Ancelotti spiega il no alla proposta di Maldini e Leonardo per diventare ct dell'Italia: "Lo dovevo al Brasile per come mi ha accolto. Sono felice di restare qui"
Il tecnico italiano era la prima chiamata degli ormai ex dirigenti azzurri per la guida della Nazionale
Carlo Ancelotti ha rappresentato un'ipotesi concreta per la panchina della Nazionale, almeno sino a quando Paolo Maldini e Leonardo sono stati gli uomini di fiducia del presidente della FIGC Giovanni Malagò. Prima che si consumasse l'inaspettata rottura tra l'ex direttore tecnico e il consulente per la Nazionale col numero uno di via Allegri, per loro stessa ammissione un tentativo per il tecnico emiliano era stato fatta. Ma, come ha raccontato lo stesso Ancelotti in un'intervista ad ESPN, non è mai stata un'opzione quella di risolvere anticipatamente il suo contratto da selezionatore del Brasile.
IL MOTIVO DEL NO
“Il mio no all'Italia non è stata una questione contrattuale, non è quello il motivo. Ho risposto negativamente alla loro proposta per il mio impegno con la Federcalcio brasiliana e con questo Paese, che nel mio primo anno di gestione mi ha accolto e trattato molto bene”. Ancelotti conferma dunque ad ESPN l'approccio tentato da Maldini e Leonardo, ma anche il suo legame sino a giugno 2030 sottoscritto col Brasile prima ancora di affrontare l'avventura alla guida della Seleçao negli ultimi Mondiali.
UN RIFIUTO DIETRO L'ALTRO
“Voglio restare qui. Ovviamente ho ringraziato la Federazione italiana, ma voglio rimanere perché penso che sia giusto proseguire in un Paese che mi ha accolto al meglio e per rispetto di un'istituzione che mi ha concesso un'opportunità di lavoro così importante”, ha proseguito l'allenatore italiano. Oltre al suo, nei giorni successivi il duo formato da Maldini e Leonardo ha dovuto incassare anche il rifiuto di Pep Guardiola per la panchina azzurra, ripiegando poi su Andrea Pirlo. Una scelta bocciata dal presidente federale Malagò sia da un punto di vista tecnico che di opportunità – per il suo contratto in essere con la controversa agenzia di scommesse russa Fonbet – e che ha portato alle dimissioni di Maldini e Leonardo e alla formazione della nuova squadra composta dal ct Roberto Mancini e dal nuovo dt Claudio Ranieri.
UN NUOVO CICLO
Nella sua intervista ad ESPN, Carlo Ancelotti ha parlato anche del Brasile e di ciò che non ha funzionato ai Mondiali, conclusisi con l'eliminazione agli ottavi di finale per mano della Norvegia: “Il risultato non è stato buono, ha deluso tutti e ci ha lasciato tristezza. Dobbiamo mantenere un occhio legato a quello che è successo e l'altro rivolto al futuro, nel quale possiamo costruire qualcosa di interessante con i tanti talenti di cui disponiamo. Dobbiamo costruire un nuovo ciclo, portare nuovi calciatori e ringraziare quelli per i quali si è chiusa una storia”.
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