C'è lo zampino di Google in DATALAND, il primo museo al mondo per l'arte AI
Si chiama DATALAND e si autodefinisce il primo museo al mondo dedicato all'arte AI. L'inaugurazione è in programma per domani (20 giugno) a Los Angeles e Google ci ha messo del suo, sia fornendo i sistemi impiegati sia sostenendo alcuni artisti a livello economico, come partner tecnologico e creativo. A vederlo dalle anteprime ha l'aria di essere un'esperienza immersiva in cui il visitatore è avvolto da immagini visualizzate su enormi schermi, proiettate e riflesse. L'annuncio ufficiale parla di un ecosistema omnisensoriale di circa 2.300 metri quadrati dove i dati diventano pigmento e l'arte si evolve in tempo reale
.
COSA C'È NELLE SALE DEL MUSEO DATALAND A LOS ANGELES
Il gruppo di Mountain View pone un quesito: Cosa succede quando si dà a un artista una rete neurale al posto di un pennello?
. Ed è una presa di posizione ancor prima che una domanda, perché equipara l'intelligenza artificiale a qualsiasi altro strumento tradizionale per dar vita a un'opera. È anche il presupposto che, ormai una decina di anni fa, ha fatto sì che l'azienda iniziasse a collaborare con alcuni interpreti di questa visione come il turco Refik Anadol, protagonista in passato nell'ambito NFT.
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