Acutis, le reliquie come veicolo di “contagio” della fede


Non si ferma negli oratori milanesi la staffetta di preghiera accogliendo le reliquie di Carlo Acutis: «Non l’adorazione di qualcosa che è morto, distante o astratto», ma, sottolineano i sacerdoti e gli educatori che accompagnano i ragazzi, «il segno tangibile della vicinanza di un amico che ha camminato nelle nostre stesse strade e vissuto le nostre stesse tappe di crescita».
Da venerdì 9 fino alla mattina di lunedì 11 ottobre, giorno della sua memoria liturgica, saranno le parrocchie di Segrate a ospitare le reliquie, nella chiesa della frazione Lavanderie. Un esempio di santità e insieme un’occasione di preghiera che si fanno vicini alla vita di ciascuno, quindi, come ricorda don Mauro Ambrosetti, che ha pensato a un intero ciclo di incontri come occasioni per “incontrare” al meglio il giovane santo milanese.
Dopo una cena in oratorio insieme a un insegnante che è stato tra i docenti di Carlo, sabato sarà don Stefano Guidi, direttore della Fondazione degli Oratori Milanesi, a incontrare gli adolescenti, mentre per domenica sono previsti due incontri con don Emidio Palaia, docente dell’Università Lumsa e membro dell’associazione Amici di Carlo Acutis, in dialogo coi giovani e con gli adulti. «Penso – sottolinea don Ambrosetti – che ad attirare i ragazzi a una figura di santità sia innanzitutto un racconto appassionato e bello, e quindi abbiamo invitato chi avesse le capacità e competenze per farlo».
Dal 10 al 15 ottobre sarà invece la volta dei ragazzi della Comunità pastorale Santi Profeti di Milano (tra S. Babila, il Conservatorio e corso di Porta Vittoria), che potranno venerare le reliquie nella chiesa di S. Maria della Passione. Tante le attività che accompagneranno queste giornate, tra cui anche «la creazione di stories e post che pubblicheremo sulla pagina Instagram del nostro oratorio, con l’obiettivo per i ragazzi, anticipa Nicolò Cermenati, educatore professionale presso la Comunità pastorale, di raccontare le loro esperienze di fede vissute dentro e fuori l’oratorio», stimolati proprio dal confronto con la vita di Carlo Acutis.
«Vedere un loro coetaneo proclamato santo fa crollare l’idea che la fede sia solamente un’esperienza “da vecchi”, o da lasciare al passato», riflette l’educatore. «Colpisce anzi i ragazzi – conclude Cermenati – il fatto che un santo potesse vestire in felpa e scarpe da ginnastica, come loro, e che la sua giovinezza non sia stata un ostacolo, ma il terreno fertile su cui ha coltivato una fede profonda e contagiosa».
di Claudio URBANO
The post Acutis, le reliquie come veicolo di “contagio” della fede appeared first on Chiesa di Milano.
Qual è la tua reazione?
Mi piace
0
Antipatico
0
Lo amo
0
Comico
0
Wow
0
Triste
0
Furioso
0
Commenti (0)