Nepal, l’aiuto buddhista italiano è in campo

29 Agosto 2026 - 00:20
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Nepal, l’aiuto buddhista italiano è in campo

In Nepal sono ore convulse. Dopo la tragedia del 26 agosto, quando una piena improvvisa del fiume Bhote Koshi ha colpito l’area di confine tra Nepal e Tibet, travolgendo villaggi, abitazioni, strade, ponti e infrastrutture essenziali nel distretto nepalese di Rasuwa, ebbene dopo la tragedia l’unica cosa certa è che c’è bisogno di aiuto. A ora una stima definitiva dei danni non è possibile, né come muoversi per gli aiuti, la necessità di intervenire, però, è già evidente: servono kit di igiene, di pronto soccorso e tende per offrire riparo durante la notte.

Per questo Wisedana Foundation, organizzazione che opera in India a supporto della comunità tibetana, ha già lanciato una raccolta fondi, che durerà «per le prossime settimane», precisa Beatrice Marzi, head of philantropy. QUI per contribuire.

Wisedana nei prossimi giorni renderà noti i nomi delle organizzazioni che riceveranno il sostegno. «Ci prendiamo il tempo per raccogliere informazioni su chi ha più bisogno e dove». In queste fasi emergenziali e prima del secondo passo, chiarisce, «non è facile individuare quali sono le necessità più stringenti della popolazione. Tutta l’attenzione dei soccorritori, che stanno procedendo con difficoltà, è concentrata a salvare le vite: ci sono tanti dispersi e non c’è una stima definitiva dei danni».

Cerchiamo di alleviare la sofferenza

«Siamo presenti nell’India del sud, a Bylakuppe», spiega, «il più grande insediamento tibetano al di fuori del Tibet. E operiamo anche nel nord, a Dharamsala, attuale sede del governo tibetano in esilio». Operativa sul campo «da tre anni», Wisedana è «un’organizzazione laica» a supporto dei rifugiati tibetani. «Per noi», specifica, «quando lanciamo una raccolta fondi, il criterio che ci guida è uno: cerchiamo di alleviare la sofferenza».

In questo quadro Wisedana, operativa sul campo da tre anni, ha raccolto l’appello dell’Unione Buddhista italiana che, per questa emergenza, ha gia stanziato 500mila euro provenienti dai fondi del 8×1000, «e si è messa a disposizione per la raccolta fondi». Risorse che Wisedana «eroga sul campo», precisa Marzi, «senza trattenere percentuali».

Resta informato su ProdurreBene.

Nella foto di apertura, dell’Agenzia LaPresse, una piccola folla cerca notizie dei parenti dispersi a Ketmandu.

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