Amt, il cda approva il piano di efficientamento: niente aumenti ma i ricavi saranno monitorati

Genova. Nessun aumento dei biglietti o degli abbonamenti fino al 2027, come invece era stato paventato in una delle ultime bozze del piano di efficientamento per Amt. È forse il dato che maggiormente interessa i cittadini tra quelli emersi dalla riunione del cda che oggi ha approvato la versione definitiva del piano elaborato per far uscire dalla crisi l’azienda di trasporto pubblico genovese.
Nessun aumento, a patto che. Nel documento viene indicata la facoltà di procedere a ritocchi tariffari, che saranno comunque una soluzione residuale nell’ambito del piano di risanamento, qualora le altre misure messe in atto per riportare Amt in salute – ricapitalizzazioni, aumenti del contratto di servizio, riorganizzazioni, pre-pensionamenti, ripatrimonializzazione – non dovessero essere sufficienti e fosse quindi necessario adeguare gli andamenti da ricavi. L’azienda dovrà quindi costantemente monitorare questo fattore.
Nella bozza del piano fatta circolare nelle passate settimane si ipotizzava la possibilità di un rincaro da 2 euro a 2,20 per il ticket ordinario solo Amt e un passaggio da 120 a 240 euro per gli abbonamenti over 70 agevolati. I genovesi, per ora, possono tirare un sospiro di sollievo. Ma le incognite restano molte, anche perché il panorama globale e la possibile crisi energetica potrebbero impattare non poco sui costi di Amt.
Il cda riunito oggi ha anche dato il via libera al piano di prepensionamenti che dovrebbe tradursi in un centinaio di esodi quest’anno e altrettanti nel 2027. Queste, almeno, sono le richieste di prepensionamento arrivate sinora ad Amt.
Nel piano confermato anche l’aumento del corrispettivo del contratto di servizio di 20,7 milioni e un aumento di capitale per 49 milioni in denaro e di oltre 21 milioni in crediti e ripatrimonializzazione.
Per quanto riguarda il rientro dai debiti, su circa 30 milioni rispetto al totale è stato stabilito che anziché arrivare al pagamento del 100% in cinque anni, Amt riconoscerà ai creditori il 50% ma in un’unica tranche a gennaio 2027.
A questo punto la palla passa alla pubblica amministrazione. Il piano sarà sottoposto all’attenzione della giunta Salis – ma prima, mercoledì sera, ci sarà una riunione di maggioranza sul tema – e poi al voto in consiglio comunale (martedì prossimo) e in consiglio metropolitano (mercoledì 13), per poi tornare all’assemblea dei soci che, il 12 maggio, dovrà dare il via libera definitivo. L’importante, ad ogni modo, è chiudere entro il 19 giugno, scadenza del termine per la proroga della composizione negoziata della crisi, lo status che consente ad Amt di essere al riparo dai creditori.
Per quanto riguarda le mosse dell’altro ente pubblico decisivo per la ripartenza di Amt, la Regione Liguria, nella riunione di lunedì con i sindacati piazza De Ferrari ha confermato che la legge che stanzia i 40 milioni di fondi per l’azienda, attraverso il sostegno al Comune di Genova e a una complessa partita di giro, sarà votata il 12 maggio, quindi due giorni prima dell’assemblea dei soci.
A questo proposito, è delle ultime ore l’attacco di Roberto Arboscello, consigliere regionale del Pd, contrario alla decisione del governatore Bucci: “Dalla prossima settimana i liguri si ritroveranno sulle spalle un bel mutuo da 40 milioni di euro, non per finanziare interventi strutturali e lungimiranti nella nostra Regione o investimenti a lungo termine, bensì per coprire il buco di bilancio dell’azienda di trasporti genovese Amt. Bucci presidente di regione vara provvedimenti per sistemare le criticità create da Bucci sindaco. Come la settimana scorsa è stato stanziato un milione di euro per il Teatro Carlo Felice ora se ne prevedono 40 per Amt”.
Qual è la tua reazione?
Mi piace
0
Antipatico
0
Lo amo
0
Comico
0
Wow
0
Triste
0
Furioso
0
Commenti (0)