Apple valuta acquisizioni nel settore dei chip per potenziare i server dedicati all'AI
Apple starebbe valutando l’acquisizione di società specializzate nei semiconduttori per accelerare lo sviluppo dei chip destinati ai propri server AI. Secondo quanto riportato da The Information, l’azienda avrebbe già avviato colloqui con alcuni produttori e con diverse banche d’affari, alla ricerca di competenze che oggi non riesce a sviluppare abbastanza rapidamente al proprio interno.
Alla base di questa possibile svolta ci sarebbero le difficoltà incontrate con l’attuale infrastruttura. Apple utilizza server basati su M2 Ultra per gestire una parte delle funzioni AI, ma le prestazioni non sarebbero sufficienti per sostenere i carichi più impegnativi. La società avrebbe anche provato a eseguire sui propri sistemi i modelli Gemini utilizzati dalla nuova Siri, affidandosi poi ai chip NVIDIA disponibili attraverso Google Cloud.
La situazione dovrebbe migliorare con l’arrivo dei server basati su M5 Ultra, attesi entro la fine dell’anno. Per un salto più importante bisognerà però aspettare ancora: un sistema basato su M7 Ultra sarebbe previsto soltanto nel 2029. Anche Baltra, il chip sviluppato espressamente da Apple per i server AI e inizialmente atteso nel corso del 2026, avrebbe accumulato ritardi.
Apple ha costruito negli anni una notevole esperienza nella progettazione di processori per iPhone, iPad e Mac, ma il lavoro sui chip per data center richiede caratteristiche differenti, soprattutto quando si tratta di eseguire modelli AI di grandi dimensioni. Un’acquisizione consentirebbe di ottenere più rapidamente tecnologie, brevetti e personale già abituato a lavorare su server e acceleratori.
Non sarebbe la prima volta che Apple ricorre a un’operazione di questo tipo per colmare un ritardo tecnologico. Nel 2008 acquistò PA Semi per 278 milioni di dollari, ponendo alcune delle basi che avrebbero portato alla nascita di Apple Silicon. Più recentemente ha comprato la startup israeliana Q.ai: il valore dell’accordo non è stato comunicato, ma le stime oscillano tra 1,6 e quasi 2 miliardi di dollari, rendendola una delle acquisizioni più costose nella storia della società dopo Beats.
L’interesse per eventuali acquisizioni arriva pochi giorni dopo l’annuncio del nuovo accordo con Broadcom. Apple spenderà oltre 30 miliardi di dollari entro il 2031 per la produzione negli Stati Uniti di più di 15 miliardi di componenti destinati alla connettività wireless dei suoi dispositivi. L’intesa non riguarda direttamente i server AI, ma conferma quanto i semiconduttori siano diventati centrali nei piani industriali dell’azienda.
Apple dispone comunque delle risorse necessarie per muoversi. Alla fine di marzo aveva 45,6 miliardi di dollari tra liquidità e strumenti equivalenti, anche se acquistare oggi una società specializzata in chip AI potrebbe richiedere cifre particolarmente elevate, considerata la domanda per tecnologie e competenze legate ai data center.
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