Altro che gesto neo-nazista, l’arbitro australiano dei Mondiali difeso dalla Fifa annienta le polemiche (Video)

16 Giugno 2026 - 14:54
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Altro che gesto neo-nazista, l’arbitro australiano dei Mondiali difeso dalla Fifa annienta le polemiche (Video)

Altro che gesto neo-nazista, l’arbitro australiano dei Mondiali difeso dalla Fifa annienta le polemiche (Video)

Si era scatenata una vera e propria bufera sull’arbitro australiano dei Mondiali, Shaun Evans, che in un video aveva chiuso a cerchio il pollice e l’indice per puro caso come fanno i «suprematisti bianchi». A denunciare il gesto era stato il partner antidiscriminazione della Fifa, Fare Network, che l’aveva definito «neo-nazista» e invitando l’associazione calcistica internazionale a squalificare il direttore di gara.

Un delirio paranoico che si è risolto con un nulla di fatto, anche a seguito delle spiegazioni di Evans: «Non ho intenzionalmente riprodotto alcun gesto o simbolo con la mano per comunicare un messaggio, un’affiliazione o una convinzione. Il movimento è stato un tic involontario, non mi sono reso conto di averlo fatto in quel momento. Le immagini scattate successivamente mostrano che ho ripetuto il movimento molte volte tenendo una penna tra le dita. La copertura mediatica che si è creata non rispecchia affatto chi sono. Arbitrare ai Mondiali è il più grande onore della mia carriera e non vedo l’ora di supportare i miei colleghi per il resto del torneo».

Altro che gesto neo-nazista, la polemica sull’arbitro australiano si conclude con un nulla di fatto

Le parole dell’arbitro hanno convinto la Fifa, che proprio non se l’è sentita di sanzionarlo per un gesto fortuito e inconsapevole. «Il comitato disciplinare indipendente ha analizzato il video e non ha riscontrato nessuna violazione del codice disciplinare», scrive la Fifa in un comunicato. Ma sin da subito la rete di Fare Network si era attrezzata per la macchina del fango: «Secondo il parere dei nostri esperti, il gesto replicato assomiglia chiaramente al simbolo della mano ok capovolta, utilizzato come simbolo di supremazia bianca negli ambienti dell’estrema destra globale». Poi avevano assunto una postura rigidissima nei suoi confronti: «È evidente che questo arbitro non dovrebbe più avere alcun ruolo in questi Mondiali».

Il caso è arrivato persino in Australia

Sulla vicenda era intervenuta anche l’emittente australiana Sbs, che aveva difeso il connazionale. Alle elementari, come hanno spiegato i giornalisti, alcuni bambini mostrano il cerchietto sotto la pancia e se qualcuno lo guarda, riceve un pugno sulla spalla. In realtà, questa cosa non succede solo in Australia, ma in molte altre parti del mondo. Alla fine Evans è riuscito a salvarsi, a fronte di un gesto innocuo che non aveva alcuna connotazione politica sanguinaria.

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