Campobasso, madre e figlia uccise dalla ricina a Pietracatella: sul posto gli esperti del Robert Koch-Institut

15 Luglio 2026 - 17:25
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Campobasso, madre e figlia uccise dalla ricina a Pietracatella: sul posto gli esperti del Robert Koch-Institut

Sono arrivati in Molise gli specialisti del Robert Koch-Institut di Berlino incaricati dalla Procura della Repubblica di Larino di svolgere i nuovi accertamenti tecnico-scientifici nell’inchiesta sul duplice omicidio di Pietracatella (Campobasso), dove tra il 27 e il 28 dicembre scorso morirono Antonella Di Ielsi, 50 anni, e la figlia Sara Di Vita, 15 anni, avvelenate dalla ricina. Secondo quanto si apprende, gli esperti tedeschi stanno già partecipando a una serie di incontri operativi con la Squadra Mobile di Campobasso e con la Scientifica per definire modalità e tempi del nuovo sopralluogo nella casa di via Risorgimento, previsto, salvo variazioni, nei primi giorni di agosto.
Parallelamente proseguono nei laboratori del Robert Koch-Institut le analisi sui campioni biologici delle due vittime, sul sangue di Gianni e Alice Di Vita e sui circa 70 alimenti sequestrati nell’abitazione della famiglia. Il sopralluogo servirà a ricercare eventuali tracce della ricina su mobili, indumenti, superfici e altri oggetti presenti nella casa, utilizzando tecniche specialistiche sviluppate dall’istituto tedesco nell’ambito dello studio delle tossine biologiche.

Analisi anche su rifiuti organici del Natale

Tra i reperti alimentari sequestrati nell’ambito dell’inchiesta sul duplice omicidio di Pietracatella (Campobasso) figurano anche i rifiuti organici prodotti dalla famiglia Di Vita nei giorni delle festività natalizie. È quanto emerge dal verbale di sequestro allegato alla consulenza medico-legale depositata alla Procura della Repubblica di Larino, dal quale risulta che la Polizia Scientifica repertò anche residui alimentari destinati alla raccolta dell’umido, nel tentativo di conservare ogni possibile traccia utile alle indagini. Complessivamente gli investigatori hanno sequestrato circa 70 reperti alimentari, tra cui avanzi dei pasti consumati tra il 23 e il 25 dicembre, conserve, formaggi, prodotti ittici, dolci, due borracce e altri contenitori rinvenuti nell’abitazione di via Risorgimento. Tutto il materiale è stato trasferito nei laboratori del Robert Koch-Institut di Berlino, dove gli specialisti incaricati dalla Procura stanno effettuando accertamenti per verificare l’eventuale presenza di ricina e individuare il possibile veicolo attraverso il quale la tossina sarebbe stata assunta da Antonella Di Ielsi e dalla figlia Sara Di Vita, morte tra il 27 e il 28 dicembre 2025. Nei primi giorni di agosto gli stessi esperti tedeschi torneranno inoltre nella casa della famiglia per un nuovo sopralluogo tecnico.

Autopsia e verbali restringono finestra avvelenamento Pietracatella

L’assunzione della ricina che ha provocato la morte delle due donne sarebbe avvenuta “verosimilmente tra il 23 e il 24 dicembre“. È quanto emerge dalla consulenza medico-legale depositata nei giorni scorsi alla Procura della Repubblica di Larino, che individua in quell’intervallo temporale il momento più probabile dell’esposizione alla tossina, sulla base della comparsa dei primi sintomi nella mattinata del 25 dicembre. A circoscrivere ulteriormente il quadro contribuiscono anche i verbali delle prime sommarie informazioni testimoniali acquisiti per la ricostruzione di uno dei casi più complessi di cronaca degli ultimi anni, nonché “caso unico al mondo” come ha dichiarato la dottoressa Pia Benedetta De Luca, medico legale incaricato delle autopsie sulle due vittime. Gianni Di Vita riferisce che l’unico pasto consumato esclusivamente con la moglie Antonella e la figlia Sara fu la cena del 23 dicembre, preparata in casa dalla moglie, precisando che la figlia maggiore Alice non era presente. Circostanza confermata dalla giovane, che ricostruisce di aver trascorso quella serata fuori casa dopo essere partita nel pomeriggio per una lezione di scuola guida e un successivo incontro con amici.
Il giorno successivo, 24 dicembre, la famiglia partecipò invece al pranzo con i parenti di Antonella e, in serata, alla cena della vigilia nella casa della madre di Gianni, entrambe occasioni alle quali erano presenti numerosi familiari. Nessun altro commensale, oltre a Gianni, Antonella e Sara, ha accusato malori nelle ore successive.

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