Allegri a San Valentino ha visto Inter-Juventus nella sua saletta privata
La vita serale milanese di Massimiliano Allegri, allenatore del Milan, raccontata dalla Gazzetta dello Sport
Bistecche, cavalli e i consigli del Condor: Max "l'impermeabile", la vita di un livornese a Milano. Titola così un approfondimento di colore dedicato dalla Gazzetta dello Sport alla vita milanese di Massimiliano Allegri, allenatore del Milan.
Il quotidiano racconta tutti i posti del cuore dove Max si rilassa o va... per guardarsi le partite. I racconti delle sue serate: "Mangia con eleganza, quasi con disciplina, è sempre ironico e se c'è da fare una foto...".
Il cuore pulsante della sua Milano batte in zona Brera. Chi lo conosce bene lo racconta come uno metodico anche fuori dal campo. Il calcio lo tallona dalle sette di mattina fino a mezzanotte e gli svaghi sono ridotti al minimo sindacale. Ci sarebbero i cavalli, grande passione, ma all’ippodromo lo si è visto una primavera fa, quando non era ancora l’allenatore del Milan. Un ringraziamento speciale, però, Allegri lo deve ad Adriano Galliani: il suo vero cicerone culinario della "Milanobene". Locali storici, dove Max entra come uno qualsiasi. A volte in mezzo alla gente - magari davanti alla statua di un cavallo -, altre in salette riservate a guardarsi le partite. La sua Milano si descrive in un raggio di cinque chilometri: da Brera a San Siro. Dentro, c’è tutto.
Uno dei suoi punti fermi milanesi è Il Kaimano, nel cuore di Brera. Il nome, spiega Francesco Albanesi, firma dell'articolo della Gazzetta, è un omaggio al film (“Il Caimano”) di Nanni Moretti del 2006, basato sull’Italia berlusconiana. I proprietari, padre e figlio, Gerardo e Joel Cioffi, campani di Castellammare, lo scelsero dopo una frase di Berlusconi: “Sono un napoletano nato a Milano”. Allegri frequenta il locale dai tempi del primo Milan, grazie proprio a Galliani. E oggi è praticamente di casa. Da quei tavoli sono passati Al Khelaifi, Totti, Van Basten, Lukaku, Spalletti e tanti altri personaggi anche del mondo dello spettacolo. “È stato proprio Galliani a far conoscere il nostro ristorante”, spiega Joel. Per Max è il posto giusto per staccare. Ma non troppo. “È venuto anche a San Valentino per guardarsi Inter-Juventus nella sua saletta privata che prepariamo appositamente”, racconta Cioffi jr. Romanticismo, sì, ma fino a un certo punto.
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