Bologna, guerriglia urbana di collettivi e antagonisti di sinistra: 11 feriti e devastazioni fino a notte fonda

Con la partecipazione di collettivi, centri sociali e antagonisti di sinistra, la “piazza di solidarietà e verità” chiamata dal sindaco Matteo Lepore dopo la morte di Abderrahim Fakir, si è trasformata in guerriglia urbana. Stamattina Bologna si è risvegliata dopo una notte di devastazioni, che hanno visto trasformarsi via Venezian e via Ugo Bassi, vicini al Comune, in un campo di battaglia. La normalità è tornata solo a notte fonda. E oltre ai danni materiali fa riflettere il bilancio dei feriti che si attesto a 11 persone, comprese le forze dell’Ordine e il lancio di bomba carta contro gli agenti.
Piantedosi: Le verifiche ricostruiranno i fatti
Intanto dalle pagine del Messaggero il Ministro dell’Interno Piantedosi ha ribadito in una intervista che gli uomini della Polizia «sono intervenuti su segnalazione dei cittadini, per gestire una situazione particolarmente critica. In ogni intervento la priorità resta sempre la tutela della vita e dell’incolumità di tutti i presenti, compresa quella di chi si trova in un forte stato di alterazione. Saranno le verifiche a ricostruire con precisione la dinamica dei fatti, ed è corretto attendere quegli esiti».
Da alcuni pregiudiziale ostilità verso chi indossa una divisa
Tuttavia quello che emerge anche in questo caso secondo Piantedosi è un sentimento di tristezza nel «constatare come, ancora una volta, alcuni cerchino di piegare quanto accaduto contro le forze dell’ordine, alimentando pregiudiziale ostilità verso chi indossa la divisa. Sono le stesse persone che, da un lato, accusano il Governo di non fare abbastanza per garantire la sicurezza e di impiegare in misura insufficiente le forze di polizia; dall’altro, quando quelle stesse forze intervengono, ne contestano sistematicamente l’operato».
Piantedosi ha anche sottolineato che «la Questura di Bologna ha già messo a disposizione ogni elemento utile, comprese le immagini delle bodycam, a riprova della piena trasparenza con cui si sta agendo. Chi dovrà accertare i fatti potrà inoltre avvalersi delle testimonianze delle tante persone, anche dei sanitari, che hanno assistito all’evento». E sull’applicazione del dl sicurezza il numero uno del Viminale ha ribadito che «In Italia nessuno è al di sopra della legge. Nessuno scudo penale, neanche agli appartenenti alle forze di polizia. Che, peraltro, godono di una estesa fiducia in Italia e all’estero. Sostenere il contrario è una becera strumentalizzazione di una tragedia come questa».
La sicurezza non ha colore politico
Piantedosi ha anche ricordato che «La sicurezza non è né di destra né di sinistra: è un diritto dei cittadini. Questo governo si è impegnato per il rafforzamento degli organici, stanziando fondi importanti per assicurare anche migliori condizioni e tutele a chi indossa una divisa. Per la sicurezza urbana sono stati erogati milioni per aumentare i sistemi di videosorveglianza nei comuni. Inoltre sono state realizzate operazioni mirate come le cosiddette zone rosse e i servizi alto impatto. Abbiamo investito sul contrasto alle mafie e sulla diffusione della cultura della legalità. Sono iniziative e risultati, legati a dati oggettivi, mai adottati o conseguiti in precedenza sulle quali sarebbe corretto almeno una presa d’atto». ha concluso il responsabile dell’Interno del governo Meloni.
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