Arnautovic: "Triplete? In finale mi stavano arrestando due volte. Il primo a salire sul bus? Balotelli"

06 Ottobre 2026 - 00:50
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Due divertenti aneddoti su una notte diventata leggendaria per i tifosi dell'Inter

L'ex attaccante dell'Inter Marko Arnautovic, che per ben due volte in carriera ha vestito la maglia nerazzurra, si è raccontato senza freni nel corso della diretta su Twitch con l'influence tedesco "Marli".

Fra i tanti aneddoti raccontati ce ne sono stati due, divertenti, sulla finalissima di Champions League del 2010 giocata a Madrid fra Inter e Bayern Monaco, vinta con José Mourinho e che ha regalato il Triplete ai nerazzurri.

LA POLIZIA MI HA BUTTATO A TERRA E TENUTO FERMO

Abbiamo vinto la finale, siamo corsi tutti in campo a festeggiare e io cercavo una bandiera austriaca. Tutti avevano una bandiera, io invece non ce l’avevo. A un certo punto vedo un tifoso dietro la porta e quelli sugli spalti iniziano a chiamarmi: “Dai Marco, vieni qui".  E io, completamente fuori di testa, penso: “Va bene, adesso salto tra i tifosi”.

Quindi salto in mezzo ai tifosi, ma poi voglio tornare in campo, solo che gli steward in quel momento pensavano fossi un tifoso che voleva fare invasione. Arriva la polizia, mi buttano a terra e mi tengono fermo così. Per fortuna è arrivato il viceallenatore. Io non avevo più l’accredito addosso, pensavano che fossi un tifoso qualsiasi e volevano arrestarmi. Lui gli ha spiegato che ero un calciatore".

BALOTELLI IL PRIMO SUL PULLMAN

"Il vice-allenatore mi ha raccomandato di restare in campo e poi andare nello spogliatoio. Io continuo, vado nello spogliatoio, festeggiamo lì, poi vado verso il pullman. Pensavo di essere il primo ad arrivarci, ma in realtà Mario (Balotelli) era già sul bus"

HO RISCHIATO IL SECONDO ARRESTO

"Mi avvicino lentamente al pullman e vedo Mario seduto dentro, al telefono. Allora salto su da fuori e do una botta fortissima al finestrino per spaventarlo. Lui si prende un colpo.

All’improvviso però arrivano sei poliziotti: “Stop, stop!”. Anche loro pensavano di nuovo che fossi un tifoso e mi ritrovo ancora una volta a terra. Per fortuna è tornato di nuovo il viceallenatore a salvarmi. Poi mi ha detto: “Adesso sali sul pullman e non uscire più. Resti seduto lì e non fai più niente”

SONO SALITO SUL PULLMAN DEL BAYERN

"Salgo sul bus dell'Inter. Poi però esco di nuovo e, con la mia testa completamente matta, questa storia non la conosce nessuno, vedo il pullman del Bayern Monaco. Salgo davanti sul loro bus e vado da Louis van Gaal. 

Nessuno sapeva nemmeno che giocassi nell’Inter. Entro nel pullman e dico: “Hey, all the best, coach. Hey, good luck guys”. Io ero un perfetto sconosciuto.

Te lo giuro, ogni volta che racconto questa storia la gente capisce quanto fossi fuori di testa, ma in senso positivo. Io sarei impazzito se fossi stato un giocatore del Bayern e uno sconosciuto fosse salito così sul nostro pullman"

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