Acquisti online extra UE: chi paga il dazio da 3 euro?
Dall’1 luglio gli acquisti online di basso valore provenienti da fuori l’UE sono soggetti a una tassa doganale di 3 euro. Il problema, adesso, è capire chi lo paga, il dazio. Secondo quanto scrive l’agenzia Reuters, la federazione europea delle associazioni dei consumatori (BEUC) vuole vederci chiaro, sollecitando la Commissione. Secondo le regole UE, il costo dovrebbe ricadere sulle piattaforme e non finire per essere scaricato sul consumatore.
La BEUC segnala che in alcuni casi l’importo viene mostrato solamente nelle fasi finali del pagamento o non viene nemmeno indicato, e il rischio è che il cliente scopra il sovrapprezzo quando il pacco è già in viaggio, magari insieme a ulteriori commissioni amministrative applicate dal corriere. PostNL e La Poste hanno già avvertito che il destinatario potrebbe ricevere una richiesta di pagamento prima della consegna. Ed è proprio questo il punto contestato da Dirk Gotink, eurodeputato olandese che ha seguito il dossier doganale al Parlamento UE. In una lettera inviata al commissario al Commercio Maroš Šefčovič, ha chiesto di fare in modo che gli oneri restino sotto la responsabilità delle piattaforme e non finiscano al consumatore.
La Commissione ha risposto che le imprese sono legalmente responsabili degli adempimenti doganali e che il contributo non dovrebbe essere riscosso direttamente dai consumatori. Bruxelles ha comunque promesso di rimanere vigile monitorando la situazione. Le piattaforme si stanno muovendo in modo sparso. Temu include il costo doganale al momento del pagamento, mentre AliExpress mostra una stima. Shein non lo indica separatamente, ma sostiene di farsi carico degli importi applicabili e di averli già incorporati nei prezzi. Sulle spedizioni partite da magazzini europei, naturalmente, non verranno applicati dazi.
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