Aumenta la maturità digitale della manifattura italiana, ma la capacità di esecuzione resta una sfida
l'analisi di rockwell
Aumenta la maturità digitale della manifattura italiana, ma la capacità di esecuzione resta una sfida
Il report di Rockwell Automation evidenzia la crescita digitale della manifattura italiana, trainata dall’espansione produttiva. Restano però i nodi legati alla cybersecurity, con il 40% delle aziende colpite da attacchi, e all’uso dei dati, sfruttati solo al 39%.

La manifattura italiana sta progredendo in modo costante verso una maggiore maturità digitale. Gli investimenti stanno diventando più mirati, l’adozione è sempre più orientata ai risultati di business e le organizzazioni stanno ponendo le basi per operazioni industriali più resilienti e orientate alle performance.
La sfida ora resta legata alla capacità di esecuzione: trasformare le competenze digitali in risultati scalabili e sostenibili.
A rivelarlo è l’11ª edizione dello State of Smart Manufacturing Report di Rockwell Automation, che presenta un focus sui produttori italiani.
Il report evidenzia un cambio di rotta nell’approccio dei produttori italiani alla trasformazione digitale: oggi, infatti, crescita ed espansione della capacità produttiva si affermano come i principali driver degli investimenti.
Il 68% di questi afferma che l’espansione o l’aumento della capacità produttiva è il principale driver di investimento, a conferma di un orientamento crescente verso tecnologie in grado di generare risultati operativi misurabili.
Sebbene l’83% delle organizzazioni riconosca la trasformazione digitale come necessaria, i progressi restano disomogenei, segnale di una fase di transizione in cui diventano sempre più critiche la capacità di esecuzione e la scalabilità.
I produttori italiani riconoscono il valore dell’AI, ma ancora pochi investono
In Italia, il 95% dei produttori dichiara di utilizzare o pianificare l’adozione di tecnologie di AI o machine learning, posizionando il Paese sostanzialmente in linea con l’Europa.
Tuttavia, solo il 31% ha finora effettuato investimenti in AI e l’adozione operativa resta limitata. Evidenze che mostrano un divario ancora presente tra intenzioni strategiche ed esecuzione, nonostante il crescente slancio: oltre quattro produttori su dieci prevedono infatti di investire in AI entro il prossimo anno.
Laddove l’AI viene applicata, i casi d’uso sono sempre più concreti e orientati alla pratica, con un focus sull’ottimizzazione dei processi e sul controllo qualità.
Aumentano gli investimenti in cybersecurity OT (ma anche gli attacchi dichiarati)
Con la crescente diffusione delle tecnologie connesse, aumenta anche l’esposizione ai rischi.
Gli investimenti in cybersecurity stanno registrando una forte accelerazione: il 94% dei produttori italiani investe già o prevede di investire in soluzioni per la sicurezza informatica.
Nonostante i progressi, i livelli di maturità restano disomogenei. Quasi quattro produttori su dieci dichiarano di aver subito almeno un incidente informatico nell’ultimo anno, mentre la fiducia nelle capacità di prevenzione e contenimento rimane relativamente bassa, a conferma della complessità di proteggere ambienti IT e OT sempre più integrati.
Solo il 39% dei produttori usa efficacemente i dati raccolti
Accanto ad AI e cybersecurity, tecnologie come piattaforme cloud, software-as-a-service e robotica sono sempre più prioritarie per la loro capacità di generare un ritorno sull’investimento misurabile.
Le piattaforme cloud sono indicate oggi come il principale driver di ROI, con un valore più che raddoppiato rispetto all’anno precedente.
Tuttavia, i produttori dichiarano di utilizzare efficacemente solo il 39% dei dati raccolti, evidenziando un divario ancora significativo tra generazione dei dati e capacità di tradurli in decisioni operative.
La scarsità di competenze traina la digitalizzazione nella manifattura
Le dinamiche della forza lavoro stanno emergendo come un fattore determinante per l’evoluzione della trasformazione digitale.
Il change management è indicato dal 47% dei produttori italiani come il principale ostacolo al progresso, il valore più elevato a livello globale.
L’aumento dei costi del lavoro e la persistente carenza di competenze stanno esercitando ulteriori pressioni sulle organizzazioni, spingendole a concentrarsi su automazione, cambiamento organizzativo e sviluppo delle competenze.
Circa il 38% dei dipendenti è oggi coinvolto in programmi di reskilling pensati per supportare i ruoli digitali emergenti.
“I produttori italiani stanno progressivamente trasformando l’ambizione digitale in risultati operativi concreti”, commenta Luca Galluzzi, country director Italia di Rockwell Automation.
“L’attenzione si concentra sempre più su tecnologie capaci di sostenere la crescita, rafforzare la resilienza e rispondere alle sfide legate alla forza lavoro e alla cybersecurity. Le basi sono ormai consolidate: la priorità è ora l’esecuzione, traducendo le intenzioni in performance affidabili e scalabili a livello di produzione”, aggiunge.
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