Campo largo a pezzi, Schlein cerca la benedizione di Prodi, Conte rispolvera D’Alema: la gara disperata a chi conta di più

Più che un “campo largo“, una tela di Penelope, un ring permanente pronto a diventare pista da ballo delle debuttanti alla prova del valzer elettorale. L’ultimo capitolo della sterminata saga dei duelli nel centrosinistra si consuma a distanza, sotto il sole di un’estate torrida che anticipa i veri regolamenti di conti in vista del 2027. Archiviate le improvvisazioni dei sorrisi unitari e i siparietti degli aperitivi al bar sul modello “patto della birra”, la sfida per la leadership tra Elly Schlein e Giuseppe Conte è ormai un gioco a somma zero (o ad alzo zero?), guidato da due strategie speculari, ma ugualmente disperate e disperanti.
Schlein e Conte: amici mai, duellanti sempre
Dunque: la segretaria del Pd punta a “farsi due conti”. Il capo del Movimento 5 Stelle ad “aumentare il peso” del suo presenzialismo. E alla fine della fiera, le vite parallele e le apparizioni pubbliche dei due ami-nemici fotografano il caos del campo largo che si restringe a ogni tentativo di ampliare le prospettive e allargare o chiudere il raggio dei suoi possibili alleati. Ma procediamo con ordine e partiamo allora da Elly Schlein che giusto ieri ha cercato il bagno di folla identitario nell’ultima faticosa sfilata al Pride di Milano. La sua è una conta interna, tutta ideologica, per blindare il Nazareno e rivendicare la nomination a Palazzo Chigi, forte di quel distacco di sei punti sui grillini decretato dagli ultimi sondaggi.
Una poltrona per due: Schlein punta su Prodi. Conte si fa vedere con D’Alema
Ma la Schlein sa bene che una parte dell’establishment dem la digerisce a fatica, tanto da doversi rifugiare coram populo e perché il messaggio arrivi a tutti contemporaneamente (avversari, alleati e frondisti interni) nel vittimismo di genere e generazionale. Come dimostrato solo nei giorni scorsi, quando alla direzione del partito ha sentenziato: «È ovvio che c’è un pezzo di establishment che mal sopporta una leadership progressista a Palazzo Chigi»… Aggiungendo in calce: «Sconto di essere donna. Di stare con una donna. E di avere quarant’anni», si è sfogata. Così, tanto per battere un colpo e legittimarsi su più fronti, corre a cercare la benedizione di Romano Prodi.
La tela di Penelope di Elly Schlein
Tutto nella convinzione – come sottolinea oggi Labate dalle colonne del Corriere della sera – «di aver lavorato bene nelle ultime settimane: dall’incontro con un Mario Draghi “piacevolmente colpito” alle due ore di faccia a faccia con Romano Prodi. Passando per la chiacchierata con Giorgio Gori, che prima di quel colloquio era dato tra gli uscenti» e partecipanti alla diaspora dei dem in fuga dal Pd (e la Picierno docet).
La mossa del cavallo di Conte
Dal fronte contrapposto, per quanto confinante, Giuseppe Conte fa l’esatto contrario. Consapevole di non avere più le masse dietro di sé, l’avvocato di Volturara Appula con parecchi grattacapi da risolvere (a partire da quelli emersi con la Commissione Covid), sembra cercare un nuovo centro di gravità permanente e un peso più consistente nel vecchio apparato e nei salotti. Così, mentre ieri, nel cuore del Salento, si preparava alla presentazione del suo libro Una nuova primavera, scortato da due pesi massimi del centrosinistra del passato e del presente: Massimo D’Alema e Antonio Decaro, esordiva trionfante: «Siamo sulla carreggiata giusta».
Un fitto carnet di incontri strategici per entrambi
Un mantra che l’ex premier continua a ripetere ai suoi: quasi a volersene convincere, forse, più che a crederci profondamente. E nel frattempo, aggiorna gli appuntamenti in agenda che nei prossimi giorni lo vedranno incontrare – tra una presentazione del libro e feste sindacali – da Gaetano Manfredi a Goffredo Bettini, passando per Fico a Napoli. Fino alla festa provinciale della Cgil a Massa Carrara. Il pretesto è sempre il tour di presentazione del suo libro, insomma. La realtà, molto più probabilmente, è la caccia disperata all’endorsement.
Non per niente, sull’ultimo palcoscenico del Salento Conte si è fatto immortalare nientemeno che con Massimo D’Alema. Una fotografia che non solo profuma di restaurazione. Ma che alimenta i retroscena su una auspicata sponsorizzazione del “Líder Maximo” per un ritorno dell’amico Giuseppi a Palazzo Chigi, insieme al neoeletto Antonio Decaro. Così, mentre la Schlein imbarca Matteo Renzi e Conte tesse tele con i teorici del progressismo populista, lo spettacolo è servito: una poltrona per due in un condominio litigioso, dove l’unica certezza è la paralisi politica. Sfidare Giorgia Meloni resta un miraggio; per ora, a sinistra, ci si accontenta di combattersi tra amici…
L'articolo Campo largo a pezzi, Schlein cerca la benedizione di Prodi, Conte rispolvera D’Alema: la gara disperata a chi conta di più sembra essere il primo su Secolo d'Italia.
Qual è la tua reazione?
Mi piace
0
Antipatico
0
Lo amo
0
Comico
0
Wow
0
Triste
0
Furioso
0
Commenti (0)