Artissima 2026, la forza dell’immaginazione e lo spazio della poesia

01 Luglio 2026 - 16:59
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Artissima 2026, la forza dell’immaginazione e lo spazio della poesia


Torino, 1 lug. (askanews) – Le gallerie saranno 180, provenienti da 35 Paesi e 4 continenti, ma il filo rosso della 33esima edizione di Artissima a Torino vuole andare oltre e guardare al mondo delle emozioni e al modo in cui l’arte pensa se stessa dentro la società.

“Il progetto editoriale di Artissima 2026 nel mio quinto anno – ha detto ad askanews il direttore Luigi Fassi in occasione della presentazione torinese dell’edizione 2026 – è un progetto che cerca anche di fare una sintesi su quello che è stato il lavoro nei quattro anni precedenti. Quindi abbiamo scelto di lavorare con Martha Nussbaum con cui ci siamo anche confrontati come ispirazione per il tema ‘Fancy: A Flexible, Acrobatic Body’. L’idea è che siamo tutti attraversati dalla fancy, capacità proiettiva dell’immaginazione che ci spinge costantemente in avanti. Questo acrobatismo che appartiene al pensiero immaginario, all’immaginazione che ci spinge oltre il presente, è l’acrobatismo stesso della fiera che si articola in quattro giorni, che presenta centinaia di opere di centinaia di artisti e che quindi è una sintesi di questa forza, fanti, è capacità di rinnovare costantemente il nostro pensiero”.

La fiera, interamente dedicata al contemporaneo, si terrà all’Oval dal 30 ottobre al 1 novembre e presenterà, tra gli espositori, 60 progetti monografici, oltre alle sezioni principali e a quelle curate. “Abbiamo 33 gallerie che partecipano alla Fiera per la prima volta – ha aggiunto il direttore – abbiamo fatto uno scouting fortissimo, abbiamo gallerie veramente da tutto il mondo, quindi il nostro progetto, la nostra missione è di democratizzare il mercato dell’arte, farlo attraverso la piattaforma della Fiera, il nostro essere identitariamente all’interno della Fondazione Torino Musei e quindi vivere il nostro ruolo civico”.

Ovviamente nel ragionamento curatoriale entra poi il confronto con le tematiche forti del nostro tempo, un tempo dentro il quale Artissima vuole collocarsi a occhi ben aperti: “Il progetto di Artissima quest’anno – ha detto ancora Fassi – porta avanti l’idea della trasformazione del presente attraverso l’arte in un momento in cui dobbiamo confrontarci con l’intelligenza artificiale, l’invito è a guardare le nostre emozioni”.

Particolarmente intrigante, soprattutto nel contesto di una fiera, è la residenza di una poetessa, Laura Accerboni, che cerca risonanze tra parola e immagine per aprire un dialogo tra la poesia, così inattuale e indispensabile, e l’arte visiva. “Laura Accerboni, la poetessa – ha concluso Luigi Fassi – ci sta aiutando a fare questo: a pensare che i cerchi concentrici dell’arte visiva in senso stretto debbono più che mai sintetizzarsi con la forza di altri artisti, ad esempio quelli che lavorano con la parola poetica, e da questo trarre tutti insieme forza attraverso il nostro immaginario per continuare a ripensare anche il modello del sistema dell’arte e renderlo sempre più parte della nostra società in senso democratico, condiviso e felice”.

Dopo avere visto grandi fiere internazionali nelle quali a dominare la scena erano quasi esclusivamente i lavori di artisti storicizzati, sentire parole come “immaginazione”, “corpo” o “felicità” appare già di per sé un motivo di interesse e, in qualche modo, una specie di promessa. (Leonardo Merlini)

[Il direttore Luigi Fassi ci ha presentato l’edizione 2026 della fiera|20260701_video_15131691|vd01 vd23|https://askanews.it/wp-content/uploads/2026/07/20260701_video_15131691.jpg|01/07/2026 15:54:23|Artissima 2026, la forza dell’immaginazione e lo spazio della poesia|Video|Cultura, Videonews]

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