AlmaLinux, l'erede di CentOS si aggiona con GNOME 49 e molto altro
Il team AlmaLinux ha rilasciato nelle scorse ore la versione 10.2, nome in codice “Lavender Lion”, della distro Linux per “profughi da CentOS”, introducendo una serie di aggiornamenti pensati per migliorare il supporto in scenari operativi enterprise e carichi di lavoro particolarmente avanzati e complessi nel mondo dello sviluppo software. La nuova release amplia inoltre la compatibilità sia lato hardware sia lato software del sistema, oltre a risolvere alcuni bug, ottimizzare le prestazioni e migliorare la sicurezza.
CentOS (Community Enterprise Operating System) era una distro cosiddetta “community driven” piuttosto storica, pensata come alternativa libera e open-source a Red Hat Enterprise, mantenendo la piena compatibilità con il suo codice upstream. CentOS fu assorbita da Red Hat stessa nel 2014, ma dopo qualche anno, post acquisizione da parte di IBM, la società ne annunciò l’abbandono. Così è nata AlmaLinux, di nuovo indipendente e mantenuta dalla community, che mantiene lo spirito e le caratteristiche di CentOS originale.
Tra le novità principali di “Lavender Lion” vale la pena segnalare soprattutto il supporto al boot su filesystem Btrfs, una funzionalità che amplia le opzioni per la gestione avanzata dello storage, soprattutto in ambienti server e virtualizzati. Viene inoltre introdotto il supporto alle architetture x86-64-v2, e quello nativo SPICE per le applicazioni client, una mossa che punta a migliorare l’esperienza in ambienti remoti e infrastrutture VDI.
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