Affluenza elettorale in caduta libera nel Varesotto: il dato di oggi nei comuni e quello di vent’anni fa

Il dato che emerge dalle urne dei dieci comuni del Varesotto chiamati al voto in questa tornata amministrativa non è una sorpresa, ma una conferma drammatica. L’affluenza è in calo ovunque: rispetto al 2020, nessuno dei dieci municipi tiene il passo della partecipazione, e il confronto con le tornate dei primi anni Duemila restituisce l’immagine di un elettorato che si è quasi dimezzato.
A pagare il prezzo più alto è Gorla Maggiore, che passa dal 71,15% del 2020 al 45,69% di oggi: oltre venticinque punti percentuali in meno in una sola tornata. Un crollo che ha anche una spiegazione politica, il paese si presentava al voto con una sola lista, quella del sindaco uscente Pietro Zappamiglio, e l’assenza di una competizione elettorale ha probabilmente raffreddato la partecipazione, ma che si inserisce comunque in una traiettoria già discendente. Quattro tornate fa, a Gorla Maggiore votava l’82,11% degli aventi diritto. Oggi meno di un elettore su due.
Nella stessa fascia di calo si collocano Casorate Sempione (dal 60,60% al 44,71%, quasi sedici punti in meno) e Origgio, che dal 66,32% scivola al 50,64%. Ma il caso più impressionante, se si allarga lo sguardo al lungo periodo, è proprio Origgio: quattro tornate fa il comune in provincia di Saronno toccava l’83,04%. Oggi la partecipazione si è quasi dimezzata.
A reggere meglio il colpo è Laveno Mombello, che con il 52,67% perde “solo” sette punti rispetto al 2020 e resta tra i comuni con la partecipazione più alta. Anche Luino, pur scendendo al 44,22%, contiene la flessione (otto punti rispetto al 52,14% di sei anni fa), ma resta il comune con l’affluenza più bassa della tornata, confermando un tratto strutturale che si ripete da almeno vent’anni: nelle quattro tornate precedenti la città del Verbano non aveva mai superato il 66%.
Masciago Primo mantiene il suo primato di comune più partecipativo: con 58,65% è l’unico a superare la soglia del 55%. Ma anche qui il confronto storico fa impressione: quattro tornate fa al voto andava l’85,77% degli aventi diritto, e la partecipazione si è limata di oltre ventisette punti. Il piccolo comune della Valcuvia, dove la dimensione contenuta dovrebbe rendere il voto più “sentito”, non sfugge alla tendenza generale.
Letti in sequenza, i numeri delle ultime cinque tornate raccontano una storia coerente: la partecipazione amministrativa, una volta solido tratto identitario dei piccoli comuni della provincia, si sta erodendo a un ritmo costante. Negli anni Novanta superare l’80% era la norma in molti centri: oggi quel livello è fuori portata anche per i più virtuosi. Quattro elezioni fa, otto comuni su dieci viaggiavano sopra il 70%; oggi nessuno raggiunge il 60%, e tre sono sotto il 46%.
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