Accenture, AI Progress Barometer: Europa accelera su IA ma il divario tra grandi e piccole imprese minaccia la competitività

30 Giugno 2026 - 18:51
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Accenture, AI Progress Barometer: Europa accelera su IA ma il divario tra grandi e piccole imprese minaccia la competitività

Accenture, pubblicato l’AI Progress Barometer: l’Europa accelera sull’AI ma il divario con le PMI minaccia la competitività regionale

Le grandi aziende europee accelerano sull’intelligenza artificiale e provano a colmare il ritardo rispetto ai competitor globali. Ma il divario crescente con le imprese di minori dimensioni rischia di trasformarsi in un freno strutturale per la competitività dell’intera regione. È il quadro che emerge dalla prima edizione dell’Accenture AI Progress Barometer, il nuovo osservatorio semestrale che misura il livello di preparazione all’IA di circa 3.000 tra le maggiori aziende a livello mondiale. Secondo l’analisi, negli ultimi sei mesi le imprese europee hanno migliorato il proprio punteggio di AI Readiness di 1,6 punti, superando l’incremento di 1,1 punti registrato in Nord America.

Il Barometer prende in esame i fattori chiave per trasformare l’intelligenza artificiale in valore concreto: dalla disponibilità di dati di qualità e accessibili alla presenza di competenze adeguate, fino alla capacità di adattare processi e modelli operativi. Sebbene si tratti di segnali incoraggianti, bisognerà attendere una conferma con la prossima edizione del Barometro. Le aziende nordamericane, tuttavia, continuano a mantenere un livello medio di preparazione più elevato, con un punteggio di 48,9 su 100, contro 43,1 delle aziende europee.

I dati evidenziano inoltre un divario crescente all’interno della stessa Europa. Le organizzazioni europee con ricavi annui superiori a 10 miliardi di dollari si collocano oggi a soli 2,1 punti di distanza dai loro concorrenti nordamericani (47,4 contro 49,5), mentre quelle più piccole registrano un ritardo di 7,6 punti rispetto alle omologhe nordamericane (40,5 contro 48,1), evidenziando una marcata polarizzazione che potrebbe compromettere la futura competitività dell’Europa, a meno che non si intensifichino gli investimenti necessari per scalarla.

Mauro Macchi, CEO di Accenture per Europa, Medio Oriente e Africa, ha dichiarato: “L’Europa sta acquisendo un forte slancio nell’ambito dell’intelligenza artificiale, trainata soprattutto dalle aziende più grandi. Queste organizzazioni comprendono che, affinché l’IA possa generare maggiore valore e in modo più rapido, è necessaria una reinvenzione totale dell’impresa, non una semplice adozione plug-and-play. Ciò significa ripensare i modelli operativi, ridisegnare il modo in cui il lavoro viene svolto, rafforzare le fondamenta tecnologiche e dei dati e, soprattutto, garantire il coinvolgimento della leadership, una governance adeguata e una gestione efficace del cambiamento. La velocità di esecuzione determinerà la futura competitività dell’Europa”.

Il ritmo dei progressi varia notevolmente tra Paesi e settori. Le aziende in Francia (+5 punti, fino a 43,1), Regno Unito (+4,8 punti, fino a 44,5) e Spagna (+4,6 punti, fino a 39,9) hanno registrato i maggiori miglioramenti nella preparazione all’IA. Dieci dei diciotto settori monitorati dal Barometro hanno mostrato un miglioramento complessivo. Tra questi, i comparti assicurativo (+8 punti, fino a 48,6), viaggi (+5,7 punti, fino a 46,7) e beni di consumo (+5,2 punti, fino a 43,7) si distinguono per progressi più rapidi rispetto ai concorrenti mondiali. Il settore assicurativo guida la classifica grazie agli importanti investimenti nella trasformazione dei processi e nella modernizzazione delle basi dati.

Teodoro Lio, Amministratore Delegato di Accenture Italia, ha commentato: “I dati provenienti dal nostro osservatorio mostrano che anche l’Italia sta compiendo progressi concreti nel percorso di adozione dell’intelligenza artificiale, con un miglioramento di 2,9 punti nel livello di AI Readiness. È un segnale incoraggiante, ma la vera sfida è trasformare questo slancio in vantaggio competitivo diffuso. La differenza non la farà chi adotterà per primo nuovi strumenti, ma chi saprà ripensare processi, modelli operativi e competenze per generare nuovo valore. Per questo è fondamentale che i benefici dell’IA raggiungano non solo le organizzazioni più avanzate, ma anche le piccole e medie imprese che rappresentano il cuore del sistema produttivo italiano. La capacità di estendere questa trasformazione all’intero tessuto economico sarà determinante per la competitività nazionale dei prossimi anni”.

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