Ceuta, tensione Spagna-Italia. Meloni: “Nostra linea condivisa”. Martedì riunione dei ministri dell’Interno Ue

01 Agosto 2026 - 21:45
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Ceuta, tensione Spagna-Italia. Meloni: “Nostra linea condivisa”. Martedì riunione dei ministri dell’Interno Ue

La crisi dei migranti a Ceuta, il cui tragico bilancio è salito a 67 vittime, diventa anche crisi diplomatica tra Spagna e Italia. Fonti del governo spagnolo sottolineano che Madrid applica stretti controlli per chi parte da Ceuta e che quindi entrare nella città autonoma non significa avere libero accesso al resto dell’area Schengen. “Nessuna delle persone che hanno attraversato il confine in modo irregolare a Ceuta ha lasciato la città per la penisola iberica, né avrebbe potuto farlo”. Delle circa 50.000 persone che hanno attraversato il confine in modo irregolare, oltre 48.000 sono già state rimpatriate in Marocco in meno di 48 ore, ricordano da Madrid. Ed è iniziata l’installazione delle barriere di contenimento alla spiaggia di Tarajal, costituita da una barriera gonfiabile lunga 500 metri con un’altezza in superficie dai 30 ai 70 centimetri e una parte sommersa fino a un metro di profondità. La struttura sarà integrata con una linea di boe ancorate fornite dalla Marina. La Guardia Civil garantirà la protezione della barriera gonfiabile. 

La precisazione all’indomani della decisione del governo Meloni di interrompere l’applicazione del trattato di Schengen nei confronti della Spagna. “Ceuta e Melilla sono territorio Schengen, ma sono soggette a un regime specifico, unico in Europa: i controlli Schengen vengono applicati anche in partenza, via mare o via aerea, che sono le uniche due vie di transito esistenti. Pertanto, nessuno può viaggiare da Ceuta o Melilla verso la Spagna continentale senza identificarsi alla Polizia Nazionale al porto e all’aeroporto. Inoltre, le compagnie di navigazione e le compagnie aeree sono tenute a verificare i documenti”, rimarcano le fonti della Moncloa.

Tajani: “Politica Spagna incentiva immigrazione irregolare

Quella della Spagna è una “politica che incentiva l’immigrazione irregolare. Noi abbiamo una politica migratoria diversa”. Lo ha dichiarato il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, intervistato al talk show ‘L’Estate del Principe’. La crisi migratoria a Ceuta “forse è stata provocata dalla eccessiva disponibilità spagnola ma anche forse da un eccessiva disponibilità marocchina a far passare le persone attraverso la frontiera”, ha spiegato. “La differenza tra noi e loro, cioè tra la politica dell’immigrazione italiana e quella dell’immigrazione spagnola, è sostanziale. La Spagna ha deciso di regolarizzare mezzo milione di immigrati che vivono nel territorio spagnolo. Hanno presentato domanda quasi un milione di persone”, ha proseguito. “Regolarizzare un milione di immigrati in un Paese che fa parte dell’Unione Europea significa mettere a repentaglio tutto il sistema perché questi diventeranno cittadini spagnoli. E se diventano cittadini spagnoli, diventano cittadini europei. E noi non possiamo permetterci di avere un milione di persone in più nel nostro continente, soprattutto persone che sono entrate irregolarmente nel continente europeo”, ha aggiunto. “Secondo noi questa è una politica che incentiva l’immigrazione irregolare. Noi abbiamo una politica migratoria diversa”.

Sanchez chiede riunione ministri Interno Ue

Il premier spagnolo Pedro Sanchez ha inviato una lettera al presidente del Consiglio europeo Antonio Costa, alla presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen, e alla presidenza di turno irlandese, esprimendo “seria preoccupazione riguardo alle recenti reazioni di alcuni governi europei in seguito all’incidente avvenuto al confine esterno dell’Unione Europea a Ceuta” e chiedendo di convocare, con urgenza, una videoconferenza straordinaria dei ministri dell’Interno.

Ceuta, tensione Spagna-Italia. Meloni: “Nostra linea condivisa”. Martedì riunione dei ministri dell’Interno Ue

Sanchez si è lamentato in Ue della reazione avuta dal governo italiano e da altri esecutivi europei riguardo alla crisi di Ceuta. “La reazione dei governi europei nelle ultime ore è stata piuttosto asimmetrica. La maggior parte ci ha mostrato il proprio sostegno e la propria solidarietà, offrendo assistenza. Altri, invece, hanno scelto di attaccare la Spagna e di chiederne l’esclusione temporanea dall’area Schengen”, ha lamentato il leader socialista nella lettera inviata a Bruxelles. “Un simile atteggiamento, alimentato da pregiudizi, notizie false, ignoranza o interessi politici, non solo è contrario al diritto europeo, al diritto umanitario e ai principi di solidarietà che ci uniscono. Ciò è inoltre contrario agli interessi a lungo termine dell’Europa e al più elementare buon senso, poiché Ceuta non fa parte dello Spazio Schengen, poiché non vi sono praticamente migranti irregolari non rimpatriati e poiché la Spagna è, secondo Frontex, uno dei confini esterni meno permeabili dell’Unione europea, con un numero di ingressi irregolari pari alla metà di quello registrato, ad esempio, in Italia negli ultimi anni (2021-2026)”.

Meloni: “Linea Italia condivisa, difesa frontiere è responsabilità Ue”

“Le immagini arrivate da Ceuta hanno dimostrato ancora una volta quanto sia urgente una risposta europea all’immigrazione clandestina. Per questo l’Italia ha promosso, insieme alla Danimarca, una lettera sottoscritta da 22 Stati membri dell’Unione europea, che chiede un’azione comune per rafforzare le frontiere esterne, contrastare l’immigrazione irregolare, combattere i trafficanti di esseri umani, rendere più efficaci i rimpatri ed eliminare ogni fattore che possa incentivare nuovi ingressi illegali. È un segnale importante: la linea che l’Italia sostiene da tempo è oggi condivisa da un numero sempre maggiore di Nazioni europee. La difesa delle frontiere esterne dell’Unione non è l’interesse di una singola Nazione. È una responsabilità comune dell’Europa”. Lo scrive sui social la premier Giorgia Meloni.

Da Italia e Danimarca lettera a vertici Ue, firmano in 22: chiesta riunione urgente ministri dell’Interno

Italia e Danimarca hanno promosso una lettera ai vertice dell’Ue “in relazione ai recenti sviluppi alla frontiera esterna dell’Unione europea a Ceuta e alla necessità di prevenire attraversamenti irregolari incontrollati, contrastare le reti di traffico di migranti, eliminare ogni fattore che possa incentivare nuovi ingressi illegali e garantire una risposta europea unitaria ed efficace. La lettera, indirizzata al Presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa, alla Presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, e al Presidente di turno del Consiglio dell’Unione europea, Micheal Martin, è stata sottoscritta da 22 Capi di Stato e di governo europei, chiede alla presidenza irlandese la convocazione urgente di una videoconferenza straordinaria dei ministri dell’Interno per una valutazione congiunta della situazione e la definizione di una risposta europea coordinata. Fra i firmatari non figurano Spagna e Francia.

Von der Leyen: “Lettere da diversi leader, ok a videocall straordinaria”

“La Commissione ha offerto il suo sostegno alla Spagna fin dal primo momento. Ho ricevuto lettere da diversi leader e accolgo con favore la richiesta di una videoconferenza straordinaria per fare il punto su quanto accaduto”. Lo ha scritto su X la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen. A dire di von der Leyen quanto accaduto a Ceuta “dimostra perché il controllo delle nostre frontiere europee è importante”. “Abbiamo un sistema solido in atto, ma deve essere ulteriormente rafforzato. Dobbiamo rimanere vigili in ogni punto di ingresso critico e mantenere uno stretto coordinamento tra tutte le autorità. Allo stesso tempo, abbiamo bisogno di un processo di apprendimento dalle esperienze passate per migliorare la nostra resilienza europea”, ha concluso.

Madrid: “Da alcuni Paesi atteggiamento egoistico”

In merito alla crisi alcuni Paesi “hanno mostrato un atteggiamento egoistico, non solidale e irresponsabile”. Lo ha affermato nel corso di una conferenza stampa il ministro degli Interni spagnolo Fernando Grande-Marlaska. “È vero che la maggior parte dei paesi dell’Unione Europea ha dimostrato il proprio sostegno alla Spagna in una situazione difficile e complessa, che siamo riusciti a risolvere in breve tempo, ma ci sono altri paesi che hanno mostrato un atteggiamento assolutamente egoistico e non solidale”, le sue parole riportate dai media iberici.

Il doppio sistema di controllo

La Spagna applica un doppio sistema di controllo: uno al confine con il Marocco e un altro, il controllo Schengen, in partenza verso la Spagna continentale, “in modo che un ingresso irregolare nelle città non si traduca mai in un ingresso nel resto dell’area Schengen”, fanno notare da Madrid ricordando che questo principio è stato sancito fin dall’adesione della Spagna a Schengen nel 1991, nella Dichiarazione su Ceuta e Melilla allegata all’Accordo di adesione, ed è preservato nell’articolo 41 del Codice delle frontiere Schengen. “L’ingresso irregolare a Ceuta non conferisce il diritto di rimanere in Spagna, di viaggiare nella penisola iberica o di circolare liberamente all’interno dell’Europa”, rimarcano le fonti governative assicurando poi che “l’integrità dell’area Schengen è pienamente garantita“, come sostenuto anche ieri dal ministro degli Esteri spagnolo José Manuel Albares.

La decisione di Meloni

Ieri l’Italia ha chiuso le frontiere con la Spagna, sospendendo di fatto per un mese il trattato di Schengen. La decisione a cui il governo lavorava da giovedì arriva al termine di una riunione al Viminale, all’indomani dell’esplosione della vicenda dei migranti che tentano di raggiungere, anche a nuoto, l’enclave spagnola di Ceuta in Marocco. Il Ministero dell’Interno dispone la chiusura delle frontiere marittime e aeree con la Spagna “a seguito delle più recenti acquisizioni informative analizzate in particolare nel Comitato Analisi sull’Immigrazione e Sicurezza delle Frontiere che il ministro Matteo Piantedosi ha presieduto al Viminale”, si legge in una nota. Inoltre, a seguito di un confronto telefonico tra il ministro Piantedosi e l’omologo francese, Laurent Nuñez, “è stata condivisa l’opportunità di un rafforzamento dei controlli lungo il confine terrestre tra i due Paesi nell’ambito di accordi di collaborazione tra forze di polizia già precedentemente sottoscritti tra Francia e Italia”. Sarà la polizia di frontiera a occuparsi delle verifiche, mirate e selettive, nei confronti di cittadini di Paesi terzi per verificare il possesso dei documenti idonei a circolare in ambito Schengen. La durata della sospensione, a quanto si apprende, sarà di un mese.

“Il Governo ha deciso di sospendere temporaneamente il regime di libera circolazione previsto da Schengen nei collegamenti marittimi e aerei con la Spagna, reintroducendo i controlli di frontiera. Si tratta di una misura straordinaria, adottata per tutelare la sicurezza nazionale e prevenire possibili ripercussioni per la nostra Nazione. La misura sarà mantenuta in vigore solo per il tempo necessario, con particolare attenzione a limitare qualsiasi impatto sui flussi turistici estivi”, rivendica la premier Giorgia Meloni, assicurando che “parallelamente, l’Italia è pronta a sostenere ogni iniziativa europea di supporto alle istituzioni spagnole necessaria per ristabilire il pieno controllo delle frontiere esterne dell’Unione e affrontare con determinazione la situazione in corso. Difendere i confini significa difendere la sicurezza dei cittadini, contrastare l’immigrazione irregolare e colpire le reti criminali che trafficano esseri umani”.

Ceuta, tensione Spagna-Italia. Meloni: “Nostra linea condivisa”. Martedì riunione dei ministri dell’Interno Ue
Spain’s Popular Party leader Alberto Nunez Feijoo (AP Photo/Bernat Armangue)


Feijóo (Popolari): “A Ceuta triplice fallimento del governo”

Il leader del partito popolare spagnolo, Alberto Nunez Feijoo, ha descritto la crisi migratoria di Ceuta come un “triplice fallimento” del governo Sanchez. Secondo quanto affermato da Feijoo e riportata dai media iberici quanto accaduto non può essere derubricato a “semplice incidente” ma si tratta di una “occupazione premeditata e senza precedenti del territorio spagnolo”. Feijóo ha aggiunto che il governo era a conoscenza della situazione in anticipo e non sa saputo fare abbastanza. Inoltre, ha affermato che Ceuta e Melilla sarebbero “priorità strategiche” di un potenziale governo da lui guidato.

Presidenza irlandese Ue convoca riunione martedì

L’Irlanda, in qualità di paese che detiene la presidenza di turno dell’Unione Europea, convocherà per la giornata di martedì una riunione del Consiglio Giustizia e Affari interni dell’Ue, per discutere degli sviluppi a Ceuta. Lo ha reso noto su X il premier irlandese Micheal Martin. “Rimaniamo in stretto contatto con tutti gli Stati membri e le istituzioni e continuiamo a monitorare la situazione”, ha affermato.

Arianna Meloni: “Italia traccia la rotta, sempre più paesi scelgono di seguirla”

 “Ci sono luoghi che non sono soltanto una città. Sono un simbolo. Otranto è il punto in cui il sole saluta per primo l’Italia. È la terra che, nell’agosto del 1480, vide gli 813 martiri scegliere il sacrificio piuttosto che rinunciare alla propria identità, consegnando alla storia un esempio di coraggio, fede e amore per le proprie radici. Non poteva esserci luogo migliore per raccontare l’Italia che stiamo costruendo. Una Nazione che è tornata a credere in se stessa. E che in Europa ha tracciato una rotta diversa anche nella gestione dell’immigrazione: una linea fondata sulla difesa dei confini esterni, sul contrasto all’immigrazione illegale e sulla responsabilità condivisa. Di fronte all’emergenza di Ceuta, quella visione ha trovato un’ulteriore conferma. Oggi sempre più Paesi scelgono di seguirla, come dimostra la lettera promossa da Italia e Danimarca e sottoscritta da 22 leader europei. Perché un’Europa che sa difendere i propri confini è un’Europa più sicura, più forte, più competitiva e più coraggiosa”. Lo scrive sui social Arianna Meloni.

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