Apple prepara la nuova Siri con Gemini: userà anche chip Blackwell di Nvidia

04 Giugno 2026 - 10:37
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Per il funzionamento della nuova Siri basata su Gemini, il modello AI di Google, Apple si affiderà anche alla potenza di calcolo offerta dai chip Nvidia. Stando a quanto riportato da The Information, alcune richieste degli utenti passeranno infatti da Google Cloud e verranno elaborate attraverso la flotta di GPU Blackwell B200, con l’attivazione della tecnologia di confidential compute pensata per proteggere i dati anche durante l’elaborazione sui chip.

La nuova Siri dovrebbe usare una versione in licenza di Gemini per gestire alcune query, soprattutto quelle più complesse, appoggiandosi all’infrastruttura cloud di Google. Apple avrebbe già approvato l’uso della tecnologia di Nvidia in questo contesto, proprio perché una parte del lavoro verrebbe svolta fuori dai sistemi proprietari dell’azienda. Il tema, a questo punto, non riguarda soltanto la qualità delle risposte dell’assistente vocale, ma anche il modo in cui Apple spiegherà il passaggio da un modello storicamente più chiuso a un’architettura AI costruita con componenti esterne.

CHIP BLACKWELL

Apple utilizzerà la flotta di chip Nvidia Blackwell B200 presente nei data center di Google. Sono GPU pensate per grandi carichi di lavoro AI, basate sull’architettura Blackwell, successiva a Hopper, e progettate per addestramento e inferenza di modelli molto estesi. Nel caso della nuova Siri, questi chip servirebbero a sostenere le richieste che richiedono una capacità di calcolo superiore rispetto a quella disponibile direttamente sul dispositivo o nell’infrastruttura Apple. L’assistente vocale resterebbe integrato nei sistemi della società di Cupertino, ma una parte dell’elaborazione potrebbe essere affidata a Gemini su Google Cloud, con accelerazione hardware Nvidia.

Per Apple, l’uso combinato di Gemini, Google Cloud e chip Nvidia segnerebbe una deviazione rispetto al controllo diretto che ha sempre caratterizzato i suoi prodotti. La scelta avrebbe una spiegazione abbastanza chiara: Siri arriva in ritardo sulla nuova generazione di assistenti AI e ha bisogno di capacità di calcolo già disponibili su larga scala. Invece di aspettare un’infrastruttura interna equivalente, Apple sembrerebbe pronta a usare quella di Google, mantenendo però l’esperienza finale dentro i propri sistemi operativi.

PRIVACY E CLOUD

La Confidential Computing di Nvidia è progettata per cifrare le informazioni mentre vengono elaborate dalle GPU, non solo quando sono archiviate o trasferite. La tecnologia serve quindi a proteggere dati e modelli durante l’esecuzione dei carichi AI, anche in ambienti cloud condivisi.

Questo passaggio è importante perché Apple ha presentato Apple Intelligence insistendo sull’elaborazione locale quando possibile e sul ricorso a Private Cloud Compute per le operazioni più pesanti. Il nuovo report segnala però che non è ancora chiaro quale ruolo avrà Private Cloud Compute nel lancio della nuova Siri, se una parte delle richieste verrà effettivamente gestita tramite Google Cloud e chip Nvidia Blackwell B200.

Chi userà Siri potrebbe non accorgersi di questa architettura: l’assistente continuerà a comparire dentro iPhone, iPad e Mac come sempre. Il funzionamento interno, però, sarebbe molto diverso da quello della Siri attuale. Alcune richieste potrebbero essere elaborate da Gemini nel cloud di Google, sfruttando le GPU Nvidia Blackwell B200 e una protezione hardware pensata per mantenere cifrati i dati durante il trattamento.


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