Bambina morta a Bordighera, l’autopsia rivela: Beatrice deceduta per trauma cranico e aveva fumo nei polmoni
Nicotina nei polmoni, che non sarebbe riconducibile a mero fumo passivo. E poi la malnutrizione, le lesioni interne e il trauma cranico che ha innescato l’emorragia cerebrale che in 48 ore ha portato a sintomi ingravescenti e da lì alla morte: c’è questo nella relazione depositata agli atti dopo la chiusura dell’autopsia sul corpo della piccola Beatrice, la bambina trovata morta lo scorso febbraio a Bordighera, ma che con ogni probabilità sarebbe morta a Perinaldo, ore prima della chiamata della madre Emanuela Aiello al 118.
Beatrice si poteva salvare
Si sarebbe potuta salvare la bambina, se solo qualcuno avesse chiamato un medico o un’ambulanza, come persino le due sorelline di 7 e 9 anni avrebbero suggerito alla madre, come emerso dalle audizioni protette delle bambine che hanno riportato il racconto delle ore precedenti la morte di ‘Bea’ quando si trovavano tutte e tre nella casa di Perinaldo in uso al compagno della madre, Emanuel Iannuzzi. La perizia, svolta dal professor Francesco Ventura, sarà analizzata dalla procura che indaga sulla morte della bambina. In carcere per maltrattamenti con causa di morte ci sono la madre della piccola e il compagno di lei, già trasferito in quattro diverse strutture detentive. Nelle prossime settimane, in seguito al deposito dell’autopsia, si attende il nulla osta per i funerali.
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