Carico di bici rubate bloccato in porto: la polizia locale lo rintraccia grazie a un gps

Genova. Un dispositivo di geolocalizzazione nascosto nel manubrio di una bicicletta rubata ha consentito alla polizia locale di Genova di sventare l’esportazione all’estero di un ingente carico di bici di alta gamma, recuperando complessivamente 18 bici e numerosi componenti da competizione, per un valore stimato in diverse centinaia di migliaia di euro.
Un cittadino marocchino è stato sottoposto a fermo di polizia giudiziaria con l’accusa di ricettazione. L’operazione ha avuto origine nella mattinata di lunedì, quando un cittadino residente a Torino, vittima del furto della bicicletta avvenuto il 30 luglio scorso, ha segnalato che il dispositivo di localizzazione nascosto all’interno del manubrio continuava a trasmettere la propria posizione dall’area portuale di Genova.
Raggiunta la zona indicata, gli agenti hanno concentrato le ricerche individuando un autocarro a doppio asse, apparentemente a pieno carico, dal cui cassone proveniva proprio il segnale del dispositivo. Le caratteristiche del mezzo e la sua presenza nell’area di imbarco hanno subito orientato gli accertamenti verso l’ipotesi che fosse destinato a lasciare il territorio nazionale. Le verifiche effettuate presso gli uffici della compagnia di navigazione hanno confermato tale circostanza: il camion era già prenotato per imbarcarsi nelle prime ore della mattina successiva su un traghetto diretto a Tangeri, in Marocco.
Il proprietario del mezzo è stato quindi rintracciato e invitato a raggiungere il porto. Informata l’autorità giudiziaria, gli agenti hanno proceduto all’apertura e alla perquisizione del cassone. Il controllo ha immediatamente consentito di recuperare la bicicletta denunciata rubata a Torino. L’ispezione è poi proseguita facendo emergere un carico ben più consistente: altre 17 biciclette di altissima gamma, molte delle quali appartenenti ai più noti marchi del settore e destinate al ciclismo sportivo, oltre a numerosi componenti di elevato valore commerciale, tra cui ruote in carbonio, forcelle e altra componentistica specialistica.
I primi riscontri investigativi hanno consentito di accertare che almeno un’altra bicicletta, del valore di oltre 13.000 euro, risultava già oggetto di denuncia di furto. Sono tuttora in corso gli accertamenti sui numeri di telaio e sugli altri elementi identificativi per risalire ai proprietari di tutti i mezzi recuperati e verificare eventuali collegamenti con analoghi episodi avvenuti in diverse città italiane.
Il materiale rinvenuto è stato interamente sequestrato. Nel giro di poche ore dall’intervento, la Polizia Locale è già riuscita a individuare altri tre ciclisti che avevano denunciato il furto delle rispettive biciclette, consentendo di avviare le procedure per la restituzione dei mezzi ai legittimi proprietari.
Tenuto conto dell’imminente partenza del traghetto verso un Paese extra Unione Europea e del conseguente concreto pericolo di fuga, il proprietario dell’autocarro è stato sottoposto a fermo di polizia giudiziaria per il reato di ricettazione e associato alla Casa Circondariale di Marassi.
L’indagine prosegue ora per ricostruire l’origine dell’intero carico, individuare gli autori dei furti e verificare l’eventuale esistenza di una rete organizzata dedita alla raccolta e all’esportazione all’estero di biciclette di provenienza illecita.
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