Commonwealth Games, Australia regina a Glasgow: chiusura con Delta Goodrem e medagliere dominato
Cinque ori nell’ultima giornata, un nuovo record mondiale di Tara Neyland e il primo posto nella classifica generale. Georgia Baker scelta come portabandiera nella cerimonia che consegna i Giochi da Glasgow ad Amdavad
L’Australia chiude da protagonista assoluta i Commonwealth Games di Glasgow, conquistando il primo posto nel medagliere e aggiungendo altri cinque titoli nell’ultima giornata di gare.
La cerimonia conclusiva, presentata come un grande “Concerto di celebrazione”, ha avuto anche un forte tocco australiano grazie alla partecipazione di Delta Goodrem, già protagonista delle edizioni di Melbourne 2006 e Gold Coast 2018.
La serata ha segnato il passaggio ufficiale della manifestazione da Glasgow ad Amdavad, prossima città ospitante, attraverso uno spettacolo dedicato alle culture della Scozia e dell’India.
Cinque ori nell’ultima giornata
L’Australia ha concluso la competizione con cinque nuove medaglie d’oro.
A salire sul gradino più alto del podio sono stati:
Tara Neyland nella cronometro femminile C4-C5 sui 1.000 metri; Alyssa Polites nella corsa a eliminazione femminile; Damien Delgado e James Reynolds nelle coppie paralimpiche maschili B6-B8 di bowls; Leigh Hoffman nella cronometro maschile sui 1.000 metri; Serena Bonnell e Louise Hoskin nelle coppie paralimpiche femminili B6-B8.
Risultati che hanno permesso alla delegazione verdeoro di completare una rassegna straordinaria e confermare il proprio dominio complessivo.
Tara Neyland, secondo oro e record mondiale
L’impresa più significativa è arrivata ancora una volta da Tara Neyland.
L’australiana ha conquistato la cronometro femminile C4-C5 sui 1.000 metri stabilendo il nuovo record mondiale nella categoria C4.
Neyland ha fermato il cronometro sul tempo reale di 1:09.667, trasformato in 1:08.761 attraverso il sistema di compensazione previsto per le differenti classificazioni paralimpiche.
Per lei si tratta del secondo oro conquistato ai Giochi.
La connazionale Erin Normoyle ha completato l’eccellente risultato australiano ottenendo il bronzo, mentre l’inglese Kadeena Cox ha conquistato l’argento.
Georgia Baker portabandiera
La ciclista Georgia Baker è stata scelta per portare la bandiera australiana durante la cerimonia di chiusura.
L’atleta ha ricevuto la notizia dalla capo delegazione Petria Thomas mentre stava ancora festeggiando il primo e secondo posto ottenuto con Alyssa Polites nella corsa a eliminazione.
Baker ha descritto la nomina come uno dei più grandi onori della propria carriera, ricordando quando da ragazza osservava in televisione i propri idoli sfilare con la bandiera.
Con cinque ori ai Commonwealth Games, ha raggiunto Anna Meares tra le grandi protagoniste della storia australiana del ciclismo.
La scelta è stata motivata non soltanto dai risultati ottenuti in pista, ma anche dal ruolo di guida e di sostegno svolto nei confronti degli atleti più giovani.
Meg Harris, sei gare e sei ori
Tra le grandi protagoniste dell’intera manifestazione figura anche la nuotatrice Meg Harris.
L’australiana ha conquistato sei medaglie individuali e di squadra, tutte d’oro.
Harris ha vinto nei 50 e nei 100 metri stile libero, oltre alle staffette femminili 4×100 stile libero e 4×100 mista e alle prove miste 4×100 stile libero e 4×100 mista.
Nessun altro atleta ha concluso i Giochi con sei medaglie dello stesso colore.
Un risultato che la consacra come la sportiva più vincente dell’edizione di Glasgow.
Dieci ori nel ciclismo su pista
L’Australia ha dominato anche il medagliere del ciclismo su pista e paraciclismo.
La squadra ha concluso il programma del velodromo con 10 ori, 10 argenti e 8 bronzi, davanti al Galles e all’Inghilterra.
Nell’ultima gara, Oliver Bleddyn ha conquistato l’argento nei 40 chilometri a punti maschili.
L’australiano ha totalizzato 80 punti, chiudendo a sole tre lunghezze dal vincitore Matthew Bostock dell’Isola di Man. Il neozelandese George Jackson ha completato il podio.
Kristina Clonan ha invece ottenuto il bronzo nel keirin femminile, alle spalle della gallese Emma Finucane e della campionessa olimpica neozelandese Ellesse Andrews.
Oro anche nel bowls paralimpico
Damien Delgado e James Reynolds hanno concluso da imbattuti il torneo delle coppie paralimpiche maschili B6-B8 di bowls.
Gli australiani hanno sconfitto la Nuova Zelanda in due set nella finale, conquistando una meritata medaglia d’oro.
Successo anche per Serena Bonnell e Louise Hoskin nella corrispondente competizione femminile.
Le due vittorie hanno ulteriormente rafforzato il contributo degli atleti paralimpici al risultato complessivo della delegazione australiana.
Judo, argento per Ozcicek-Takagi
Nel judo è arrivata una medaglia d’argento per Kayhan Ozcicek-Takagi nella categoria maschile dei pesi massimi.
L’australiano è stato sconfitto nella finale dal cipriota Giannis Antoniou, vincitore per Waza-Ari al termine di un incontro tattico e combattuto.
Ozcicek-Takagi aveva raggiunto la finale con un percorso autorevole e conclude i Giochi sul secondo gradino del podio.
Le Diamonds chiudono con il bronzo
La nazionale australiana di netball ha concluso la competizione con la medaglia di bronzo.
Il risultato è arrivato dopo la dolorosa sconfitta in semifinale contro la Giamaica, decisa negli ultimi istanti.
La giovane Sophie Dwyer, che aveva mancato il tiro finale, ha ricevuto il pieno sostegno delle compagne e dello staff tecnico.
La selezionatrice Stacey Marinkovich ha sottolineato che una singola conclusione non può essere considerata responsabile del risultato, ricordando le occasioni avute dalla squadra durante l’intera partita.
Le Diamonds hanno successivamente reagito con una prestazione convincente contro l’Inghilterra, conquistando il terzo posto.
Jessica Hull, due argenti e il sorriso per le compagne
Tra le immagini simbolo dei Giochi resterà anche quella di Jessica Hull.
L’australiana, considerata una delle principali candidate all’oro, ha concluso con due medaglie d’argento nel miglio e nei 5.000 metri.
In entrambe le gare è stata preceduta da una connazionale: Abbey Caldwell nel miglio e Rose Davies nei 5.000.
Hull è stata fotografata mentre sorrideva osservando le compagne tagliare per prime il traguardo, interpretando perfettamente lo spirito dei cosiddetti “Friendly Games”.
Petria Thomas: «Giochi straordinari»
La capo delegazione Petria Thomas ha definito quella australiana una partecipazione straordinaria.
Ex nuotatrice e vincitrice di nove ori ai Commonwealth Games, Thomas ha evidenziato l’importanza della manifestazione per lo sviluppo e la crescita degli atleti.
Secondo la dirigente, la scelta dell’Australia di attribuire grande valore alla competizione è stata confermata dai risultati ottenuti a Glasgow.
Thomas ha inoltre espresso ottimismo per il futuro dei Giochi, dopo un periodo nel quale la manifestazione aveva faticato a trovare una città ospitante.
La conferma di Amdavad per il 2030 offre ora una prospettiva più stabile al movimento sportivo del Commonwealth.
Glasgow saluta, l’Australia festeggia
Dopo dieci giorni di gare, record, vittorie e storie personali, l’Australia lascia Glasgow al primo posto del medagliere.
Il successo non è arrivato soltanto dalle discipline tradizionalmente più forti, come nuoto e ciclismo, ma anche dal paraciclismo, dal bowls, dall’atletica, dal judo e dalle competizioni di squadra.
La cerimonia con Delta Goodrem ha chiuso una rassegna nella quale gli atleti australiani hanno confermato forza, profondità e spirito di squadra.
Glasgow consegna ora la bandiera ad Amdavad. L’Australia torna a casa con il maggior numero di successi e con la certezza di essere ancora una volta la grande potenza sportiva dei Commonwealth Games.
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