ChatGPT al centro del processo per il maxi incendio di Pacific Palisades
ChatGPT è di nuovo al centro di un processo che riporta inevitabilmente al centro dell'attenzione il tema della privacy nelle conversazioni con i chatbot AI e del loro possibile utilizzo nelle aule di tribunale. In California, i pubblici ministeri hanno tentato di collegare un uomo al devastante incendio di Pacific Palisades del 2025 anche attraverso le sue conversazioni con ChatGPT, ma questo elemento non è stato ritenuto sufficiente dalla giuria.
Jonathan Rinderknecht, cittadino con doppia nazionalità francese e statunitense ed ex autista Uber, è accusato di aver appiccato volontariamente il rogo che lo scorso anno causò la morte di 31 persone e la distruzione di oltre 6.000 edifici. Durante il processo, l'accusa ha presentato numerosi elementi, tra cui i dati di localizzazione del suo iPhone, le immagini delle telecamere di sicurezza e diverse testimonianze, ma l'aspetto più interessante è che tra le prove figuravano anche i log delle conversazioni con ChatGPT.
Secondo i procuratori, Rinderknecht aveva utilizzato il chatbot quasi come un diario personale e nei messaggi avrebbe chiesto all'AI di creare un'immagine raffigurante una città in fiamme e avuto dialoghi sul perché fosse costantemente arrabbiato contro le persone più ricche, sostenendo in più occasioni che stessero distruggendo il mondo.
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