Capri candidata a Capitale italiana dell’Arte contemporanea 2028
Napoli, 28 lug. (askanews) – Con il dossier Le Sirene del Nuovo, Capri ha presentato, il 15 giugno scorso, la propria candidatura a Capitale italiana dell’Arte Contemporanea 2028. Il dossier è stato inviato al ministero della Cultura, che dovrà adesso nominare la commissione di esperti che giudicherà le proposte progettuali inviate dalle città in lizza.
Il dossier, elaborato anche col supporto del Comune di Anacapri e messo a punto dal pool di esperti di Fondazione Santagata per l’Economia della Cultura, Capitale Cultura Group e WePlan, è stato concepito come programma culturale da Marina Pizziolo e Romano Ravasio, fondatori di Art Consulting, che ne curano la direzione artistica. Al centro del progetto, una visione che abbraccia le sfide culturali, sociali e tecnologiche della contemporaneità e le declina sul contesto unico di Capri.
Le Sirene non sono infatti solo un mito legato all’isola. Sono le forze che attraversano il presente: il desiderio, l’immagine, il consumo, il turismo e l’intelligenza artificiale che ne sta cambiando le condizioni. Archetipo di allarme e di seduzione, le Sirene avvertono e attraggono, come hanno sempre fatto. Da qui una scelta di tempo. Entro il 2028 il significato stesso di arte, autore e opera sarà messo in discussione, per effetto dell’intelligenza artificiale. Le Sirene del Nuovo partono da questo, non dall’arte di oggi, ma dalla sua trasformazione imminente e forse inevitabile.
Da questa scelta nasce la domanda che regge il programma. Che cosa resta reale, umano e di valore quando uomo e macchina smettono di competere e cominciano a creare insieme? A questa domanda Le Sirene del Nuovo risponde con l’arte. Sei campi tematici, attivi tutto l’anno, mettono a confronto oltre 40 artisti da cinque continenti, che indagano il tema attraverso arti visive, musica, danza e performance. Questo è il modo in cui il progetto interroga il cambiamento e genera opere nuove. Il programma è concepito come un’infrastruttura culturale permanente e non come la rassegna di una stagione: si sviluppa lungo tutti i dodici mesi dell’anno, con una particolare attenzione al coinvolgimento della comunità residente, nei periodi di minore pressione turistica. E lascerà all’isola opere permanenti, reali e vive, che daranno corpo alla domanda del progetto oltre il 2028. A sostenere ricerca e formazione è una rete di università e centri di ricerca italiani e internazionali, affiancata da istituzioni culturali del Mediterraneo e dell’Africa. (segue)
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