Air Force e Shield AI puntano sul combattimento aereo collaborativo
Shield AI ha ottenuto un nuovo contratto di produzione dalla U.S. Air Force per portare il software di autonomia Hivemind all’interno del programma Collaborative Combat Aircraft. Ma cosa consentirà questa soluzione? Di portare le operazioni militari a un nuovo livello, visto che si parla di impiegare velivoli senza pilota accanto agli aerei con equipaggio, che potranno collaborare con i piloti durante missioni sempre più complesse.
In questo caso non si parla di software legato a un singolo modello di velivolo, poiché l'aviazione statunitense sembra maggiormente intenzionata a creare una piattaforma comune che possa integrarsi su diversi progetti di aerei autonomi. Secondo la visione dell’Air Force, questo approccio consentirà di velocizzare gli aggiornamenti, ridurre i costi di integrazione e introdurre nuove funzionalità operative in tempi più rapidi rispetto ai metodi tradizionali. Hivemind l'abbiamo citata all'inizio, ed è la soluzione sviluppata da Shield AI che consente di trasformare i droni in veri e propri piloti digitali.
Naturalmente parliamo di un sofisticato software che è stato progettato per prendere decisioni in tempo reale, adattarsi agli eventi sul campo e collaborare con altri sistemi autonomi, ma sempre lasciando il controllo finale nelle mani degli operatori umani. Ma il nuovo contratto approfondisce la questione del coordinamento tra più velivoli autonomi, Shield AI lavorerà infatti sulle capacità di collaborazione tra gruppi di aeromobili senza pilota. si parla di un vero e proprio sgravo del carico di lavoro degli operatori, per consentire a più piattaforme di agire in maniera coordinata durante le missioni.
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