Carlo Rambaldi: il papà di E.T. nei ricordi della figlia Daniela e della nipote Cristina

29 Giugno 2026 - 12:34
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Carlo Rambaldi: il papà di E.T. nei ricordi della figlia Daniela e della nipote Cristina

Decisamente non facile coniugare fervida fantasia e artigianalità accanto a sapienti opere di fisica ed ingegneria. Eppure quel signore dal nome Carlo Rambaldi, nato nel 1925 a Vigarano Mainarda, si applicò così tanto all’amatissima professione divenendo un vero e proprio gigante nel campo della cinematografia mondiale, conseguendo la vincita di ben 3 Oscar per King Kong, Alien ed ancora E.T.

Sì. Decisamente un connubio d’esseri umani con alieni e marziani.

A questo punto non resta che entrare nel vivo a colloquio con Daniela Rambaldi, figlia del mitico Carlo Rambaldi – nome che continua a far accapponare la pelle per l’alta maestria – seduta accanto a Cristina (sembrano sorelle più che mamma e figlia!), che del sorriso ne ha fatto vera e propria virtù.

Perché stavolta Firenze? Semplicemente poiché al “Cinema La Compagnia Cult”, per “Carlo Rambaldi la materia dei sogni”, viene celebrato l’artista; proprio colui capace di scardinare i confini tra materia e vita infondendo l’anima alle icone più potenti della storia del cinema. La rassegna per gli aficionados, realizzata in collaborazione con la “Fondazione culturale Carlo Rambaldi”, oltre ai titoli sopracitati poc’anzi, ha presentato vari film quali Città violenta, Terrore nello spazio, Estratto dagli archivi segreti della polizia di una capitale europea, ed ancora Incontri ravvicinati del terzo tipo e Possession, sino all’arrivo di E.T..

Proprio una bella celebrazione!

“Sì, contentissimi sulla scia di questo centenario ricordandone gli omaggi avvenuti al MoMA e all’Academy a New York e Los Angeles. Quanto alla collaborazione in questa magnifica culla dantesca, ecco, decisamente, ben accettata!”. Dice la figlia Daniela.

Cristina invece spiega: “Adoro Firenze, è una città viva, pulsante, con tanti studenti e molti cinefili. Durante l’inaugurazione abbiamo ricevuto un bellissimo messaggio via Zoom da Raffaella De Laurentiis – creatura meravigliosa – produttrice e regista pure lei. Non a caso Dino De Laurentiis fu il produttore di King Kong, segnando il motivo per fare venire mio nonno in America”.

“Esatto – riprende Daniela – segnalando il bellissimo rapporto che nutriva mio padre con Dino, staff compreso”.

Presumo il cielo sia il vostro aereo, sempre in volo tra l’Italia e l’America, Europa compresa.

“Beh… ovvio questo ponte tra il Bel Paese e gli States, ricordando le origini di papà nelle vesti di scultore e pittore. Proprio a New York lo scorso 2025 abbiamo aperto una collettiva di 100 artisti; quanto a questo 2026, chiuderemo il centenario con un’altra mostra sempre dedicata agli artisti, con esposta la scultura a mo’ di commemorazione dei 100 anni della figura ‘Rambaldi’. Si terrà a San Diego il prossimo ottobre”.

Azzardo dicendo due nomadi in giro per il mondo?

“Francamente amo fermarmi anche diversi mesi dell’anno nell’amatissima terra calabra; mio marito è ‘lametino’ di Lamezia Terme, luogo magico ed incantevole vicinissimo tra l’altro all’aeroporto” dice Daniela.

Tra due stelle, parliamo adesso dell’altra stella… non c’è bisogno di molte spiegazioni…

“Esatto, prestigiosissimo evento per quella Stella che verrà assegnata sulla Hollywood Walk of Fame: a breve ci comunicheranno la data dell’evento”.

Brillano gli occhi come pietre preziose a queste fanciulle mentre Cristina rievoca le varie rassegne presentate, quale anche quella dello scorso anno tenuta al Festival del Cinema di Venezia incontrando nuove generazioni.

“Giusto, Alien Perspective un progetto presentato nella sezione immersiva, in realtà aumentata, in realtà virtuale, che fa entrare nei suoi quadri, nella collezione di atmosfere spaziali. Un giusto omaggio all’effettista e pittore Carlo Rambaldi, senz’altro meno conosciuto”.

“Sicuramente l’impegno per la ‘Fondazione Carlo Rambaldi’ è alto – osserva Daniela – tanto da aver tralasciato per un po’ la mia attività di stilista, dedicandomi a progetti vari quali format educativi, culturali ed artistici per le varie scolaresche”.

L’eco della figlia arriva non troppo sotto tono osservandone l’aiuto svolto in maniera reciproca, accompagnato dall’enfasi della recitazione. “Ebbene sì, oltre a recitare, mi occupo anche della produzione! Il cinema è la mia passione e la mia vita, di conseguenza… non ho scampo!” dice Cristina.

Rivolgendoci a Daniela domandiamo adesso se il caro papà ferrarese era rimasto legato alle proprie origini.

“Legatissimo, tanto da non perdere l’accento dei luoghi natii. Tuttavia… col tempo diventò una sorta di ‘ferrarese-americanizzato’ imparando correttamente la lingua del posto. Anche io a sei anni andai negli States conservando maggiormente ricordi più americani che italiani, come del resto per i miei figli”. Risponde Daniela, che continua: “Parlando di affetti, è inevitabile ricordare mia madre che, oltre a supportarlo e sopportarlo, era sempre al suo fianco. Papà era una persona schiva e riservata, però quando apparivano in pubblico ed alle premiazioni, cameramen e fotografi si chiedevano: Chi è quella bellissima attrice accanto a lui?“.

Carlo Rambaldi cosa ne penserebbe dell’IA?

“Francamente papà nutriva già dubbi sul digitale; lui è nato artigiano plasmando con le proprie mani, di conseguenza l’Oscar l’ha ricevuto per la sua artigianalità, genialità compresa. Non è un caso che era solito dire che nel digitale ci sono molti artisti che lavorano: il suo dubbio era stabilire a chi sarebbe andato il merito. L’Oscar a chi l’avrebbero dato? Ci sarebbe stato comunque un supervisore, il valore di tutte le persone che lavoravano dietro un progetto veniva in qualche modo sminuito”.

Dice Daniela, mentre Cristina risponde che “Francamente non è la prima volta che me lo chiedono; penso sarebbe venuta fuori l’enorme curiosità che possedeva, apprezzando lo strumento, la forza suprema. Sììì, sarebbe stato a favore dell’intelligenza artigianale”.

Il dubbio sorge: tuttora, oggigiorno, in tali contesti, si può respirare minor ingegno? Minor creatività?

La risposta però non arriva, poiché il sorriso e la luce d’entrambe appaiono appieno emanando tanta dolcezza. Non c’è posto per l’ironia. E, secondo me, E.T. ci ha messo lo zampino accendendo l’indice di quella luce calda e rossastra che tanto sorprese il mondo.

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