Apple e Huawei crescono in un mercato globale degli smartphone ancora in calo
Le vendite di iPhone sono cresciute del 10% anno su anno nella ventesima settimana del 2026, mentre il mercato globale degli smartphone ha messo insieme il nono calo settimanale consecutivo. Secondo Counterpoint Research, nello stesso periodo le vendite mondiali sono scese dell’8%, con una domanda ancora fiacca e un problema che ormai si vede bene anche nei numeri: i componenti costano di più, le memorie pesano sempre di più sui conti dei produttori e non tutti riescono a reggere allo stesso modo.
Apple, almeno in questa fase, sembra muoversi meglio di altri, ma il rincaro della RAM tocca anche lei. Tim Cook ha confermato che l’aumento dei prezzi avrà un impatto sui prodotti dell’azienda, senza però dire se il conto arriverà sui dispositivi già in vendita o sulle prossime generazioni.
La rilevazione di Counterpoint riguarda la settimana 20 del 2026, dal 10 al 16 maggio, messa a confronto con la settimana equivalente dell’anno precedente. Il grafico mostra bene la distanza tra i vari produttori: Apple cresce del 10% anno su anno e Huawei sale ancora di più, con un +23%, mentre Samsung arretra solo dell’1%, tanto che nel report viene considerata sostanzialmente stabile. La frenata si vede soprattutto altrove. OPPO perde il 10%, Xiaomi il 17% e vivo il 19%, la stessa flessione registrata dall’insieme degli altri brand.
Le promozioni in Cina e in India non sono bastate a riaccendere la domanda nella settimana analizzata. Counterpoint collega l’andamento del mercato alla diversa capacità dei produttori di gestire forniture, listini e campagne commerciali in una fase in cui i componenti chiave sono diventati più costosi e meno prevedibili. Le memorie, in particolare, sono sempre più contese dalla domanda dei data center legata all’AI e questo sta aumentando la distanza tra i marchi con forniture più stabili e quelli più esposti alle oscillazioni del mercato.
Sujeong Lim, Associate Director di Counterpoint Research, ha spiegato che "i brand con catene di fornitura stabili e una maggiore visibilità sui componenti chiave come le memorie sono stati in grado di mantenere strategie di prezzo e promozionali più coerenti. Apple si trova in una posizione vantaggiosa sotto questo aspetto". La stessa analisi attribuisce la crescita di Huawei soprattutto al mercato cinese, dove il marchio beneficia del supporto delle politiche interne e di una struttura di fornitura più localizzata, pur in presenza di una domanda più debole nei mercati esteri.
Per Xiaomi, OPPO e vivo la situazione è diversa. Counterpoint li descrive come più esposti alle fluttuazioni nella disponibilità dei componenti e alla pressione sui costi, con meno margine per intervenire su prezzi e promozioni. In una fase di acquisti più cauti, la possibilità di assorbire almeno una parte degli aumenti senza scaricarli subito sui listini o senza ridurre troppo le campagne commerciali pesa direttamente sull’andamento delle vendite.
Tarun Pathak, Research Director di Counterpoint Research, ha aggiunto che "ormai è chiaro che i prezzi delle memorie resteranno elevati per il resto del 2026 e gli OEM hanno modificato il loro approccio. Per affrontare queste pressioni, stanno adottando una combinazione di aumenti di prezzo, riallineamenti dei lanci di prodotto e tattiche aggressive di ottimizzazione dei costi, compresi dispositivi che 'tagliano su alcune caratteristiche' e una gestione più efficiente dei canali". La frase si lega bene anche alle parole di Cook: Apple parte da una posizione più forte rispetto a molti concorrenti, ma il rincaro della RAM è destinato comunque a pesare sulle scelte commerciali dei prossimi mesi.
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