Bilancio UE, difesa e caro-vita: i temi alla plenaria del Parlamento europeo

02 Ottobre 2026 - 17:50
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Bruxelles – Le priorità del Parlamento europeo per il bilancio a lungo termine 2028-2034 e quelle in vista del Consiglio europeo del 15 ottobre, la difesa e il caro-vita, l’aumento dei prezzi delle case e la rete dei Fratelli musulmani: sono alcuni dei temi sul tavolo della plenaria del Parlamento europeo che si aprirà lunedì 5 ottobre a Strasburgo e durerà fino a giovedì 8. Alla sessione parteciperà anche il primo ministro del Portogallo, Luís Montenegro, che martedì (6 ottobre) interverrà in Aula per discutere con i deputati del futuro dell’Unione europea. Una partecipazione che si riallaccia a quelle che si sono susseguite nella scorsa legislatura, quando l’Eurocamera ha avviato la serie di dibattiti “Questa è l’Europa” e, da allora, 15 capi di Stato o di governo dell’UE hanno partecipato a tali dibattiti.

Mercoledì (7 ottobre), il Parlamento discuterà gli sviluppi dei negoziati sul prossimo bilancio a lungo termine, a partire dall’adozione delle sue richieste. Nella sua posizione sul Quadro finanziario pluriennale (QFP) 2028-2034, dello scorso aprile, l’Eurocamera aveva chiesto un aumento di circa il 10 per cento rispetto alla proposta della Commissione del luglio 2025, al fine di sostenere priorità chiave quali la difesa e la sicurezza, la competitività e le politiche previste dai trattati in materia di coesione e agricoltura. Oggi (2 ottobre), durante il briefing con la stampa che anticipa la plenaria, la portavoce dei Socialisti, Georgina Mombo Rasero, ha ribadito che “non possiamo fare di più con meno risorse”. Per questo motivo il suo gruppo, sostiene “la creazione di nuove risorse proprie, in particolare quelle derivanti da tasse sulle principali piattaforme di gioco d’azzardo online e sulle attività di scommessa digitale”. Secondo Rasero, il bilancio deve “rispondere alle esigenze dell’UE, come la competitività, la difesa o gli investimenti strategici”, ma allo stesso tempo non può trascurare “la coesione, la politica agricola o gli investimenti nel sociale”. Per il portavoce dei Patrioti per l’Europa, Alonso de Mendoza Asensi, il motivo per cui “la  Commissione vuole accelerare i tempi” sul bilancio, riguarda le elezioni in Francia. “Tutti sanno che Bruxelles vuole blindare l’accordo prima del voto francese”, facendo riferimento a una possibile vittoria dell’estrema destra.

Le richieste dell’Eurocamera sul bilancio saranno oggetto inoltre di un dibattito che si terrà martedì (6 ottobre) in vista del Consiglio europeo di ottobre. Allo scambio parteciperanno anche la presidente della Commissione europea, Ursula Von der Leyen, e la presidenza irlandese del Consiglio UE. Tra i temi che verranno affrontati in questa cornice figurano inoltre le misure per rafforzare la competitività economica dell’Europa e il sostegno all’Ucraina.
Sempre martedì (6 ottobre), gli eurodeputati voteranno AGILE, il programma per innovare il settore europeo della difesa. L’Aula dovrebbe dare il via libera definitivo dopo l’accordo provvisorio tra i negoziatori del Parlamento e del Consiglio. “Si tratta di un nuovo programma da 15 milioni di euro per l’innovazione rapida nel settore della difesa, il cui avvio è previsto per il prossimo anno”, ha spiegato il portavoce del Partito popolare europeo, Francisco Correia Da Silva, precisando che il suo gruppo “vuole che le startup, le PMI e le scale-up europee trasformino le loro idee nelle tecnologie per la difesa di cui l’Europa ha bisogno”. Il portavoce dei Verdi, Alex Johnson, ha osservato entusiasta che nel corso di questi negoziati, il suo gruppo ha “ottenuto con successo l’esclusione dei sistemi d’arma autonomi letali”. Una vittoria per i Verdi perché “non dobbiamo rinunciare a un controllo umano significativo sull’uso della forza”, ha chiarito.
Nella giornata di martedì (6 ottobre), i deputati discuteranno con Commissione e Consiglio delle misure volte a rendere le abitazioni più accessibili, mentre il giorno successivo seguirà un dibattito sul caro vita. La portavoce del gruppo Renew, Linda Aziz-Rohlje, ha affermato che “i Liberali e i democratici hanno scelto di agire”, non solo “ottenendo un dibattito in plenaria con i commissari e la presidenza irlandese per la prossima settimana, ma anche lanciando, all’inizio di questa settimana, un piano d’azione in 10 punti per affrontare la crisi del costo della vita”. Un tema che rappresenta un cavallo di battaglia anche per La Sinistra: il portavoce del gruppo, Thomas Everett Shannon, ha dichiarato che il “gruppo non ha mai rinunciato alla battaglia di ridurre il costo della vita”, battendosi costantemente “affinché il tema dell’accessibilità economica sia oggetto di dibattito in ogni sessione plenaria, e che ogni emendamento che presentiamo vada in questa direzione”. Non è stato dello stesso avviso, il portavoce dell’ Europa delle nazioni sovrane, Vijay Monany. Per i sovranisti, il caro-vita è da attribuire alle politiche europee in materia energetica che “hanno comportato una tassazione più elevata rispetto ad altre aree. Inoltre, “la politica europea ha contribuito a indebolire, se non addirittura a neutralizzare, la capacità di alcuni Stati membri di produrre energia abbondante, a basso costo e a basse emissioni di carbonio”, ha chiarito.
Per quanto riguarda la rete dei Fratelli Musulmani, mercoledì (7 ottobre), il Parlamento discuterà della necessità di una strategia dell’UE per proteggere “lo stile di vita europeo dalle ingerenze straniere e voterà giovedì al riguardo”. Secondo il portavoce del gruppo dei Conservatori e riformisti, Michael Strauss, “è positivo che si stia finalmente rompendo il silenzio”. Vari “governi e servizi di sicurezza hanno avvertito che i Fratelli Musulmani perseguono una strategia a lungo termine volta a costruire la propria influenza attraverso le ONG, le organizzazioni giovanili, gli enti religiosi, i gruppi della società civile e, in alcuni casi, i partiti politici,
anche ottenendo accesso alle istituzioni europee”. Pertanto, il suo gruppo ritiene che bisogna sostenere “l’inserimento dei Fratelli Musulmani e della loro rete nell’elenco UE delle organizzazioni terroristiche”.

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