Auto diesel, il calo continua: immatricolazioni a picco in Italia
Continua il calo delle immatricolazioni per le auto diesel: il caro carburante di questi mesi, infatti, ha reso ancora più evidente un trend che va avanti da tempo in Italia.
Come confermano i dati forniti da UNRAE, le nuove auto con motore diesel sono sempre meno. La flessione registrata nel nostro Paese, inoltre, è decisamente più evidente rispetto a quanto sta avvenendo nel resto d’Europa. Andiamo ad analizzare tutti i numeri disponibili, con anche un confronto con il resto d’Europa.
Un settembre molto negativo
I risultati ottenuti a settembre dal settore delle auto diesel in Italia chiariscono la difficoltà dell’intero comparto. Le immatricolazioni sono state poco meno di 7 mila unità. In confronto ai dati dello stesso mese dello scorso anno, si registra, quindi, un calo del 39,5%, con una quota di mercato pari ad appena il 4,9% (con una riduzione di 4 punti).
Un calo netto anche nel 2026
Tenendo in considerazione il parziale annuo (gennaio – settembre), il rallentamento è evidente, anche se meno marcato rispetto a quanto registrato nel solo mese di settembre (in questo caso, il nuovo aumento dei costi del diesel potrebbe aver fatto cambiare idea a diversi automobilisti al momento della scelta dell’auto).
Durante i primi nove mesi dell’anno, le immatricolazioni di auto diesel in Italia sono state appena 83 mila, con una riduzione del 27,4% rispetto ai risultati evidenziati nel corso dello stesso periodo dello scorso anno. Anche la quota di mercato è crollata, passando dal 9,7% ad appena il 6,5%.
Ricordiamo, invece, che le immatricolazioni di nuove auto, considerando tutte le alimentazioni, sono in netta crescita, grazie soprattutto alla spinta di auto elettriche e ibride. Da segnalare, inoltre, che le auto benzina, per quanto in calo (-16%) continuano a essere molto diffuse, con quasi 250 mila unità immatricolate da inizio anno.
Nonostante il crollo verticale delle immatricolazioni del nuovo, le auto diesel continuano a mantenere una forte attrattiva nel mercato di seconda mano. Molti automobilisti, scoraggiati dai prezzi ancora elevati delle vetture elettriche e dalle incertezze sulle infrastrutture di ricarica, preferiscono orientarsi sull’usato a gasolio per affrontare le lunghe percorrenze, anche se il problema del costo elevato del carburante resta sempre molto attuale.
Un altro fattore determinante in questa parabola discendente riguarda le scelte delle flotte aziendali. Storicamente vero e proprio motore trainante per le vendite delle auto a gasolio, il settore del noleggio a lungo termine e delle auto assegnate ai dipendenti sta vivendo una profonda trasformazione, con una maggiore attenzione verso l’elettrificazione. Anche in questo caso, la questione dei costi di esercizio, dovuti al caro carburante, è un fattore da non sottovalutare.
Un tema europeo
Il rallentamento delle auto diesel è una questione europea, anche se la flessione percentuale registrata in Ue è meno marcata rispetto a quanto evidenziato dal mercato italiano. A settembre, si nota un rallentamento del 23,8% mentre nel parziale annuo il calo è del 18,6%. Considerando anche i Paesi Efta e il Regno Unito, invece, si arriva a un calo del 19%.
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