Affitti brevi, piattaforme e operatori contro la stretta di Bruxelles. Rampelli: “Giù le mani dalle seconde case”

Affitti brevi, piattaforme e operatori contro la stretta della Ue
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Rampelli: giù le mani della Ue dalle seconde case
Durissima la presa di posizione di FdI con Fabio Rampelli. “La bozza sull’Affordable Housing Act stilata dalla Commissione europea rischia di trasformare il principio giuridico dell’inviolabilità della proprietà privata. Che è un principio transnazionale e riconosciuto in tutte le democrazie occidentali. Non è certo introducendo limiti e prescrizioni – avverte il vicepresidente della Camera – che si combatte l’overtourism e si favorisce la residenza nei centri storici”. Rampelli spiega: “Le seconde case quando vengono messe a reddito costituiscono un’ importante risorsa economica delle famiglie. Che soltanto attraverso queste entrate riescono a fronteggiare i costi passivi dell’abitazione principale e secondaria. Quest’ultima spesso è ereditata e piuttosto che fronteggiare i rischi di inquilini morosi si preferisce metterla a reddito”.
L’intervento europeo pecca di superficialità, non è la soluzione
Un reddito – aggiunge l’esponente di FdI – “sul quale si pagano le tasse più volte, in quanto attività ricettiva extralberghiera, pari al 22%, come Irpef, l’Imu, la tari. Oltre alla quota di intermediazione delle Ota e la quota assicurativa prevista dalla legge. Quel che resta ai singoli proprietari è davvero residuale ma sicuro. Qualsiasi intervento al livello europeo sulla casa è da rispedire al mittente, perché pecca di superficialità rispetto a un’emergenza che necessita di altre risposte. E non può certo ricadere sui proprietari delle seconde case”.
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