Chat sessista, sospesi e senza stipendio gli autisti Atm coinvolti. C’è anche un indagato

17 Giugno 2026 - 10:13
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Atm ha sospeso dal servizio e dalla retribuzione i dipendenti coinvolti nella chat con commenti sessisti e immagini di donne estratte dai sistemi di videosorveglianza dei mezzi, mentre c’è già un indagato per accesso abusivo a sistema informatico e altri quattro lavoratori sono stati sottoposti a perquisizione nell’ambito dell’inchiesta coordinata dalla Procura di Milano.

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Il fascicolo, seguito dal procuratore Marcello Viola, ipotizza l’uso illecito delle immagini provenienti dalle telecamere di bordo e ha portato la Polizia locale a eseguire sequestri di cellulari e dispositivi elettronici. Al centro degli accertamenti c’è la chat “Ticinese staff”, emersa dopo la denuncia di una passeggera, nella quale sarebbero circolati fotogrammi accompagnati da commenti sessisti e frasi offensive.

Gli investigatori stanno cercando di chiarire l’origine dei contenuti: da un lato la possibilità che le immagini siano state ottenute semplicemente fotografando i monitor dei sistemi interni accessibili agli operatori, dall’altro l’ipotesi di un accesso diretto e non autorizzato ai server centrali di raccolta dei video. Solo in questo secondo caso l’accusa di accesso abusivo a sistema informatico assumerebbe un profilo più grave e strutturato. Dalla verifica dei dispositivi sequestrati dipenderà anche l’eventuale estensione delle iscrizioni nel registro degli indagati.

La denuncia

La vicenda è emersa dopo la segnalazione di una passeggera su un tram della linea 15, che ha notato un dipendente Atm consultare la chat sul proprio telefono. Da quell’episodio gli inquirenti sono risaliti agli altri partecipanti del gruppo e hanno avviato ulteriori accertamenti.

Atm ha confermato la sospensione dei lavoratori coinvolti, anche dal punto di vista retributivo, ribadendo la necessità di fare piena luce sui fatti.

Sul piano politico il capogruppo del Partito Democratico in Lombardia Pierfrancesco Majorino ha attaccato chi “sminuendo “senza pudori la gravità della violenza degli uomini sulle donne””.

Sul fronte sindacale Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti sottolineano che “rispetto della dignità delle persone e parità tra i generi sono valori irrinunciabili”, definendo i comportamenti contestati “incompatibili con i principi di rispetto, professionalità e responsabilità che devono caratterizzare i lavoratori che svolgono servizio pubblico” e chiedendo di “evitare generalizzazioni che rischiano di colpire indiscriminatamente migliaia di lavoratrici e lavoratori Atm”.

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