Caldo e boom di condizionatori: nelle case cresce il rischio dell’inquinamento indoor

15 Giugno 2026 - 12:42
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Con estati sempre più lunghe e temperature che superano spesso i 40 gradi, il numero di famiglie italiane dotate di condizionatori è raddoppiato nell’ultimo decennio di pari passo con il rischio inquinamento per l’aria indoor. Ma un nuovo studio della Società Italiana di Medicina Ambientale avverte: senza un’adeguata ventilazione, la qualità dell’aria domestica può peggiorare sensibilmente, con possibili conseguenze sulla salute

Oggi circa il 60% delle abitazioni italiane dispone di almeno un sistema di climatizzazione. Un dato che testimonia come i cambiamenti climatici abbiano modificato le abitudini delle famiglie: rispetto al 2013, il numero di case dotate di condizionatore è infatti raddoppiato.

A evidenziarlo è la Società Italiana di Medicina Ambientale (Sima), che sottolinea come negli ultimi anni l’Italia abbia registrato un costante aumento delle temperature medie estive, accompagnato da un progressivo allungamento della stagione calda. In molte zone della Penisola i termometri superano i 30 gradi già a maggio e mantengono valori elevati fino a settembre inoltrato, mentre le ondate di calore portano frequentemente le temperature oltre i 40 gradi.

Il lato nascosto del comfort domestico

Se da un lato i condizionatori rappresentano una risposta efficace alle temperature estreme, dall’altro possono contribuire indirettamente a un peggioramento della qualità dell’aria indoor quando gli ambienti restano chiusi per lunghi periodi senza un adeguato ricambio d’aria. Secondo Sima, il rischio principale è l’accumulo di sostanze inquinanti negli spazi domestici, in particolare dei composti organici volatili (Voc), una delle principali categorie di contaminanti presenti negli ambienti interni.

Lo studio su ventilazione e qualità dell’aria

Il tema sarà al centro della conferenza “Oltre l’efficienza. Qualità degli Ambienti Interni tra salute pubblica e valorizzazione del patrimonio immobiliare”, in programma il 17 giugno al Senato. Durante l’evento verrà presentato uno studio preliminare realizzato da Sima in collaborazione con Velux Italia sulla dispersione dei composti organici volatili negli ambienti domestici.

La ricerca è stata condotta in un contesto reale, prendendo come riferimento un bagno, considerato uno degli spazi della casa maggiormente soggetti all’accumulo di inquinanti.

I risultati: senza aerazione servono fino a 15 ore

I dati emersi mostrano differenze significative in base al sistema di ventilazione adottato. In un ambiente completamente chiuso e privo di aerazione, la concentrazione di composti organici volatili resta elevata per molte ore, tornando ai livelli iniziali soltanto dopo circa 15 ore. L’utilizzo della ventilazione meccanica riduce drasticamente i tempi di dispersione, consentendo il ritorno ai valori di base in circa tre ore. Ancora più efficace si è dimostrata la ventilazione naturale: aprendo le finestre, i livelli di inquinanti sono tornati alla normalità in meno di 40 minuti.

Gli effetti dei Voc sulla salute

I composti organici volatili sono associati a diversi problemi di salute. Tra i disturbi più comuni figurano irritazioni delle vie respiratorie, mal di testa, stanchezza e affaticamento. In caso di esposizione prolungata, possono aumentare i rischi per l’apparato respiratorio e cardiovascolare. Per questo motivo gli esperti sottolineano l’importanza di affiancare alle strategie di raffrescamento una corretta gestione della ventilazione degli ambienti domestici.

Gli esperti: “La ventilazione naturale è una forma di prevenzione”

«I risultati preliminari della nostra ricerca confermano quanto la qualità degli ambienti interni rappresenti una priorità per la salute pubblica», ha dichiarato Alessandro Miani, presidente della Sima. «La ventilazione naturale è uno strumento di prevenzione semplice ma essenziale per ridurre l’esposizione quotidiana agli inquinanti indoor».

Sulla stessa linea Lorenzo Di Francesco, Public Affairs Manager di Velux Italia, che evidenzia come il tema della salubrità degli edifici debba procedere di pari passo con quello dell’efficienza energetica. «Integrare luce naturale, ventilazione e comfort abitativo significa progettare edifici più sani e più vicini alle esigenze delle persone, che trascorrono gran parte del proprio tempo in ambienti chiusi».

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