Auto nuove, la crisi delle materie prime aumenta il prezzo di listino: le stime
Caro carburante, aumento del <a href="https://www.hdmotori.it/guerra-iran-prezzo-asfalto-blocco-cantieri/">prezzo dell’asfalto</a>, <a href="https://www.hdmotori.it/guerra-iran-emissioni-inquinanti/">incremento delle emissioni inquinanti</a>; all’elenco delle conseguenze (oltre a quelle più drammatiche di morti e distruzioni) della <strong>guerra in Iran</strong> bisogna anche aggiungere quelli legati ai <strong>prezzi delle auto</strong>. Sì, perché quando si compra un'auto nuova, il prezzo finale include (anche) decine di materie prime tra cui acciaio, rame, plastica, gomma e alluminio. Soprattutto quest'ultimo, visto che il settore auto lo utilizza da decenni per alleggerire i veicoli, migliorare i consumi e ridurre le emissioni. È proprio l'alluminio a trovarsi oggi al centro di una crisi che rischia di tradursi in <strong>aumenti sensibili </strong>sui <strong>listini </strong>delle <strong>auto nuove</strong>.<h2>La situazione internazionale</h2>Il prezzo di una tonnellata di alluminio è <strong>quasi raddoppiato </strong>rispetto a <strong>dodici mesi fa</strong>, passando da circa 3.220 a oltre 6.100 dollari. Queste le stime di S&P Global Energy. A incidere su questa situazione ci sono almeno due cause. Da un lato, i dazi del 50% sull'alluminio importato imposti dall'amministrazione Trump, che avevano già <a href="https://www.hdmotori.it/ford-articoli-n608639-ford-allarme-dazi-trump-imprese-americane/">fatto scattare l'allarme</a> mesi fa. Dall'altro, la chiusura dello Stretto di Hormuz in seguito agli attacchi americani e israeliani sull'Iran a fine febbraio. Il Golfo Persico è responsabile di circa un <strong>quinto </strong>delle <strong>esportazioni mondiali di alluminio</strong>, e quella rotta è ora bloccata al traffico commerciale.<img class="alignnone size-full wp-image-266896" src="https://www.hdmotori.it/app/uploads/2026/04/fabbrica-BYD.jpg" alt="fabbrica BYD" width="1280" height="720" />L'effetto è stato immediato. L'alluminio sul London Metal Exchange è salito di <strong>oltre il 13%</strong> dal momento degli attacchi su Iran, toccando i livelli più alti dal 2022. Gli analisti hanno rivisto al ribasso le stime sulla crescita dell'offerta mondiale per il 2026, portandole dallo 0,3% rispetto a una previsione precedente del 2,4%.Il quadro non migliora guardando alle altre materie prime. I <strong>derivati del petrolio</strong> usati nella lavorazione delle plastiche sono anch'essi più difficili da approvvigionare da quando lo Stretto è chiuso. Il <strong>rame</strong>, essenziale per i cablaggi elettrici (sempre più presenti sulle auto moderne) è diventato anch'esso più costoso.<h2>Le conseguenze e sul costo dei listini</h2>Per Ford la <strong>situazione è particolarmente critica</strong>. L'F-Series, il pickup più venduto negli Stati Uniti, ha la carrozzeria in alluminio. Ford ha già chiesto all'amministrazione Trump una deroga al dazio del 50% sull'alluminio importato e ha raddoppiato le stime sulla spesa in materie prime rispetto al 2024, portandola a circa 2 miliardi di dollari. Stellantis ha invece optato per una decisione più drastica, <a href="https://www.hdmotori.it/fca-articoli-n614167-dazi-trump-usa-auto-stellantis-licenziamenti/">fermando la produzione</a> nello stabilimento di Windsor, in Ontario, dove si assemblano <a href="https://www.hdmotori.it/la-chrysler-pacifica-2027-si-evolve-nel-design-per-offrire-piu-comfort-alle-famiglie/">Chrysler Pacifica</a>, Voyager e <a href="https://www.hdmotori.it/dodge-charger-daytona-elettrica-flop-vendite/">Dodge Charger Daytona</a>, con <strong>migliaia di lavoratori rimasti a casa</strong>.GM, Ford e Stellantis hanno tutti riconosciuto, nei rispettivi risultati del primo trimestre 2026, di attendersi un <strong>aumento dei costi </strong>sulle <strong>materie prime</strong>. Il totale combinato potrebbe superare di 5 miliardi di dollari le previsioni originali per quest’anno. Secondo le stime del Financial Times, basate sui dati del London Metal Exchange, la situazione potrebbe aggiungere tra 500 e 1.500 dollari (<strong>circa 450-1.350 euro</strong>) al costo di produzione di ciascun veicolo. Un aumento che i costruttori difficilmente assorbiranno senza trasferirlo, almeno in parte, sui prezzi finali.
CLICCA QUI PER CONTINUARE A LEGGERE
Qual è la tua reazione?
Mi piace
0
Antipatico
0
Lo amo
0
Comico
0
Wow
0
Triste
0
Furioso
0
Commenti (0)