Biennale di Venezia, il ministro Giuli non sarà presente alla pre‑apertura né all’inaugurazione
Del resto già a inizio marzo Giuli aveva preso le distanze dalla scelta del presidente della Biennale, Pietrangelo Buttafuoco, con cui aveva lavorato insieme al Foglio, e in seguito ha anche chiesto i documenti relativi alla presenza russa per valutare se vi fossero violazioni delle sanzioni imposte a Mosca per la guerra in Ucraina. La Russia non era più stata presente alla Biennale dopo l'invasione dell'Ucraina: nel 2022 gli artisti Alexandra Sukhareva e Kirill Savchenkov avevano chiuso lo spazio espositivo definendo la guerra in Ucraina "insopportabile" e nel 2024 Mosca aveva persino ceduto il proprio padiglione alla Bolivia. Quest'anno è tornata con un padiglione russo che raccoglie 50 artisti tra musicisti, poeti e filosofi. La riammissione della Russia ha indotto l'Ue a minacciare di sospendere i finanziamenti per 2 milioni di euro alla Biennale, destinati a progetti per il cinema.
Il padiglione russo e l'esclusione dai premi
Il padiglione russo in realtà sarà aperto solo per tre giorni, dal 6 all'8 maggio, quando alla 'preview' riservata alla stampa metterà in scena una performance dal titolo 'The Tree is Rooted in the Sky' ('L'albero è radicato nel cielo') che verrà registrata e mandata in onda sugli schermi visibili dai Giardini. Il padiglione resterà poi inaccessibile dal 9 maggio fino al termine della manifestazione, il 22 novembre. La Giuria internazionale della Biennale Arte, inoltre, ha fatto sapere che escluderà Russia e Israele dai premi.
Le reazioni politiche alla decisione
La scelta di Giuli di disertare l'inaugurazione è stata condivisa dal Pd: "Fa la metà del dovere suo. L'altra metà, quella che non è riuscito a fare, è di evitare lo scempio del padiglione russo riaperto sul sangue degli ucraini. Una vergogna internazionale", ha scritto su X il senatore dem Filippo Sensi. Critiche invece da M5s: per il capogruppo al Senato, Luca Pirondini, il ministro ha preferito "obbedire ai diktat di Bruxelles e di qualche altro membro del governo, piuttosto che assolvere fino in fondo il suo ruolo". Poche ore prima una delegazione M5s aveva incontrato a Venezia Buttafuoco, per riaffermargli il sostegno all'indipendenza e all'autonomia di un'istituzione prestigiosa come la Biennale, "messa in discussione da chi vorrebbe subordinare la partecipazione degli artisti a logiche politiche".
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