Aliprandini o Pezzotta? Come sarà il prossimo consiglio comunale di Somma Lombardo, in attesa del ballottaggio

28 Maggio 2026 - 08:58
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Aliprandini o Pezzotta? Come sarà il prossimo consiglio comunale di Somma Lombardo, in attesa del ballottaggio
Elezioni Somma Lombardo 2026 primo turno

Definiti con certezza i numeri del primo turno delle elezioni amministrative, la corsa per la fascia tricolore non si arresta di un secondo, perché la partita è ancora aperta e si deciderà solo al ballottaggio dell’8 giugno, quando i cittadini saranno chiamati a scegliere chi sarà il prossimo sindaco di Somma Lombardo: Stefano Aliprandini o Silvio Pezzotta?

Quello che è certo è che il prossimo primo cittadino siederà alla guida di un consiglio comunale composto in tutto da 16 posti. Oltre a quello del sindaco. Le regole del sistema elettorale per i comuni sopra i 15mila abitanti danno alla coalizione del vincitore andrà un premio di maggioranza pari al 60% dei posti (10 consiglieri), mentre alla minoranza spetterà il restante 40% (6 consiglieri). I consiglieri comunali, naturalmente, vengono nominati in base al numero di preferenze raccolto alle urne tra il 24 e 25 maggio. (Sullo speciale di VareseNews tutti i numeri e le preferenze le preferenze)

LE DUE (+2) POSSIBILI COMPOSIZIONI DEL CONSIGLIO COMUNALE

Ecco dunque le possibili formazioni del consiglio comunale di Somma Lombardo che rimarrà in carica dal 2026 al 2031.

Vittoria di Stefano Aliprandini (centrosinistra)

Il centrosinistra incassa il premio di maggioranza da 10 seggi. Il centrodestra si spartisce in modo proporzionale i 6 seggi della minoranza.

Maggioranza (10 seggi)

Partito Democratico (6 seggi): Stefano Bellaria (203), entrano Fabio Daddozio (95), Ronny Zea Cedano (94), Xhuljano Banaj (87), Loredana Bonelli (77) e Sandro Criseo* (55).

Sinistra per Somma (2 seggi): Riconferma come consiglieri per Claudio Brovelli (92) e Enzo Caldara (76).

Somma Futura (1 seggio): Riconferma in consiglio per l’assessore Edoardo Piantanida Chiesa (140).

Civici per Somma (1 seggio): Riconferma per Antonio Catalano (98). (Resta esclusa l’assessore Donata Valenti).

Minoranza (6 seggi)

Silvio Pezzotta (Entra di diritto come candidato sindaco sconfitto).

Fratelli d’Italia (3 seggi): Riconferma per Manuela Scidurlo (280). Entrano in consiglio per Laura Besnate (174) e Daniele Consonni (154).

Forza Italia (1 seggio): Entra Simone Iametti (91).

Lega (1 seggio): Riconferma Mariangela Aguzzi Casagrande (68).

Vittoria di Silvio Pezzotta (centrodestra)

Se vince il centrodestra, i 10 seggi della maggioranza vengono ripartiti solo tra le 3 liste che hanno superato il 3% (Udc, Futuro per Somma e Uniti per Somma non prendono seggi).

Maggioranza (10 seggi)

Fratelli d’Italia (5 seggi): Riconferma in consiglio per Manuela Scidurlo (280), entrano Laura Besnate (174), Daniele Consonni (154), Walter Casula (106) e Giuseppe Loffredo* (64).

Forza Italia (3 seggi): Entrano Simone Iametti (91) e Vilma Assunta Righini (47), riconferma per Gerardo Locurcio (65).

Lega (2 seggi): Riconferma, ma in maggioranza, per Mariangela Aguzzi Casagrande (68) e ingresso di Guido Pietro Colombo (57).

Minoranza (6 seggi)

Stefano Aliprandini (Entra di diritto come candidato sindaco sconfitto).

Partito Democratico (3 seggi): Entrano Stefano Bellaria (203), Fabio Daddozio (95) e Ronny Zea Cedano (94). Resta fuori il segretario del Pd Xhuljano Banaj (87).

Sinistra per Somma (1 seggio): Claudio Brovelli (92).

Somma Futura (1 seggio): Edoardo Piantanida Chiesa (140).

Questi scenari non tengono conto di un possibile apparentamento di Azione. Di cui si parlerà nello specifico in fondo all’articolo. Ad ogni modo, se Azione scegliesse di schierarsi ufficialmente, ma di farlo con il candidato sindaco perdente, questi scenari diventerebbero realtà. Se invece Azione scegliesse di fare l’apparentamento con il candidato sindaco risultante vincente Andrea Vaccariello di Azione prenderebbe il posto dei candidati contrassegnati con l’asterisco (*): ovvero Sandro Criseo in caso di vittoria di Aliprandini e Giuseppe Loffredo in caso di vittoria di Pezzotta.

IL COMMENTO

Il Centrosinistra: la spinta dei giovani dem e la risposta delle civiche

Partiamo dalla coalizione in vantaggio al primo turno: il Partito Democratico si conferma primo partito cittadino delle amministrative con il 26,11%. L’ormai ex sindaco Stefano Bellaria si dimostra un traino solido con 203 preferenze, anche se il dato politico più rilevante è l’exploit dei tre candidati dei Giovani Democratici: Fabio Daddozio (95), Ronny Francesco Zea Cedano (94) e Xhuljano Banaj (87) si piazzano in blocco subito dopo il sindaco uscente, raccogliendo 277 preferenze totali ed entrando tra i 12 più votati in città.

Un risultato commentato con soddisfazione dagli stessi esponenti della giovanile: «Questi risultati non sono casuali. Sono il frutto di una grande campagna elettorale dei tre, che sono stati veri protagonisti nell’attività della lista e della coalizione tutta. È il frutto di una comunità, quella del circolo GD, che dal 2020 cerca di vivere la città all’insegna dell’impegno politico, della gioia della partecipazione e della socialità consapevole. È anche il frutto di un partito e di una coalizione che hanno sempre creduto e sostenuto i giovani sin dalla stesura del programma. Tutto questo ha portato ad un grande risultato individuale e collettive».

Chi risulterebbe escluso tra i dem  è invece l’assessore Francesco Calò, che con 41 preferenze si posiziona dietro alle 55 di Sandro Criseo (che a gennaio aveva corso alle primarie): per potere “rientrare” saranno necessari due fattori; la vittoria di Aliprandini e una rinuncia/dimissione (nel corso dei cinque anni) di un componente del Pd.

Nelle altre liste della coalizione Sinistra per Somma flette leggermente resta la prima forza civica sommese con l’8,75% grazie anche alla spinta dell’ex sindaco Claudio Brovelli (certo del posto in consiglio). In casa Somma Futura (6,67%), l’assessore Edoardo Piantanida Chiesa capitalizza meglio di Locurcio la “scissione” di Somma al centro: con 140 preferenze e 410 voti di lista ha la certezza matematica del seggio, che sia in maggioranza o in minoranza. Per i Civici per Somma (5,35%), Antonio Catalano si riconferma e sale a 98 preferenze superando l’assessore esterno uscente Donata Valenti (84), che era subentrata in giunta nel 2021 dopo le dimissioni di Raffaella Norcini.

Centrodestra: Scidurlo miss preferenze, tre le liste sotto la soglia del 3%. Insieme valgono il 6%

L’analisi del voto a sostegno di Silvio Pezzotta, arrivato al primo turno dietro ad Aliprandini per sole 151 lunghezze (44,48% contro 46,84%), si concentra sulle dinamiche della sua coalizione. Ben tre liste del centrodestra sono rimaste sotto la soglia di sbarramento del 3% necessaria per accedere al riparto dei seggi: l’Udc si è fermata al 2,52%, i Civici Moderati – Futuro per Somma guidati da Barcaro al 2,45% e Uniti per Somma all’1,25%.

Per loro sono risultati “agrodolci”. Sebbene i risultati escludano dal consiglio possibili rappresentanti, complessivamente hanno comunque raccolto una cifra superiore al 6%, pari a quasi 400 voti: un numero che ha permesso a Pezzotta di tenere aperta la partita del ballottaggio e impedire una vittoria diretta del centrosinistra al primo turno come sei anni fa. Quattrocento voti che, appunto, non troveranno voce in consiglio ma che hanno tenuto un distacco piuttosto basso (poco più del 2%) tra i due contenti per la fascia tricolore.

All’interno delle forze che superano lo sbarramento, ci sono invece: Forza Italia, che esprime direttamente il candidato sindaco con la candidatura di Pezzotta. Rispetto al 2020 la lista azzurra compie un balzo in avanti portandosi all’11,97% (736 voti rispetto alle 383) e si assicura un posto con le 91 preferenze di Simone Iametti. Se per Iametti il posto in consiglio è sicuro a prescindere dal ballottaggio, per l’ex presidente del consiglio comunale Gerardo Locurcio le 65 preferenze vincolano il suo ingresso in consiglio alla vittoria del centrodestra al secondo turno. Il primato del consenso individuale è saldo di Fratelli d’Italia (18,74% e dietro solo al Pd) e della sua massima alfiere Manuela Scidurlo, che sigla il record della tornata (attuale e precedente) grazie alle 280 preferenze. Se Piantanida ha vinto un possibile e personale derby con Locurcio dopo la rottura di Somma al centro, Scidurlo si è presa, con le dovute proporzioni, una rivincita sulla corsa del 2020, quando lei e Bellaria correvano direttamente per la fascia tricolore. Nel 2020 Bellaria vinse la fascia, adesso lei è Miss preferenze di Somma Lombardo. Dietro Scidurlo fra le fila di Fratelli d’Italia ben figurano Laura Besnate (174) e il segretario Daniele Consonni (154).

Segna invece il passo la Lega, che, in analogia a quanto successo in tutt’Italia nel corso dell’ultimo lustro, si attesa al 7,53% (436 voti) accusando un netto ridimensionamento, compensato tuttavia in parte dalla prestazione di Mariangela Aguzzi Casagrande, che sale a 68 preferenze e blinda il proprio posto per altri cinque anni. In caso di vittoria al ballottaggio ritornerebbe in consiglio sotto il simbolo leghista l’ex sindaco Colombo. Invece, tra gli ex del Carroccio restano fuori, come noto, il candidato sindaco di Somma sì Alberto Nervo e chi si candidò nel 2020 alla guida del centrodestra: Alberto Barcaro. Il consigliere provinciale, che a causa di questa tornata “perde” il seggio anche a Villa Recalcati, rivendica ad ogni modo l’incisività del proprio nucleo di elettori:

«Sono 151 persone che hanno scelto una lista nata praticamente dal nulla, costruita in una settimana, senza apparati, senza strutture di partito, senza accordi di convenienza. Una lista che molti dicevano non dovesse nemmeno esistere. ‘Barcaro non lo vogliamo’. L’ho sentito dire a destra. L’ho sentito dire a sinistra. Veti, porte chiuse, diffidenze. Eppure quei 151 voti oggi pesano. Pesano perché, ironia della politica, la differenza tra centrodestra e centrosinistra è proprio di 151 voti. C’era anche chi raccontava che avrebbe vinto al primo turno. Che la partita fosse già chiusa, già scritta. La realtà, invece, dice altro. Dice che ogni voto conta. E che nessuno dovrebbe permettersi di considerare irrilevante il consenso degli altri. Questo significa una cosa semplice: la nostra presenza non è stata inutile, marginale o folkloristica. È stata una presenza reale, concreta, che ha inciso».

Niente da fare per Nervo. Possibilità di apparentamento di Azione (ma non con Pulli)

All’infuori dalle coalizioni, le regole elettorali non lasciano spazio ad Alberto Nervo e a Somma Sì. Il 3,92% incassato come candidato sindaco e il 3,85% della sua lista lasciano la civica a bocca asciutta. Senza neanche un seggio assegnato alla lista, Nervo non può subentrare in consiglio come candidato sindaco sconfitto e rimane escluso dal prossimo parlamentino di Palazzo Viani Visconti, esattamente come i rappresentanti delle tre liste minori del centrodestra.

L’unica forza solitaria con i numeri per sperare di mantenere un consigliere resta dunque Azione. Con una serie di però: il 4,75% (304 voti) conquistato dalla lista di Pulli (che, nel caso, lascerà il posto ad Andrea Vaccariello), pur positivo, non basta da solo a garantire l’ingresso in consiglio comunale per una questione di pura matematica elettorale. Come già spiegato, a Somma Lombardo, la coalizione che vince il ballottaggio incassa subito un premio di maggioranza da 10 seggi. Per tutte le opposizioni unite restano solo 6 seggi totali, e uno di questi spetta di diritto al candidato sindaco battuto. Restano quindi appena 5 posti da dividere tra le liste di minoranza attraverso il meccanismo dei quozienti calcolato col metodo D’Hondt: i voti totali di ciascuna forza vengono divisi progressivamente per 1, 2, 3 e così via, premiando i risultati più alti. Le grandi coalizioni partono da una base enorme (circa 3mila voti a Somma), quindi anche i loro quozienti più bassi rimangono molto alti. I 304 voti di Azione restituiscono una cifra troppo bassa per competere con i blocchi principali, e che finisce per escludere la lista dal riparto dell’opposizione.

L’apparentamento: come funziona

L’unica via tecnica per far entrare in consiglio Vaccariello sotto i colori di Azione è l’apparentamento: un atto formale da depositare in Comune (sette giorni dopo il primo turno e sette giorni prima del secondo, ovvero il 31 maggio) che in vista del ballottaggio unisce la lista a una delle due coalizioni rimaste in corsa, a cui i voti dell’elettorato di Azione (come quelli di Somma Sì e degli astensionisti) fanno gola visto il gap così ridotto tra Aliprandini e Pezzotta.

L’apparentamento comporta però un costo “matematico” nella distribuzione dei seggi: nel caso di Somma l’ingresso di Azione, che può avvenire solo in maggioranza, toglierebbe l’ultimo seggio utile al partito trainante della coalizione vincente (il sesto seggio al PD in caso di vittoria del centrosinistra, o il quinto a Fratelli d’Italia in caso di vittoria del centrodestra). Sacrificare l’ultimo consigliere del proprio partito principale è il compromesso per sperare, senza garanzia, di incassare al secondo turno la fetta più grossa possibile di quel pacchetto di 304 voti, che ad oggi sarebbero decisivi per vincere la partita più importante: la poltrona di sindaco. Per Azione, invece, è una scommessa senza paracadute. Come spiegato sopra, se la coalizione con cui è avvenuto l’apparentamento vince il ballottaggio, Azione va in maggioranza e Vaccariello si aggiudica l’ultimo posto, se perde, il progetto rimane fuori dal municipio a causa del quoziente, che nega un posto ai candidati del partito di Calenda.

Naturalmente, sembra inutile specificarlo, al secondo turno tutti gli elettori, compresi quelli di Azione o di Somma Sì, sono chiamati nuovamente a votare e sono liberi di esprimere la propria preferenza tra Aliprandini e Pezzotta senza alcun tipo di vincolo legato all’apparentamento o ai risultati del primo turno.

SCENARI CON L’APPARENTAMENTO (vincente) DI AZIONE

Vittoria di Aliprandini con l’apparentamento di Azione

Il centrosinistra incassa il premio di maggioranza (10 seggi), che stavolta include Azione. Il Pd cede il suo sesto seggio per far entrare la lista alleata.

Maggioranza (10 seggi):

Partito Democratico (5 seggi): Stefano Bellaria, Fabio Daddozio, Ronny Zea Cedano, Xhuljano Banaj, Loredana Bonelli. (Escluso Sandro Criseo per fare spazio ad Azione).

Sinistra per Somma (2 seggi): Claudio Brovelli, Enzo Caldara.

Somma Futura (1 seggio): Edoardo Piantanida Chiesa.

Civici per Somma (1 seggio): Antonio Catalano.

Azione (1 seggio): Entra Vincenzo Vaccariello.

Minoranza (6 seggi)

Silvio Pezzotta (Entra di diritto come candidato sindaco sconfitto).

Fratelli d’Italia (3 seggi): Riconferma per Manuela Scidurlo (280). Entrano in consiglio per Laura Besnate (174) e Daniele Consonni (154).

Forza Italia (1 seggio): Simone Iametti (91).

Lega (1 seggio): Riconferma Mariangela Aguzzi Casagrande (68).

Vittoria di Pezzotta con l’apparentamento di Azione

Il centrodestra incassa il premio di maggioranza (10 seggi). Fratelli d’Italia cede il suo quinto seggio per far entrare Azione.

Maggioranza (10 seggi):

Fratelli d’Italia (4 seggi): Manuela Scidurlo, Laura Besnate, Daniele Consonni, Walter Casula. (Escluso Giuseppe Loffredo per fare spazio ad Azione).

Forza Italia (3 seggi): Simone Iametti, Gerardo Locurcio, Vilma Assunta Righini.

Lega (2 seggi): Mariangela Aguzzi Casagrande, Guido Pietro Colombo.

Azione (1 seggio): Entra Vincenzo Vaccariello.

Minoranza (6 seggi)

Stefano Aliprandini (Entra di diritto come candidato sindaco sconfitto).

Partito Democratico (3 seggi): Stefano Bellaria (203), Fabio Daddozio (95) e Ronny Zea Cedano (94).

Sinistra per Somma (1 seggio): Claudio Brovelli (92).

Somma Futura (1 seggio): Edoardo Piantanida Chiesa (140).

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