Accese 60 candele per le vittime della violenza domestica

07 Luglio 2026 - 22:14
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di Maria Grazia Storniolo

Lo scorso venerdì sera il Club Marconi si è trasformato in un luogo di intensa partecipazione emotiva e civile, ospitando un evento multiculturale di grande impatto sociale promosso dalla Zen Tea Lounge Foundation per sensibilizzare e combattere la violenza domestica.

Una serata che ha unito oltre 200 persone tra rappresentanti istituzionali, comunità etniche, attivisti, operatori sociali e cittadini, tutti riuniti sotto un unico messaggio: consapevolezza, solidarietà e speranza.

L’evento si è aperto con una serie di interviste ai partecipanti, che hanno subito dato il tono della serata, profondamente orientato alla riflessione e alla responsabilità collettiva. In questo contesto, Rosa Paragalli ha sottolineato come la violenza domestica non conosca confini culturali o nazionali, colpendo indistintamente tutte le comunità.

Il suo intervento ha richiamato l’importanza del rispetto reciproco, della solidarietà e dell’inclusione, ricordando che, sebbene le donne siano le principali vittime, anche gli uomini possono subirne le conseguenze. Un messaggio chiaro contro ogni stereotipo e ogni forma di silenzio.

Accanto a lei, Sherry Le ha voluto rivolgere un messaggio di speranza alle persone che vivono situazioni di violenza domestica, invitandole a non perdere mai il coraggio di chiedere aiuto. Ha ribadito che esistono persone e servizi pronti ad ascoltare, credere e sostenere chi si trova intrappolato in contesti difficili, incoraggiando le vittime a non arrendersi e a credere nella possibilità di una vita migliore.

A dare il benvenuto ufficiale agli ospiti sono state Dion Woo e Maryam Zahid, seguite dal tradizionale “Welcome to Country & Welcome to Australia” pronunciato da Aunty Gail Smith, in un momento di profondo rispetto per la cultura delle Prime Nazioni.

Subito dopo, l’atmosfera si è arricchita con i tamburi per la pace, suonati da donne provenienti da diverse etnie, simbolo potente di unità nella diversità. L’inno nazionale, interpretato dalla voce di Tania Burgess, ha suggellato l’apertura ufficiale della serata.

Tra i momenti più toccanti, le testimonianze di Joelle Hewitt e Sherry Le hanno offerto uno sguardo diretto e umano sulle conseguenze della violenza domestica, dando voce a esperienze difficili ma fondamentali per comprendere la portata del problema.

Successivamente, Kev Lam e Kate Meyer hanno introdotto il gesto simbolico più intenso della serata: l’accensione di 60 candele, una per ciascuna donna uccisa in Australia nell’ultimo anno a causa della violenza domestica. Molte delle vittime erano giovani, tra i 10 e i 55 anni. La sala si è raccolta in un silenzio profondo, carico di commozione e rispetto.

Il programma è poi proseguito con una tavola rotonda che ha riunito importanti figure istituzionali e accademiche: Karen Bevan, l’On. Jodie Harrison, Ministro per le Donne, gli Anziani e la Prevenzione della Violenza Domestica, l’On. Abigail Boyd, il prof. Charlie Teo e Delia Donovan.

La Ministra Jodie Harrison ha evidenziato come la prevenzione della violenza domestica richieda una collaborazione costante tra governo e comunità. Ha sottolineato l’importanza della leadership locale, del rispetto delle diverse culture e dell’educazione dei giovani come strumenti fondamentali per costruire relazioni sane e promuovere l’uguaglianza di genere.

Abigail Boyd ha posto l’accento sulla necessità di criminalizzare il controllo coercitivo, considerandolo un passaggio decisivo nella lotta alla violenza domestica. Ha inoltre evidenziato come il cambiamento culturale debba partire dall’eliminazione degli stereotipi di genere, dalla valorizzazione di una leadership inclusiva e dal rafforzamento del ruolo delle donne nelle istituzioni e nella società.

Il professor Charlie Teo ha invece portato una prospettiva clinica e scientifica, illustrando il devastante impatto della violenza domestica sulla salute di donne e bambini. Ha spiegato come i traumi cerebrali causati dagli abusi possano avere conseguenze permanenti e irreversibili, lanciando un appello alla prevenzione e alla diagnosi precoce dei segnali di abuso.

Delia Donovan ha ribadito con forza che nessuna organizzazione può affrontare da sola un fenomeno così complesso. Ha sottolineato il valore della collaborazione tra istituzioni, servizi e comunità, evidenziando come la speranza rappresenti un elemento essenziale nei percorsi di uscita dalla violenza per donne e bambini.

I relatori hanno inoltre rivolto un messaggio diretto alle nuove generazioni, invitandole a coltivare compassione, rispetto e gentilezza. Il cambiamento, è stato ribadito, nasce dalle scelte quotidiane di ciascun individuo.

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