno superato i 300 miliardi di dollari.

Dal canto suo, il ministro dell’Economia e del Turismo degli Emirati Arabi Uniti, Abdulla bin Touq Al Marri, ha spiegato che il Paese punta a superare l’80 per cento di Pil non petrolifero, dopo aver già raggiunto il 77,3 per cento. Tra i settori strategici indicati figurano industria alimentare, difesa, servizi finanziari, turismo, telecomunicazioni e spazio. Nonostante le tensioni internazionali, Al Marri ha definito “solida” l’economia emiratina, con una crescita prevista del 3,1 per cento nel 2026. Il tema del dialogo economico come strumento di stabilità è stato ribadito anche dal presidente del Senato Ignazio La Russa, che ha parlato di una fase internazionale “molto difficile”, sottolineando tuttavia i segnali di fiducia provenienti dal mondo economico. Secondo La Russa, il rafforzamento dei rapporti tra Italia ed Emirati rappresenta un elemento prezioso in un momento in cui le tensioni geopolitiche rischiano di avere effetti sempre più ampi.

Tra i protagonisti della giornata anche il settore turistico. Il ministro Gianmarco Mazzi ha definito strategica la partnership con gli Emirati, ricordando che il Paese rappresenta il primo partner commerciale dell’Italia nell’area Medio Oriente e Nord Africa e uno dei mercati turistici con la più alta capacità di spesa al mondo. Mazzi ha inoltre aperto al confronto sull’ipotesi di aumento della tassa di soggiorno a Milano, sottolineando la necessità di coinvolgere tutti i soggetti interessati. Nel corso della manifestazione sono emersi anche i temi della sicurezza e della difesa. Hamad Al Marar, managing director e ceo di Edge, ha spiegato che tutte le partnership costruite dagli Emirati negli ultimi anni “hanno ripagato molto bene”, consentendo al Paese di affrontare le tensioni regionali senza modificare la propria strategia di lungo periodo. A chiudere la giornata, il messaggio condiviso da molti degli intervenuti: in una fase caratterizzata da conflitti, instabilità e rallentamento dei commerci globali, il dialogo economico e finanziario resta uno degli strumenti principali per costruire relazioni durature, attrarre investimenti e rafforzare la cooperazione internazionale.

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