Altro che gelo, siparietto Meloni-Trump al G7 in nome dell’Occidente unito. Gufi e cassandre smentiti: “Noi sempre amici”

Botta e risposta al G7 tra il presidente Usa Donald Trump e la premier Giorgia Meloni. “Sono stato abbandonato…” punzecchia il tycoon, rivolgendosi al cancelliere tedesco Friedrich Merz. «Siamo sempre stati amici», replica la presidente del Consiglio con una battuta. Un siparietto distensivo che smorza le recenti tensioni sul dossier iraniano, il tutto sotto gli occhi del presidente del Consiglio europeo Antonio Costa. E chi sperava in un summit tra grandi del Pianeta di gelo e musi lunghi tra Roma e Washington non può che rimanere deluso…
Pertanto, mentre la sinistra nostrana già pregustava una Meloni isolata e “scomunicata” dalla Casa Bianca, la realtà del summit racconta tutta un’altra storia. Quella che, tra un sorriso rubato a favore di telecamera e un confronto strategico, sigla la pace e rinnova amicizia e reciprocità di rapporti solidi tra Stati. L’Occidente rinsalda le sue fila e la diplomazia italiana porta a casa un risultato politico rotondo, dimostrando che la vera leadership sa andare oltre le incomprensioni e i tweet del momento… Con buona pace di gufi e cassandre sempre pronti a profetizzare ombre e oscuri presagi diplomatici…
G7, scambio di battute Trump-Meloni. E il succo è: «Noi sempre amici»
Le bizzarrie della geopolitica e il pragmatismo dei leader hanno confezionato a Evian il più classico dei colpi di scena. Al centro dei riflettori, una Giorgia Meloni in formato diplomatico che, con un mix di fermezza e ironia, ha definitivamente archiviato i passati malumori con Donald Trump che aveva criticato gli alleati della Nato, e nati nelle more anche dalle divergenze sulle navi nello Stretto di Hormuz e dalle difese d’ufficio di Papa Leone XIV.
Il siparietto del disgelo tra i due leader
Il palcoscenico del disgelo si consuma all’avvio del pranzo di lavoro sul Medio Oriente. Il tycoon, intento a punzecchiare il cancelliere tedesco Friedrich Merz, lancia l’esca: «Sono stato abbandonato…». Ma la premier italiana non si lascia sfuggire l’assist. All’incalzare del presidente del Consiglio europeo Antonio Costa, che ironizza con un divertito «Siete di nuovo amici», Meloni replica pronta e sorridente in perfetto inglese: «We’ve always been friends», siamo sempre stati amici. Un siparietto distensivo che cancella mesi di speculazioni giornalistiche su una presunta rottura insanabile tra i due leader.
G7, un “incontro di chiarimento utile” tra Meloni e Trump. Ma non solo…
Ma non solo. Dietro la leggerezza della battuta da circuito internazionale c’è però la polpa della politica estera. Fonti diplomatiche descrivono i colloqui come un “incontro di chiarimento utile”, guidato da una stella polare imprescindibile in questa fase di crisi globale: la ferma necessità che l’Occidente resti unito. Nessuna frizione bilaterale e nessuna tensione durante la cena dei leader; al contrario, l’asse transatlantico ritrova una sostanziale consonanza di vedute, specialmente sul dossier ucraino.
Sorrisi, battute e un’intesa rinsaldata in nome dell’unità dell’Occidente
Tra sorrisi, battute e patti di solidarietà, quello del G7 si rivela più che mai un incontro di chiarimento e di conferme. Del resto, è proprio in questi termini che fonti diplomatiche italiane descrivono lo scambio di ieri tra la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il presidente americano a margine della cena dei leader G7. Secondo le fonti, allora, non si è trattato di un confronto caratterizzato da battute o toni informali. Anzi: l’incontro viene definito “utile” nel contesto del summit, dove le occasioni di contatto tra leader sono numerose.
Con al centro, sempre e comunque, l’interesse a ribadire «il principio di unità dell’Occidente, ritenuto necessario in questa fase di crisi». Il confronto, peraltro, non avrebbe riguardato un singolo punto specifico, ma sarebbe inserito in una serie di occasioni di interlocuzione che proseguiranno nel corso del vertice.
Dallo Stretto di Hormuz alla guerra in Ucraina: i nodi al pettine
E ancora. Tanto per smentire i catastrofisti sempre all’erta e pronti a stilare report cupi e scoraggianti, la cronaca degli incontri ufficiali e informali, tra lavori e pause, non registra affatto tensioni particolari: a partire dalla cena dei leader sul tema dello Stretto di Hormuz (come precisano le fonti). Su cui si aggiunge che la questione sarà affrontata nel confronto sul Medio Oriente, con la partecipazione di Egitto, Emirati Arabi Uniti e Qatar. Sottolineando che da parte statunitense sono attese indicazioni più dettagliate sulla prima fase dell’intesa con l’Iran, mentre l’Italia intende ribadire il tema della libertà di navigazione.
G7, tra Meloni e Trump una sostanziale consonanza di vedute
Oltretutto, sempre secondo fonti diplomatiche italiane, a margine del G7 non ci sarebbe stata una “richiesta di segnali” da parte di Meloni nei confronti di Trump dal punto di vista della comunicazione. Lo scambio di ieri, ribadiscono infatti, è servito a un chiarimento tra i leader. Chiarimento che potrà essere ulteriormente approfondito nel corso delle numerose occasioni di contatto previste nei due giorni del summit. Le stesse fonti sottolineano come l’aspetto più rilevante sia quanto emerge dalle discussioni complessive: sarebbe infatti emersa una sostanziale consonanza di vedute tra il presidente statunitense e gli altri leader, inclusa la presidente del Consiglio italiana, in particolare sul tema dell’Ucraina.
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