Belfast a ferro e fuoco, i familiari del 40enne accoltellato condannano le violenze anti-stranieri: “Molti danno un contributo prezioso al Paese”

11 Giugno 2026 - 17:47
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Chiedono di non strumentalizzare la tragedia del loro caro e di non soffiare sul fuoco del razzismo e dell’intolleranza, i parenti di Stephen Ogilvie, il 40enne aggredito brutalmente in strada a Belfast lunedì scorso, accoltellato da un uomo di origini sudanesi. Ricoverato in gravi condizioni, l’uomo ha perso un occhio e riportato brutte ferite al collo e alla schiena, mentre nella capitale dell’Irlanda del Nord sono esplosi dei tumulti sobillati dall’estrema destra al grido di: remigrazione.

“Siamo profondamente devastati dal terribile attacco subito dal nostro caro in Kinnaird Avenue. È stato un duro colpo per tutta la nostra famiglia e, in questo momento, la nostra unica priorità è stargli accanto e aiutarlo a guarire. Desideriamo esprimere la nostra più profonda gratitudine ai residenti locali intervenuti coraggiosamente durante l’attacco. Il vostro intervento tempestivo gli ha letteralmente salvato la vita e non dimenticheremo mai ciò che avete fatto per lui in quel momento”, hanno scritto in una nota rilasciata tramite Phillip Brett, membro del Dup (Partito Democratico Unificato) dell’Assemblea legislativa dell’Irlanda del Nord.

“Ringraziamo inoltre i servizi di emergenza, i medici e gli infermieri che si sono presi cura di lui. Siamo consapevoli delle tensioni e delle voci di proteste seguite a questo incidente. Vogliamo chiarire in modo inequivocabile che i disordini notturni non sono benvenuti e che la protesta pacifica è l’unica via da seguire. Abbiamo molti migranti che danno un contributo prezioso al nostro Paese, anche nel sistema sanitario e nel settore dell’ospitalità, e dipendiamo da loro per il buon funzionamento del nostro Paese. Non vogliamo che questa terribile tragedia venga usata per dividere le persone o alimentare l’ostilità”. Si chiama Hadi Alodid il 30enne di origini sudanesi arrestato con l’accusa di tentato omicidio.

I riots sono andati avanti per la seconda notte consecutiva dopo la prima di roghi appiccati ad automobili e a un autobus, scontri con le forze di polizia, gruppi di individui a volto coperto che hanno lanciato una vera e propria caccia allo straniero. Il servizio di polizia dell’Irlanda del Nord ha dichiarato che gli agenti hanno “utilizzato i cannoni ad acqua” dopo il lancio di mattoni, bidoni della spazzatura e coni stradali verso la polizia da parte dei manifestanti. Le autorità hanno consigliato agli automobilisti di evitare la zona della rotonda di Sandyknowes a Newtownabbey “a causa dei disordini in corso. Si sono radunate folle e sono stati lanciati oggetti contro gli agenti, che hanno quindi impiegato i cannoni ad acqua nel tentativo di mantenere l’ordine pubblico”. Di 12 agenti feriti e 16 arresti il bilancio della seconda notte di scontri anti-stranieri. Non tutte le manifestazioni sono state violente.

A Sky News un uomo, irlandese, ha dichiarato di aver soccorso una famiglia minacciata a Shankill Road. “Poteva succedere qualcosa di orribile. Credo che li avrebbero ridotti in poltiglia”. È uno degli episodi di solidarietà che si registrano in queste ore di violenze. Gruppi di persone armate hanno sfondato le porte delle case mentre i negozianti immigrati di Sandy Row hanno chiuso le saracinesche delle loro attività. Annullate le preghiere al Centro Islamico. Il pastore Jack McKee ha prestato aiuto agli stranieri in Crumlin Road. Alcuni pensano di lasciare l’Irlanda del Nord. “Pensano che siamo qui per rubare il lavoro“, spiega Biji Jose del Northern Ireland Indian Nurses Forum alla BBC. “Ma il nostro contributo è prezioso. Colmiamo la carenza di personale per contribuire a ridurre le liste d’attesa”.

Se da una parte il governo laburista di Londra si è detto pronto a lanciare una stretta sull’immigrazione irregolare nel Regno Unito – per fermare ed espellere” gli irregolari, con un “aumento delle operazioni basate sull’intelligence” condotte da agenti dell’Immigration Enforcement e della Border Force – dall’altro il premier Keir Starmer ha condannato i disordini. Gli appelli a scendere in strada e a protestare sono stati amplificati da figure di estrema destra, tra cui l’attivista Tommy Robinson e il magnate miliardario americano Elon Musk. Per il comandante di Scotland Yard, Mark Rowley, possibili coinvolgimenti negli appelli e nei discorsi d’odio potrebbero averlo avuto anche Russia e Iran, tramite account e bot, per fomentare tensioni nel Regno Unito.

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