Biennale Venezia 2026, Giuli: “Politica estera spetta al governo, Buttafuoco si è auto commissariato”

Maggio 03, 2026 - 18:25
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Biennale Venezia 2026, Giuli: “Politica estera spetta al governo, Buttafuoco si è auto commissariato”

 “Per me il capitolo Biennale Venezia è chiuso, ora è tutto in mano a palazzo Chigi”. Lo dice il ministro della Cultura Alessandro Giuli, che in un’intervista a La Repubblica fa il punto sulla Biennale Arte di Venezia dopo l’invio dei commissari del MiC la settimana scorsa a seguito della vicenda padiglione Russia. Sull’amicizia con il presidente della Fondazione, Pietrangelo Buttafuoco, Giuli chiarisce: “È un fratello sbagliato, ma un fratello sbagliato rimane un fratello. È stato vittima di una fantasia pacificatoria, voleva l’Onu dell’arte, ha finito per illudersi di poter fare politica estera. Ma questa spetta al governo e al Parlamento”.

Domani, secondo il quotidiano, il ministro girerà alla presidenza del Consiglio il verbale dell’ispezione inviata alla Biennale mercoledì scorso. C’è l’ipotesi di commissariamento? “Non è mai stata in campo. Non c’è ragione di destabilizzare la situazione. Buttafuoco non è un martire della jihad, è il mio caro Ciccio Tumeo“, prosegue Giuli, secondo il quale “la fondazione lagunare non è uno stato sovrano, Buttafuoco dev’essersi confuso. A forza di rivendicare autonomia, si è persino auto commissariato“. 

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