Addio a Edoardo Lualdi Gabardi, il “Re delle Montagne” che conquistò Enzo Ferrari

(foto Museo Nicolis) Il mondo dell’automobilismo piange la scomparsa di Edoardo Lualdi Gabardi, uno dei più grandi piloti “gentleman” della storia italiana, morto all’alba del 18 aprile nella sua casa di Busto Arsizio. Avrebbe compiuto 95 anni il prossimo 13 maggio. La sua scomparsa avviene a sole due settimane di distanza da quella della moglie, Nalda Colombo, con la quale aveva condiviso oltre sessant’anni di vita.
Erede di una dinastia del tessile bustocco, Lualdi Gabardi è stato il dominatore incontrastato delle cronoscalate tra gli anni ’50 e ’70, diventando un simbolo di velocità, eleganza e coraggio.
Una carriera tra 1000 Miglia e record
Il suo debutto avvenne giovanissimo, a soli 19 anni, alla 1000 Miglia del 1950 a bordo di una Fiat 500C Topolino. Fu l’inizio di un’epopea sportiva incredibile che lo vide trionfare in 84 gare assolute. Di queste, ben 77 vittorie arrivarono al volante di una Ferrari.
Lualdi non era solo un pilota veloce, ma un fine conoscitore di motori stimato personalmente da Enzo Ferrari. Il suo metodo era celebre nell’ambiente: acquistava i modelli più competitivi (dalla 250 GTO alla Dino 206S fino alla rarissima 212E), vinceva tutto il possibile e poi rivendeva l’auto per finanziare l’acquisto del modello successivo. Un “giro” che permetteva ai suoi rivali di fare la fila per acquistare le sue vetture usate, oggi pezzi da museo battuti all’asta per cifre astronomiche.
Il palmarès e l’incidente finale
Nella sua bacheca spiccano: 3 Trofei della Montagna (1956, 1957, 1971) e 3 Campionati Italiani (1960, 1961, 1967)
Vittorie storiche in circuiti come Monza e Vallelunga.
La sua carriera agonistica si interruppe drammaticamente nel 1972 durante la Castell’Arquato-Vernasca. A causa di un guasto al cambio e dell’asfalto bagnato, la sua Osella PA-1 uscì di strada a oltre 200 km/h. Lualdi riportò gravi fratture alle gambe, segnando la fine delle sue corse ma non del suo legame con il mondo dei motori, che continuò a seguire con la passione di sempre.
L’ultimo di una generazione leggendaria
Con Edoardo Lualdi Gabardi scompare l’ultimo testimone di una generazione di piloti che correva fianco a fianco con miti come Alberto Ascari, Juan Manuel Fangio e Stirling Moss.
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