Calafiori: "Ho dei conti in sospeso alla Roma, tornerei volentieri. Gattuso-Lazio? Mi dispiace, ma felice per lui. Guardare i Mondiali sarebbe troppo difficile"

28 Maggio 2026 - 09:26
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Il messaggio ai giallorossi del difensore che sabato si gioca la Champions con l'Arsenal

"A inizio stagione, parlando con Arteta, ho capito quanto credesse in me. Non era scontato, neanche me lo aspettavo. Sono venuto qui per uscire dalla comfort zone. L’adattamento non è stato facile, è un campionato complicato. Ma lo consiglierei a molti giovani e ragazzi italiani". A dirlo è Riccardo Calafiori, difensore dell'Arsenal campione d'Inghilterra e impegnato sabato nella finale di Champions League contro il Paris Saint-Germain. L'ex Bologna ha parlato a La Repubblica e a Cronache di spogliatoio, affermando di essere intenzionato a tornare in Italia in futuro.

LA FINALE DI CHAMPIONS

"Avrò l’occasione di portare in alto la nostra bandiera e provare a vincere il trofeo, nell’anno in cui non ci siamo qualificati ai Mondiali. Le finali di Champions le giocavo alla Playstation con il mio migliore amico, Nicolò Cesaroni, che sarà allo stadio a vedermi. Per ora la vivo con molta serenità. Poi vedremo quando salirò sull’aereo. Opportunità simili possono capitare una sola volta nella vita, vanno sfruttate. Se stiamo preparando qualcosa di speciale, non si può dire. In una gara secca tutto è possibile. Loro hanno vinto la coppa lo scorso anno, forse avremo più voglia di loro".

I MONDIALI

"Non penso che li guarderò, sarebbe troppo doloroso. La mancata qualificazione è stata difficile da affrontare. Giocare così spesso con l’Arsenal mi ha aiutato a non pensarci troppo, ma all’inizio è stato complicato. Per come era cominciata, con la Bosnia potevamo ben sperare. Siamo andati in vantaggio su un campo difficile, la squadra mi piaceva, poi abbiamo preso gol all’ottantesimo. Forse è l’unica partita che non ho rivisto. Era da vincere e basta. Spero che quell’esperienza possa aiutarci, anche se non so ancora come".

GATTUSO

"Da romanista, mi spiace per dove è andato ad allenare, ma sono contento per lui. È stato la prima persona che ho sentito la mattina dopo avere vinto la Premier. Mi è stato vicino in un momento difficile, gli sono grato".

RITORNO IN ITALIA (E A ROMA)

"Non adesso. Uno dei motivi per cui sono venuto a giocare in Inghilterra è che pochi italiani hanno fatto carriera qui. Ma come si sta in Italia non si sta da nessuna parte. E lì ho dei conti in sospeso: la Roma. Ero piccolo, ho giocato pochissime partite. Mi piacerebbe tornare nella mia squadra del cuore".

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