Alice Immersive Wonderland arriva a Londra

30 Settembre 2026 - 18:45
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C’è un momento, nelle Avventure di Alice nel Paese delle Meraviglie, in cui la protagonista smette di domandarsi se ciò che vede sia possibile e accetta di attraversare un mondo governato da regole diverse. È proprio questa soglia tra realtà e immaginazione che Alice Immersive Wonderland promette di ricreare a Londra: non una mostra tradizionale né una semplice rappresentazione teatrale, ma un viaggio di circa due ore attraverso ambienti monumentali, attori, illusioni, enigmi e proiezioni a 360 gradi. La produzione debutterà il 13 novembre 2026 al Dock X di Canada Water, trasformando uno spazio di oltre 2.400 metri quadrati in una tana del Bianconiglio contemporanea. Il progetto nasce con l’ambizione di far entrare il pubblico nel racconto di Lewis Carroll, restituendone non soltanto i personaggi più celebri, ma anche l’umorismo, le ambiguità e le domande sull’identità che ne hanno alimentato il fascino per oltre un secolo e mezzo.

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Alice Immersive Wonderland a Londra: dentro il racconto

Seguire il Bianconiglio, questa volta, non significherà voltare una pagina. Il visitatore entrerà fisicamente nella storia attraverso dieci spazi immersivi, collegati in un percorso che dovrebbe durare circa 120 minuti. Secondo la presentazione pubblicata sulla pagina ufficiale dell’esperienza, il progetto occuperà circa 26.000 piedi quadrati del Dock X e combinerà narrazione teatrale, performance dal vivo, scenografie in grande scala, giochi ottici e interventi interattivi. Non vengono annunciati visori per la realtà virtuale: l’immersione nascerà soprattutto dall’ambiente reale, dalla prossimità degli interpreti, dalle luci e dalla trasformazione continua dello spazio. Sarà dunque un’esperienza da attraversare con tutto il corpo, più vicina al teatro immersivo che a un’installazione digitale osservata da una posizione fissa.

Il viaggio prenderà avvio nella Tana del Bianconiglio, il passaggio simbolico che separa la normalità dal Paese delle Meraviglie. Da lì si entrerà nella stanza delle porte, dove proporzioni e prospettive dovrebbero evocare lo smarrimento di Alice davanti a oggetti che sembrano modificare la sua stessa statura. La Rabbit House svilupperà il gioco delle dimensioni, mentre nella Forest of the Cheshire Cat il pubblico dovrà probabilmente confrontarsi con apparizioni, sparizioni e indicazioni volutamente inaffidabili. Sono inoltre annunciati il rifugio del Brucaliffo, il tè del Cappellaio Matto e la corte della Regina di Cuori, ambienti che permettono di ricostruire alcuni degli episodi più riconoscibili del romanzo senza necessariamente ripeterli alla lettera.

Uno degli elementi più curiosi è il cosiddetto flamingolf, reinterpretazione giocosa della partita a croquet organizzata dalla Regina. Nel libro le mazze sono fenicotteri, le palle ricci e gli archi soldati piegati a terra; nell’allestimento londinese, l’assurdo passatempo dovrebbe diventare una prova interattiva. L’obiettivo non sembra essere quello di distribuire semplicemente attività lungo il tragitto, ma di far percepire al visitatore l’instabilità del mondo di Carroll: ogni regola può cambiare, ogni oggetto può avere una funzione imprevista e persino il linguaggio può diventare una trappola.

L’itinerario culminerà nella Hall of Dreams, una sala destinata a una sequenza di circa venti minuti realizzata con proiezioni mappate a 360 gradi. Qui la dimensione narrativa dovrebbe cedere il passo a una composizione più visiva e contemplativa, dedicata ai temi dell’identità, dell’immaginazione e del rapporto tra sogno e realtà. Il passaggio finale riguarderà invece Lewis Carroll e la nascita del libro, ricollocando ciò che il pubblico ha appena vissuto nel contesto dell’Inghilterra vittoriana. A completare il percorso sarà una sala da tè immersiva, proposta come esperienza facoltativa: un epilogo conviviale che riprende uno dei rituali britannici più famosi e lo trasferisce in uno scenario volutamente stravagante.

Dall’Oxford vittoriana alla tana del Bianconiglio

Dietro lo pseudonimo Lewis Carroll si trovava Charles Lutwidge Dodgson, matematico, diacono anglicano, fotografo e docente del Christ Church di Oxford. Il rapporto fra precisione logica e fantasia non rappresenta una contraddizione nella sua opera: costituisce, al contrario, il meccanismo che fa funzionare il Paese delle Meraviglie. I dialoghi sembrano ragionamenti rigorosi portati fino alle conseguenze più assurde; i giochi di parole trasformano la grammatica in un labirinto; le autorità emanano ordini che ne rivelano l’arbitrarietà. Anche per questo Alice non è rimasta confinata nella letteratura infantile, ma continua a interessare linguisti, filosofi, artisti e studiosi della cultura vittoriana.

La storia ebbe origine durante una gita in barca del 4 luglio 1862, quando Dodgson intrattenne le sorelle Lorina, Alice ed Edith Liddell con un racconto improvvisato. Alice Liddell gli chiese di metterlo per iscritto e l’autore sviluppò la narrazione nel manoscritto Alice’s Adventures Under Ground, donato alla bambina nel 1864. Come documenta la collezione Lewis Carroll del Christ Church, Dodgson insegnò matematica nell’istituzione dal 1855 al 1881 e il rapporto con la famiglia del decano Henry Liddell contribuì direttamente alla nascita della sua opera più celebre.

Il manoscritto originario fu ampliato fino a diventare Alice’s Adventures in Wonderland. John Tenniel, già noto per le vignette pubblicate dalla rivista satirica Punch, venne incaricato di realizzare le illustrazioni. Le sue immagini fissarono nell’immaginario collettivo la fisionomia di Alice e dei suoi compagni d’avventura: il Cappellaio con il grande cilindro, il Bianconiglio elegantemente vestito, il sorriso sospeso dello Stregatto e la Regina pronta a ordinare decapitazioni. La prima tiratura del 1865 venne ritirata dopo che Tenniel espresse insoddisfazione per la qualità della stampa; una nuova edizione arrivò nelle librerie alla fine dello stesso anno, ma riportava la data 1866. Il successo aprì la strada a Through the Looking-Glass, pubblicato alla fine del 1871 con data 1872.

Molte immagini considerate universalmente “aliceiane” provengono in realtà dal secondo libro. Tweedledum e Tweedledee, Humpty Dumpty, il Jabberwock e la partita a scacchi appartengono al mondo oltre lo specchio, mentre il Cappellaio Matto, il Brucaliffo e la Regina di Cuori popolano il primo romanzo. Nel corso del Novecento cinema, animazione, teatro, pubblicità e moda hanno fuso liberamente i due universi. Alice è così diventata un repertorio visivo indipendente dai testi originali, capace di adattarsi tanto alla psichedelia degli anni Sessanta quanto alle produzioni digitali contemporanee.

L’esperienza di Canada Water si inserisce in questa lunga storia di trasformazioni, ma dichiara di voler riservare uno spazio anche al mondo vittoriano di Carroll. È un elemento importante, perché permette di andare oltre la successione di personaggi fotografabili. Dietro le tazze, le carte da gioco e i funghi giganteschi si trova infatti una società ossessionata dalle buone maniere, dalle classificazioni scientifiche, dall’educazione morale e dalle gerarchie. Alice attraversa quel sistema con la franchezza di una bambina che pretende risposte sensate. La sua avventura diventa così una satira del potere adulto e, nello stesso tempo, il racconto di un’identità che cambia continuamente senza per questo dissolversi.

Attori, tecnologia e libertà di perdersi

Il rischio di ogni esperienza ispirata a un universo celebre consiste nel ridurlo a uno sfondo per fotografie. Alice Immersive Wonderland sembra cercare una strada diversa attraverso la presenza di attori dal vivo e una struttura narrativa riconoscibile. Incontrare il Bianconiglio o il Cappellaio in una sala reale modifica il rapporto fra spettatore e personaggio: non si osserva più una scena separata da un palcoscenico, ma si diventa parte della situazione. Lo spettacolo immersivo costruisce proprio questa illusione di partecipazione, anche quando il percorso rimane in parte guidato e le possibilità d’intervento sono state progettate in anticipo.

Il pubblico dovrebbe attraversare l’esperienza in fasce d’ingresso distribuite ogni quindici minuti. I dialoghi dei personaggi e le parti narrative saranno trasmessi attraverso una cuffia personale, soluzione che consente di coordinare il racconto con gli ambienti e di isolare la voce dalla confusione circostante. La produzione sarà in inglese e, secondo le informazioni disponibili, non sono previsti sottotitoli all’interno del percorso. Per i visitatori italiani con una conoscenza limitata della lingua, l’impatto scenografico e la familiarità dei personaggi potranno facilitare la comprensione, ma una parte dei giochi verbali e della narrazione potrebbe risultare meno accessibile.

A produrre il progetto è Cités Immersives, società francese specializzata nella creazione di esperienze culturali in cui ricostruzioni, installazioni sensoriali e proiezioni vengono usate per avvicinare il pubblico alla storia e alla letteratura. Alice Immersive Wonderland è presentata come una prima mondiale concepita per Londra, non come il semplice trasferimento di una mostra preesistente. Il lavoro di sviluppo e produzione sarebbe durato circa dodici mesi, con l’obiettivo di fondere apparato spettacolare e contenuto culturale. La scelta della capitale britannica appare naturale: Alice appartiene alla memoria nazionale, ma possiede anche una riconoscibilità internazionale capace di attirare famiglie, turisti e appassionati di teatro immersivo.

Fra una sala e l’altra sono previste le Curiosity Keys, brevi parentesi affidate a Paul Taylor, comico, autore e presentatore britannico conosciuto soprattutto per spettacoli che giocano sulle differenze fra cultura inglese e francese. Questi interventi dovrebbero fornire curiosità sul testo, sull’autore e sull’epoca vittoriana, funzionando da ponte fra intrattenimento e divulgazione. Se il dosaggio sarà equilibrato, potranno evitare che l’esperienza si trasformi in una semplice corsa verso la scenografia successiva.

La tecnologia, in questo caso, non dovrebbe cancellare la materialità del teatro. Le proiezioni serviranno a estendere gli ambienti, modificare le superfici e suggerire passaggi impossibili; le scenografie offriranno invece punti di riferimento fisici, mentre gli interpreti daranno ritmo al percorso. È una combinazione particolarmente adatta ad Alice, opera in cui gli oggetti cambiano scala e le parole alterano la realtà. Una porta può sembrare troppo piccola, una tazza può moltiplicarsi, un sorriso può restare visibile quando il gatto è ormai scomparso. L’innovazione non dipenderà quindi dalla quantità di effetti impiegati, ma dalla loro capacità di tradurre in spazio la logica paradossale di Carroll.

Il visitatore non dovrà necessariamente conoscere il romanzo nei dettagli. Chi lo ha letto potrà riconoscere citazioni e deviazioni; chi conserva soltanto il ricordo di un film ritroverà figure familiari; i bambini potranno seguire il movimento e il gioco. Gli adulti, invece, potrebbero cogliere con maggiore chiarezza l’inquietudine che attraversa la storia: la sensazione di non avere più la misura delle cose, di non sapere quale comportamento sia corretto e di dover difendere il proprio nome in un mondo che insiste nel ridefinirlo.

Dock X, Canada Water e le informazioni per la visita

Il teatro di questa discesa nel Paese delle Meraviglie sarà il Dock X, grande spazio per esposizioni temporanee situato a Canada Water, nel quartiere di Rotherhithe. La sede non è un museo con una collezione permanente, ma un ambiente industriale flessibile, già utilizzato per produzioni immersive e allestimenti di notevoli dimensioni. I suoi volumi consentono di costruire stanze indipendenti, percorsi controllati e scenografie sufficientemente alte da creare un’autentica sensazione di cambio di mondo. La natura temporanea dello spazio contribuisce inoltre al carattere dell’evento: per alcuni mesi un edificio ordinario diventa un passaggio verso Wonderland, poi viene nuovamente trasformato.

Anche Canada Water sta cambiando identità. L’area, storicamente legata ai docks e alle attività portuali del sud-est londinese, è al centro di un vasto piano di rigenerazione. Il progetto descritto dal portale ufficiale del quartiere interessa 53 acri e prevede abitazioni, luoghi di lavoro, negozi, spazi verdi, una nuova strada commerciale e una piazza pubblica. In questo contesto, le esperienze culturali temporanee diventano parte di un paesaggio urbano in transizione, sospeso fra memoria industriale, nuovi complessi residenziali e ambizioni creative.

Dock X si trova in Surrey Quays Road, London SE16 2XU, a breve distanza dalla stazione di Canada Water. La zona è servita dalla Jubilee line e dalla Windrush line della London Overground; dalla stazione si raggiungono rapidamente London Bridge e Canary Wharf. Per chi arriva dal centro, la Jubilee rappresenta generalmente il collegamento più diretto. Conviene comunque verificare eventuali lavori o variazioni del servizio nel giorno della visita, soprattutto durante il fine settimana.

Alice Immersive Wonderland aprirà il 13 novembre 2026. Il periodo di programmazione indicato dal promotore arriva fino al 21 marzo 2027, anche se disponibilità e fasce orarie dipenderanno dal calendario di vendita. Nei giorni feriali gli ingressi dovrebbero iniziare dalle 10, mentre nei weekend dalle 9; gli orari potranno cambiare secondo la data selezionata. Poiché l’esperienza dura approssimativamente due ore, è consigliabile presentarsi con anticipo e non programmare un impegno immediatamente successivo.

L’evento è aperto a tutte le età. I minori fino a 15 anni devono essere accompagnati da una persona di almeno 18 anni e ogni visitatore deve possedere un biglietto valido; sono annunciati anche titoli d’ingresso per i bambini da zero a tre anni tenuti in braccio. Le sale vengono dichiarate accessibili alle persone con difficoltà motorie. Prima dell’acquisto, tuttavia, chi abbia esigenze sensoriali o necessiti di assistenza specifica dovrebbe consultare le condizioni aggiornate: luci dinamiche, effetti sonori, ambienti affollati e cambiamenti improvvisi fanno parte della natura immersiva dello spettacolo.

Al momento dell’annuncio, alcuni dettagli commerciali — fra cui prezzi completi, eventuali pacchetti familiari e supplementi della sala da tè — non erano ancora stati comunicati in modo definitivo. È quindi prudente controllare la pagina di prenotazione, considerando che disponibilità e condizioni possono essere aggiornate. Anche chi soffre di allergie dovrà verificare ingredienti e procedure prima di acquistare eventuali consumazioni: l’ambientazione fiabesca non sostituisce le normali informazioni alimentari.

L’interesse dell’esperienza risiede infine nella possibilità di rivolgersi a pubblici diversi senza appartenere del tutto a una sola categoria. Può essere una visita familiare, un appuntamento culturale, una serata teatrale o un’occasione per riscoprire un classico letto molti anni prima. La sua riuscita dipenderà dalla capacità di conservare, sotto la superficie spettacolare, ciò che rende Alice ancora moderna: una protagonista curiosa che non accetta risposte prive di senso, una realtà che cambia quando proviamo a definirla e una domanda apparentemente semplice che accompagna tutto il viaggio — chi sono io, adesso?


Le immagini utilizzate sono su Common free license o tutelate da copyright o prodotte con l’AI. È vietata la ripubblicazione, duplicazione e download senza il consenso dell’autore

 

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