«Chi accoglie voi accoglie me, e chi accoglie me accoglie colui che mi ha mandato»

04 Agosto 2026 - 15:20
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«Chi accoglie voi accoglie me, e chi accoglie me accoglie colui che mi ha mandato»
Mons. Mario Delpini durante visita ad una comunità indigenaMons. Mario Delpini durante visita ad una comunità indigena

Abbiamo iniziato, venerdì 31 luglio alle ore 10, l’ultima tappa della visita ai nostri preti Fidei Donum in Brasile. Giungiamo a destinazione a Grajaù solo sabato 1° agosto alle 12.30, dopo una tappa fatta ad Imperatriz, dove l’aereo è atterrato alle 03.15 di sabato mattina. Ad aspettarci il vescovo di Imperatriz, dom Vilson, dehoniano, che ci ha accolto nella sua casa, ci ha offerto un letto e la colazione al mattino prima della partenza in macchina verso Grajaù.

Ancora una volta, questo lungo viaggio interno al Brasile, ci ha permesso di sperimentare una caratteristica di questo popolo: l’accoglienza. Non si tratta solo di trovare un letto, qualcosa da mangiare e una macchina che ti conduce a destinazione, ma è il modo con cui tutto questo viene fatto! La percezione è quella di essere accolto e non di essere “un peso”, nemmeno per chi non ti conosce e deve solo offrirti un tetto di “passaggio”, come il vescovo Vilson!

Guardando alle fotografie, le nostre visite non presentano novità: incontri con i vescovi delle diocesi visitate, incontri con i nostri preti, con comunità di religiosi e religiose, celebrazioni liturgiche, comunità in festa, momenti di preghiera. Ovviamente persone e situazioni sono diverse, ciascuno con le proprie storie, comunque sempre molto istruttive.

Il dono dell’accoglienza

A Grajaù è avvenuto un “incontro” imprevisto, ravvicinato, simbolico. Mons. Giuseppe Spiga ci ha portato a vedere il ponte pensile sul fiume Grajaù da cui la città prende il nome. L’acqua del fiume scorre tranquilla, per niente profonda in questo periodo dell’anno. Giungiamo nel mezzo del ponte e, sia a destra che a sinistra, nel fiume, gente tranquillamente seduta su sedie poste nel fiume, sotto delle tende, che beve birra e fa il bagno. Un refrigerio che non dice solo il desiderio di “divertimento” ma anche momento di sollievo da una vita a volte molto difficile ed esigente.

La Messa in Cattedrale con don Giuseppe Spiga (il secondo da sinistra), vescovo di Grajaú

Ci voltiamo verso l’inizio del ponte ed ecco che ci viene incontro un gruppo di “missionari” della parrocchia “Nosso Senhor de Bon Fin”. È la settimana missionaria, e i laici, a due a due, passano di casa in casa a parlare Gesù e del Suo Vangelo. Non c’è contrasto nell’incontro ravvicinato tra chi sta sul ponte e chi sta sotto!

L’incontro racconta l’avventura della Parola di Dio che bussa per entrare nelle pieghe della quotidianità umana, cercando di illuminare il desiderio di “riposo” e “sollievo” che l’uomo ricerca, Come le parole del profeta Isaia che abbiamo poi ascoltato quello stesso sabato sera durante la Messa: «O voi tutti assetati, venite all’acqua, voi che non avete denaro, venite; venite, comprate senza pagare, senza denaro vino e latte. Perché spendete denaro per ciò che non è pane …?»

In questo continuo passare da un incontro all’altro, che si tratti di una visita nelle parrocchie ai pranzi offerti dai fedeli, la sensazione è sempre stata la stessa: non sei un peso, sei un dono.

I ringraziamenti della comunità locale

Lascio ai ringraziamenti espressi dalla comunità Nostra Signora di Fatima (che accoglierà in settembre il nostro Fidei Donum don Ezio Borsani) al termine della santa Messa di evidenziare la verità di quanto detto: ««La nostra comunità è in festa! Celebriamo l’Eucaristia in questa prima domenica del Mese delle Vocazioni, accogliendo la testimonianza dei nostri ospiti: il Vescovo Mario Delpini, il Vescovo Giuseppe Vegezzi e don Maurizio Zago. Un benvenuto particolare anche a Lei, Vescovo Giuseppe: un vero pastore, che in questo periodo è stato così presente nella nostra parrocchia. La vostra presenza suscita, in noi, gratitudine verso il Signore che chiama e verso la vocazione accolta, e ci impegna a implorare dal Signore un numero ancora maggiore di vocazioni per la Chiesa e a crescere nella consapevolezza di una cultura vocazionale. Siamo un piccolo gregge che, nella fede, cerca di vivere gli impegni battesimali, nutrendosi della Parola e dell’Eucaristia e mettendole in pratica nella propria vita. Il Brasile e l’Italia – due nazioni dalle realtà così diverse, eppure entrambe professanti la fede in Gesù – credono che Egli cammini con il Suo popolo e risponda al grido dell’umanità. Lasciare la propria terra per servire in un Paese straniero è una vocazione donata e sostenuta da Dio. Siamo profondamente grati per la missione transfrontaliera intrapresa qui dai sacerdoti di Milano e dal nostro stesso vescovo: una missione che essi vivono tra noi, nella nostra diocesi, con sobrietà e rispetto. Sono portatori di pace. Attraverso i più piccoli tra noi, desideriamo offrire, simbolicamente, un gesto di pace, unendoci al mondo intero, affinché la pace portata dal Risorto prevalga su ogni situazione di guerra, morte e disuguaglianza, e affinché l’unità, il rispetto e la pratica del bene contribuiscano a una civiltà dell’amore. Li affidiamo a Nostra Signora di Aparecida, Patrona del Brasile, e invitiamo i bambini a esprimere la nostra gratitudine».  

A questo punto alcuni bambini offrono una statua di Nostra Signora Aparecida con un drappo colorato cantando una canzone di pace. “Chi accoglie voi accoglie me, e chi accoglie me accoglie colui che mi ha mandato”.

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