Cene private al Vittoriano, Rampelli: “È il tempio laico per gli anniversari più importanti, presenterò un’interpellanza”

Le cene private all’altare della patria non sono l’esatta dimostrazione di decoro urbano e di rispetto verso un momento nazionale così importante. Come ha spiegato il vicepresidente della Camera, Fabio Rampelli, «il Vittoriano è il tempio laico dell’Unità d’Italia. È il sacrario dove è tumulato il Milite Ignoto, secondo una storia nobile e profonda che ha commosso l’Italia intera. È simbolicamente il monumento più rappresentativo della Nazione, in ricordo del sangue versato per raggiungere la sovranità, indipendenza e l’unità». Poi ha aggiunto: «Che questo sacrario possa diventare una sede per banchetti, o come le chiamano con un gentile eufemismo “private dinners”, con tanto di tavole imbandite e portate da distribuire ai commensali, è da ritenersi inopportuno quando non offensivo. Lo abbiamo scoperto tramite una piattaforma social dove la società Voilà Banqueting pubblicizza foto e post guadagnandosi insulti e commenti indignati». Tra l’altro, il Vittoriano è il luogo in cui si celebrano gli anniversari più importanti alla presenza delle massime cariche dello stato.
Banchetti al Vittoriano, Rampelli: «Presenterò un’interpellanza, il Vittoriano è un tempio laico»
Rampelli ha proseguito il suo discorso, affermando che è «giusto realizzare un museo e commercializzarlo, giusto abbattere le barriere architettoniche e realizzare un ascensore per raggiungere la terrazza (obiettavamo che non dovesse modificare lo skiline e quindi fermarsi un piano sotto l’attuale)». Poi ha ricordato: «Siamo stati anni fa costretti a tollerare la presenza di un bar per discutibili motivi di refrigerio dei visitatori dell’Altare della Patria, ma organizzare banchetti sopra una tomba anche no. È stridente e incompatibile il contrasto con il picchetto d’onore montato h 24 per 365 giorni l’anno dalle nostre Forze armate, si offendono i nostri soldati e si viola il loro silenzio, ci si prende beffa del sentimento nazionale trasformando il Vittoriano in una delle tante ‘location’ commercializzabili».
In sostanza, «non tutto può tradursi in un bivacco a pagamento, verrebbe da chiedersi: a quando un McDonald’s dentro il Pantheon?». Per concludere, «la trasformazione della licenza da bar a ristorante è stata inopportuna. Presenterò un’interpellanza per chiedere la dinamica di questa caduta di stile e invocare la revoca della gara e della concessione per incoerenza con lo spirito del monumento».
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