Antigravity consuma troppi token: Google risponde con Gemini 3.5 Flash Low

26 Maggio 2026 - 13:35
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Antigravity consuma troppi token: Google risponde con Gemini 3.5 Flash Low

Google ha rilasciato Gemini 3.5 Flash Low, una nuova versione del suo modello AI pensata per ridurre il consumo di token all’interno di Antigravity, la piattaforma di sviluppo agentico della società. La novità arriva dopo le segnalazioni degli utenti, che nelle ultime settimane avevano iniziato a esaurire molto rapidamente le quote settimanali, anche durante interventi di programmazione piuttosto semplici.

Il problema era emerso dopo le modifiche al sistema di utilizzo di Antigravity, ora basato sul consumo computazionale. Gli utenti dei piani gratuiti e a pagamento avevano segnalato blocchi settimanali raggiunti nel giro di poche ore o di poche sessioni. A pesare erano soprattutto i flussi agentici più avanzati dell’IDE, che non si limitano a modificare il codice ma possono pianificare passaggi, eseguire comandi da terminale e analizzare log. Operazioni utili, certo, ma capaci di consumare molti token anche quando la richiesta iniziale riguarda una modifica minima.

Gemini 3.5 Flash Low nasce proprio per supportare al meglio attività di sviluppo ordinarie, modifiche di routine e interventi a basso sforzo computazionale. A confermare il cambio di approccio è stato anche Varun Mohan, Director di Google DeepMind impegnato sul progetto Antigravity, che in un messaggio pubblicato su X ha spiegato:

“Abbiamo ascoltato le preoccupazioni sul fatto che Antigravity consumi molti token per attività semplici. Per questo stiamo aggiungendo Gemini 3.5 Flash (Low) come soluzione per ottimizzare l’utilizzo dei token in questi casi. Nei nostri test interni genera circa il 45% di token in meno rispetto a Gemini 3.5 Flash (Medium) e generalmente supera Gemini 3 Flash (High) nelle attività SWE”.

Mohan ha aggiunto che Google ha anche “azzerato le quote Gemini su tutti i piani a pagamento per assicurarsi che gli utenti abbiano tutti i token necessari per sviluppare nella prossima settimana”.

La distinzione tra Low, Medium e High corrisponde quindi al diverso livello di ragionamento e potenza computazionale impiegato dal modello. La versione Low è quella consigliata per le modifiche standard al codice, mentre Medium e High dovrebbero essere riservate ai casi più complessi, come debug articolati e pianificazione dell’architettura software. Pur essendo più leggera, la variante Low non viene presentata come un semplice modello depotenziato. Nei test interni, infatti, avrebbe ottenuto risultati generalmente migliori rispetto al precedente Gemini 3 Flash, ora classificato come modello High, nelle attività SWE, cioè Software Engineering.


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