Carnevali ora deve sfidare Marotta. Difficile far peggio di Comolli
Alla Juventus comincia l'era di Carnevali, che prende il posto del disastroso Comolli
Fare peggio di Damien Comolli sarà difficile. Ma un anno fa, all'arrivo di Comolli, si diceva: fare peggio di Giuntoli sarà difficile. Eppure, il dirigente francese ci è riuscito, con la mancata qualificazione della Juventus alla Champions League per la prima volta dal 2011 (se si esclude l'esclusione del 2023, a tavolino ma non sul campo). Ora tocca a Giovanni Carnevali, l'ultima idea di John Elkann in questo bailamme infinito di dirigenti che, dal 2021 in poi, ha visto avvicendarsi, con vari ruoli, Paratici, Arrivabene, Cherubini, Scanavino, Giuntoli, Comolli, Modesto, Ottolini e Chiellini, oltre al presidente Ferrero. Per Carnevali l'impresa di risollevare la Juventus non sarà facile, e a livello di immagine il nuovo ad dei bianconeri dovrà anche smarcarsi dall'ombra di Beppe Marotta, presidente dell'Inter, di cui è stato testimone di nozze.
COMOLLI, UN DISASTRO
L'avventura di Comolli alla Juventus, durata un anno e una settimana, è stata disastrosa. Al di là del pessimo risultato dal punto di vista sportivo, il dirigente francese ha fallito su tutti i fronti. Comolli ha fallito sul mercato, con acquisti costosi e dal pessimo rendimento come Openda, David e Zhegrova, ha fallito con l'incerta gestione della trattativa per il (mancato) rinnovo di Vlahovic e ha fallito con le scelte sugli allenatori. Comolli ha prima confermato Tudor senza stimarlo davvero, poi ha cercato Conte e Gasperini ottenendo due 'no', e infine ha esonerato Tudor alle prime difficoltà, subendo la scelta di Spalletti - voluto soprattutto da Chiellini -, con il quale il feeling non è mai sbocciato. In conclusione, la goccia che ha fatto traboccare il vaso agli occhi di Elkann è stato l'inizio molto incerto del mercato attuale: i no per Alisson e Bernardo Silva, le lungaggini nella trattativa per Sorloth e nessuna ipotesi di soluzione per le cessioni che la Juve dovrà fare.
LA LAUREA DI CARNEVALI
Tocca a Carnevali dunque, che dal 2014 in poi ha reso il Sassuolo una realtà solida del calcio italiano. Carnevali conosce il calcio italiano come le sue tasche, a tutti i livelli: politico, sportivo, mercato, scouting. Carnevali ha fatto tutta la trafila fin dagli anni 80, quando lavorò con Marotta al Monza. Nonostante l'invidiabile aspetto giovanile, Carnevali va per i 65 anni (li compirà a novembre), e quindi non è un dirigente 'giovane': è uno dei dirigenti più navigati ed esperti del calcio italiano. Poi, una cosa è esercitare questa funzione al Sassuolo, un'altra è farlo alla Juventus, con tutte le aspettative e le pressioni che questo ruolo comporta. Dopo aver studiato per una vita, per Carnevali la Juve è una laurea ottenuta sul campo, il punto di arrivo di una carriera, che dovrà onorare provando a riportare la Vecchia Signora alla vittoria. Le parole pronunciate alla nomina vanno in questa direzione: "Lavoreremo per rendere la Juventus sempre più protagonista in ambito nazionale e internazionale nel rispetto della storia del Club e delle ambizioni dei tifosi bianconeri".
LA SFIDA A MAROTTA
Nel mondo dei tifosi, e delle rivalità fra tifosi, Carnevali è l'uomo di quel Sassuolo che negli sfottò fra rivali di curva è stato spesso soprannominato 'Scansuolo', sia contro la Juve di Marotta che contro l'Inter di Marotta. Dal punto di vista politico, nelle battaglie in Lega Calcio, Juventus e Inter hanno quasi sempre la stessa posizione, e questo non cambierà. Ma a livello di immagine, pensando alla rivalità fra Juventus e Inter, in campo e sul mercato, pur nel rispetto di una lunga e consolidata amicizia ora Carnevali dovrà provare a smarcarsi dalla figura di Marotta. Magari provando da subito a sfidare i nerazzurri su qualche obiettivo di mercato.
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